LE GRAVI OMISSIONI DELL’ASSESSORE TOMMASINA CASALE

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    –   di Salvatore Zinno   –

Signori bagnanti della costiera domiziana, la marchetta è servita!

Ieri è intervenuta ufficialmente la Regione Campania in persona del presidente della settima commissione Ambiente, consigliere Gennaro Oliviero ed ha deciso che è tutto a posto e che il mare inquinato è frutto della fantasia malata di qualche mitomane in cerca di notorietà.

In sostanza, i signori bagnanti, muti e allineati ad occupare ombrelloni e lettini, spendere soldi in bibite e patatine e, se si spende sul lido di qualche assessore comunale di fede olivierana….ancora meglio!

Andiamo con ordine e cerchiamo di far comprendere meglio l’accaduto.

Il mare del golfo di Gaeta, ad iniziare dai mesi di aprile e maggio fino ad oggi sta presentando criticità notevoli in termini di colorazioni anomale delle acque. Un colore marroncino verdognolo con la presenza di rifiuti solidi che galleggiano in bella mostra sulle verdi acque. Il mare della costa tutta, da Castel Volturno fino a Formia-Gaeta, è stato sotto gli occhi di tutti ed è innegabile; certificato da centinaia di fotografie postate in giro per la rete da altrettanti bagnanti, arrabbiati per il fatto di non potersi godere il meritato bagnetto.

Un problema quindi c’è e non è liquidabile in poche e vuote, parole di circostanza oppure in qualche scatto fotografico realizzato ad arte da qualche politico negazionista, nelle prime ore del mattino con il sole che fende le acque in diagonale facendo brillare tutto come se fossimo in costa Smeralda.

La polemica politica è stata feroce in questi giorni, messa in campo dalle amministrazioni comunali di Sessa Aurunca e Cellole, che hanno speso fior di energie per dimostrare ai polli….opps, ai turisti che il mare domiziano è il meglio che ci sia in circolazione. Ai politici locali, si sono aggiunte schiere di imprenditori balneari e negozianti vari, sull’orlo del collasso per i possibili mancati guadagni per la stagione estiva 2019.

In questo marasma, succede che si intrufola un giornalista della redazione regionale della RAI e confeziona un reportage in tre puntate: una a Baia Domizia, una a Mondragone ed una a Castel Volturno; in tutte e tre intervista addetti ai lavori e mette in fila dati e fatti. Questo reportage non va giù agli amministratori locali domiziani e parte una nuova sequela di accuse e minacce verso chi avrebbe diffuso dati falsi, creato allarmismo e prodotto un danno di immagine a Baia Domizia. La più agguerrita di tutti è l’assessore al turismo e litorale di Sessa Aurunca Tommasina Casale, che lancia strali dalla sua pagina Facebook e rilascia interviste infuocate gridando vendetta: La pagheranno cara! Peccato che sia la meno titolata ad esprimere pareri super partes – come un amministratore dovrebbe fare – perché la sua famiglia gestisce un lido proprio a Baia Domizia.

Veniamo al 28 giugno, quando va in scena una audizione alla settima commissione regionale, presieduta dal consigliere regionale sessano Gennaro Oliviero; audizione richiesta proprio dal Sindaco di Sessa e controfirmata dai suoi assessori: Fausto Fusco, e guarda chi si rivede…proprio lei… Tommasina Casale. Li accompagna anche il neo assessore Erasmo Palmieri, che non c’azzecca nulla con il mare ma è amico di Oliviero da tanti anni e che fa, non va a fare una passerella e due foto in regione? Una cosa in famiglia insomma, essendo tutti allineati alle direttive di Oliviero, il quale si affretta a pubblicare un suo resoconto personale su Facebook, che ovviamente riportiamo integralmente e sottoponiamo al giudizio dei lettori: In Consiglio Regionale della Campania si è appena conclusa #Audizione sulle condizioni del #mare #LitoraleDomizio, nel tratto di costa riferibile  #SessaAurunca e #Cellole. L’#ARPAC ha dettagliatamente illustrato la situazione: se c’è schiuma è unicamente di origine organica, causata delle alghe marine. Tutti i valori sono ben al di sotto della soglia per la balneabilità. In ogni caso, continua un attento monitoraggio. I due Enti locali e il #CAB hanno dato piena disponibilità per evitare sciocche speculazioni mediatiche e collaborare a individuare soluzioni riguardo la reale problematica: lo sversamento abusivo, nei canali di irrigazione, delle acque nere prodotte dalla cittadella abusiva esistente in #LocalitàPantano di Cellole, oltre a qualche scarico derivante da aziende zootecniche. A Sessa, la questione è residuale: ricordo i numerosi abbattimenti effettuati quanto ero Vice Sindaco del Comune Aurunco. Diversamente, il delegato del Comune di Cellole ha ammesso di non avere un quadro certo, tra condoni effettuati e strutture illegali esistenti, ma si è impegnato a fornirci dati. Ci aggiorniamo di una settimana, numeri alla mano sapremo anche quale ruolo potrà giocare la Regione Campania in un’azione di ripristino paesaggistico.#TerritoriComeRisorsaQuando Oliviero ed i suoi sodali, parlano di “sciocche speculazioni mediatiche”, noi ci domandiamo a cosa si riferiscano, perché ci risulta che quanto affermato sia dal Consorzio Aurunco di Bonifica che dal Presidente della Provincia Magliocca, nel corso dell’inchiesta di TGR Campania, non siano affatto delle speculazioni mediatiche. Siamo confortati in questo convincimento dalla visione delle famose analisi di ARPA Campania che confermano sia le dichiarazioni del CAB che quelle di Magliocca, in merito alla altissima concentrazione di batteri fecali nelle acque dei canali di bonifica. In quelle interviste non si è mai sentito pronunciare dai soggetti intervistati, che il mare è inquinato o che è interdetta la balneazione, ma solo e “semplicemente” che i canali del consorzio sono pieni di scarichi abusivi e che quelle acque inquinate finiscono in mare senza depurazione.

