OSPEDALE, DUCHESSE & SANGUE BLU AL CUP

(f.n.) – E dopo tanti proclami sulla hall dell’Aorn, rifatta e imbellettata, sulle signorine simili ad un condensato di charme  e savoir-faire, che accompagnano i visitatori ovunque desiderino recarsi, dai reparti “splentiti” alle piccionaie del sottotetto dove “grugano” i piccioni facendo cadere con grazia i loro bisognini sul risvolto della giacca del giovane padre in attesa o chissa chi…dispiace ancora una volta constatare che, appena si gira l’angolo in cui sosta il Vescovo del proverbio, ciò che incombe è la “scostumatezza”… grassa ed intollerabile scostumatezza…Accade che qualche giorno fa, al piano terra del padiglione F, nei pressi del Laboratorio Analisi, precisamente davanti al Cup a due sportelli, utilizzato per il pagamento dei ticket relativi ai vari servizi, un episodio increscioso abbia destato l’attenzione di qualcuno dei nostri soliti brutti, sporchi e cattivi, che si aggirano guardinghi nella “splentita” dimensione ospedaliera, in cerca di spunti ed ispirazioni per formulare degnamente e con brio, i pensierini della sera…Sono circa le 11…in fila davanti allo sportello vi sono circa 15-16 persone, ben stipate e scomodamente sistemate in piedi, come si addice a chi sosta in un luogo ingombro dal viavai di barelle, carrelli della biancheria e via col tango…sedute su una panca… circa cinque persone…sul tutto assai poco spettacolare, si infiltra una corrente di aria fredda che non è dato sapere da dove venga e dove vada…ma insiste…In attesa, a metà della fila, vi è una signora anziana, minuta, con gli occhiali…Attende il suo turno, quieta, con la sua borsa stretta tra le mani…il tempo scorre e finalmente può avvicinarsi allo sportello… lei è piccola di statura e ci arriva a malapena…la signora consegna la sua ricetta alla signorina bruna, che si trova al di là del vetro e che borbotta qualcosa di incomprensibile…Dovete sapere che le duchessine di sangue reale,  borbottano sempre e soprattutto, pretendono che le si comprenda anche se sospirano, perché a loro, sfuggite per caso alla rupe Tarpea,  spetta di diritto, essere capite al volo, perché loro sono così…figlie di un Dio Maggiore che, quella volta che ha copulato infelicemente, doveva aver bevuto decisamente troppo… La signora anziana non comprende ciò che ha borbottato la duchessa e lo dice…la duchessina sempre più sdegnatamente reale, ripete…e la signora minuta, con la sua borsa stretta tra le mani, prova timidamente a spiegare che non riesce proprio a sentire ciò che dice la duchessina….A questo  punto  si ode uno scroscio e nessuno comprende che si tratta del sangue blu, che scorre e ribolle nelle vene della duchessina, la quale inizia ad urlare “scompostamente” di tutto, contro la signora anziana che mortificata, sembra farsi ancora più piccola…Tra le urla che farebbero morire dì invidia le nobili signore dei “vasci” partenopei, si riesce a cogliere perle dialettiche di raro pregio ed alcune frasi del tipo: “Me so scucciata di dire sempre le stesse cose..si nun capite nun venit cca, mo me so scucciata…” Il collega alle sue spalle, ragazzo perbene, assai imbarazzato, le suggerisce di calmarsi…ma, quando una è signora è signora… non c’è niente da fare e può permettersi tutto…infatti la duchessina di Furcel originaria di “For o vìc” continua a prodursi in borbottii e gorgoglii… quindi restituisce in malo modo la ricetta alla signora anziana, che abbassa la testa e va via quasi di corsa… La riflessione decolla spontaneamente… coloro che le hanno consentito di occupare una posizione a contatto con il pubblico, dovevano avere parecchio sonno, il giorno che l’hanno esaminata, oppure anche questa campionessa appartiene al solito gruppo dei soliti raccomandati di ferro, sui quali non si esercita controllo alcuno?, e così…tanto per sapere…ma in quale maniera esercita i suoi controlli, il responsabile del Cup?, e la grande assente, la direttrice sanitaria?, dove iniziano e dove hanno termine i suoi hobbies?,  avremmo voluto vedere se ci fosse stata una congiunta di santa Tetta del Non So Niente E Non Mi Interessa, a raccogliere gli improperi gratuiti della tizia al di là del vetro…Ma non vi vergognate?, neppure un poco?, ma quali saluti…per carità…Hasta la verguenza!