La signora Casale ha urlato a gran voce che chi ha diffuso dati falsi “la pagherà”, assegnando patenti di “bugiardo” a destra e manca. Bene, siamo d’accordissimo; dobbiamo soltanto stabilire chi sia il bugiardo in questa faccenda. Noi propendiamo per la Casale e per gli amministratori di Cellole e Sessa suoi affini; perché? Perché ARPA Campania ha trasmesso i risultati delle analisi delle acque del canale Macchine Vecchie anche ai comuni di Sessa e Cellole, quindi non possono dire di non sapere e non possono sbandierare – come ha fatto la Casale – solo i dati relativi ai campionamenti fatti da ARPC in mare aperto. Tra il mare aperto ed un canale interno una differenza c’è e lo capisce chiunque, dovrebbe comprenderlo anche l’assessore Tommasina Casale.

Le analisi di ARPAC rilevano una concentrazione di Escherichia Coli pari a 130.000 UFC/ml, il limite di legge per gli scarichi non deve superare i 5000 UFC/ml; considerando poi che i canali del CAB non sono scarichi ma sono corsi d’acqua superficiali, nei quali anche il 5000 dovrebbe essere un numero fuori logica, ci chiediamo come sia possibile aver trovato questi numeri? Da dove viene l’inquinamento batterico presente nei canali del CAB? Perché i sindaci Compasso e Sasso tacciono questi dati?

Dall’audizione ad uso familiare però, viene furi un altro dato certo, ovvero la presenza di un enorme agglomerato urbano abusivo in quello che  viene definito il “pantano” di Cellole e Sessa, che d’estate conta qualche migliaio di “residenti” senza che possano disporre di alcun servizio; allacci abusivi alla rete idrica, pozzi neri e scarichi nei canali del CAB, strade abusive e tante altre irregolarità sulle quali i due comuni hanno sempre chiuso un occhio, facendo la fortuna elettorale di qualcuno. E scusate, ma il CAB e Magliocca, nell’intervista non avevano detto la stessa cosa? C’era bisogno di convocare la settima commissione ambiente per assodare quanto già accertato?

Procediamo. Si è detto ancora in audizione che: “mancano le risorse per demolire le baracche del pantano”; nel frattempo né si sequestrano né si mettono in condizione gli occupanti di non inquinare. Il rappresentante di ARPAC ha anche spiegato che la presenza di grosse quantità di alghe è parte del problema. Alghe che proliferano in maniera anomala a causa della grande quantità di nutrienti che si trovano nelle acque casertane per gli scarichi incontrollati; queste alghe sono anche responsabili della presenza di schiuma nel mare.

Detto questo, la domanda che poniamo alla gentile assessore Casale: chi deve pagare cosa a chi?

Chi è il bugiardo che fornisce dati falsi o falsati o meglio taciuti per convenienza personale (viste le attività balneari di famiglia)?

La stessa Casale, dalle pagine del giornale on-line dove lei stessa scrive, e solo da quello, senza aver trovato sponda in nessun altro giornale, titolava: “L’ARPAC smentisce il servizio di RAI 3, il mare è balneabile. Chi ha creato allarmismo deve pagare”!

Proviamo a ribaltare la faccenda, in considerazione del fatto che leggendo i dati dell’ARPAC, nessuno ha smentito nessuno e mai è stato detto che il mare non è balneabile; non risultano pertanto diffusioni di dati fasulli. Chi invece ha tenuto nascosti i dati in suo possesso, che fotografano una situazione di allarme sanitario nel pantano di Sessa e Cellole, cosa deve pagare? Aver taciuto dei dati così drammaticamente reali e pericolosi solo per il suo tornaconto personale di gestore di lido balneare, dopo questa figuraccia, non sarebbe opportuno si facesse da parte e si dimettesse?!

I polli-bagnanti-contribuenti domiziani sapranno valutare correttamente.

Alla prossima puntata…