Comments

  1. Pasquale ha detto:

    Non è scritto da nessuna parte che bisogna venire da me ma se un inconveniente capita in una u.o., allora ci si rivolge al responsabile. Per il resto non credo che debba fare conto a lei. La prossima volta sapete come comportarvi e io sarò ben lieto di soddisfarvi.

  2. Giuliano ha detto:

    Un qualcosa che poteva benissimo essere un tweet di 140 caratteri é diventato, per qualche magico motivo, un “articolo” illeggibile, noioso, sgrammaticato e scritto in una lingua che ricorda vagamente un italiano arcaico misto a volgarità gratuite. Perfetto esempio di come svilire un eventuale fatto di rilievo.
    Che questo commento sia d’insegnamento sulla punteggiatura : i puntini sospensivi non andrebbero utilizzati in un articolo di giornale, benché questo non vi si avvicini. Inoltre, dopo il punto interrogativo non va la virgola e va la lettera maiuscola.

    Questa prima lezione di grammatica è gratis, dalla prossima sono 20€ all’ora

    1. Francesca Nardi ha detto:

      Gentilissimo commentatore, dovrebbe tentare di non essere così riconoscibile…eh sì… i corsi di aggiornamento fuori porta e i master caserecci l’hanno resa riconoscibile al primo sbadiglio. Lei non immagina come sono onorata di ricevere i suoi suggerimenti…mi dispiace soltanto che lei non abbia alcuna considerazione di se’ e svaluti a tal punto le perle del suo sapere, fino a chiedere soltanto venti euro per una lezione…pensi che io chiedo 100 euro soltanto per cinque minuti di lezione sull’etica ed estetica del puntino sospensivo attraverso i secoli…ma ovviamente non pretendo che l’arte del puntini sia compresa da tutti…a proposito di puntini…io li metto dove mi pare…e la prossima volta che vorra’ esibirsi, usi il suo nome …naturalmente se riesce a non essere così vergognosamente pavido

  3. Pasquale Manna ha detto:

    La prossima volta, “i brutti, sporchi e cattivi”, sono invitati da me, Pasquale Manna, a venire in laboratorio e segnalare la incresciosa situazione. Riportare tanto per scrivere non risolve il problema. Dico questo perché bisogna capire e individuare al momento la persona responsabile della scostumatezza.

    1. Francesca Nardi ha detto:

      Finalmente qualcuno che si firma. I brutti sporchi e cattivi avrebbero dovuto richiamare la sua attenzione signor Pasquale Manna? C’erano 15 o 16 persone più il personale che andava e veniva e tutti hanno avuto la possibilita’ di assistere ad una vicenda per la verita’ assai incresciosa…però lei rileva che i brutti sporchi e cattivi, non hanno richiamato la sua attenzione e si sono limitati a scrivere…ma davvero? Volete vedere che alla fine i brutti sporchi e cattivi si dovranno scusare? Non e’ la prima volta che si verificano episodi del genere e non e’ la prima volta che vengono raccontati …ed abbiamo l’ impressione che non sara’ l’ ultima…Grazie

      1. Pasquale Manna ha detto:

        Il “giornalistichese” con me non funziona. Ho finito troppa esperienza per mettermi a polemizzare con un mezzo di informazione. Io la mattina lavoro e non sono deputato a fare il vigile urbano per cui se la signora veniva all’interno, come fanno tanti, saremmo sicuramente intervenuti.

    2. Anna ha detto:

      Signor pasquale c’è forse scritto da qualche parte che bisogna venire da lei? Siamo andati un po di noi dalla signora nella hall. Ha preso nota ma non crediamo nei risultati. E poi se lei sta in laboratorio esca ogni tanto fuori a vedere la coda.

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