UNIVERSIADI: QUANDO TRA IL DIRE E IL FARE C’È DI MEZZO…L’ADEGUAMENTO STRUTTURALE

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  –   di Andrea Zippa  –

Sulla nostra Campania in questi giorni si sta focalizzando l’attenzione nazionale e internazionale, questa volta, fortunatamente, non per i soliti casi di corruzione e malasanità ma per un motivo sano e fruttuoso: la buona e fraterna competizione sportiva, senza alcun tipo di discriminazione di sesso, razza o religione, nel segno del decoubertiniano “l’importante non è vincere ma partecipare” che caratterizza l’Universiade, sorella minore dell’Olimpiade, che, come ben sappiamo, quest’anno si terrà a Napoli.

Le Universiadi, manifestazione sportiva e culturale, come indica il nome (composto dalle parole “università” e “Olimpiade”) sono legate al mondo dell’Università, con la partecipazione di atleti universitari di ogni parte del globo. Progenitori di questa manifestazione sono stati i Giochi Studenteschi Mondiali, organizzati per la prima volta nel 1923 a Parigi dalla CIE (Confederazione Internazionale degli Studenti) e proseguiti fino al 1939 quando furono bloccati dallo scoppio della Seconda Guerra Mondiale; al termine del conflitto, con la nascita della cortina di ferro, nacquero due organizzazioni studentesche concorrenti, la ISU (Unione Internazionale degli Studenti), che riuniva soprattutto paesi dell’Est Europa, e la FISU (Federazione Internazionale Sport Universitari) che si riunirono solo nel 1957. Da questo momento in poi la strada per l’unificazione dei due comitati è tutta in discesa: così nel 1959 FISU e ISU si accordarono per realizzare congiuntamente i Giochi: la scelta cadde su Torino (perché la città già aveva pronti vari impianti in occasione delle celebrazioni del centenario dell’Unità d’Italia nel 1961) ed è in questa occasione che furono introdotte la bandiera attuale, che presenta una U con cinque stelle che riprendono colore e disposizione dei cerchi olimpici, e l’inno ufficiale dal titolo “Gaudemus Igitur”. Da allora la FISU organizza regolarmente questi Giochi che si tengono ogni due anni (con una divisione tra Universiadi Estive e Invernali) con un numero sempre molto vasto di partecipanti a livello globale, atleti che competono in 15 sport obbligatori per la manifestazione estiva, 8 per la versione invernale cui ogni Paese organizzatore può arrivare ad aggiungere alcuni sport occasionali; a Torino, inoltre, si svolge comunemente l’accensione della cosiddetta “Fiaccola del Sapere”, la torcia olimpica delle Universiadi, condotta fino al luogo di svolgimento delle gare tramite una staffetta di tedofori.

Con l’edizione estiva 2019, XXX edizione della manifestazione, l’Italia risulterà per l’undicesima volta Paese ospitante dei Giochi. La scelta della città partenopea come sede delle competizioni si è avuta già nel 2016 quasi in extremis: in seguito alla rinuncia di Baku prima e di Budapest poi era rimasta come unica candidata per ospitare i Giochi Brasilia che, tuttavia, subito dopo l’ufficializzazione dell’assegnazione, a causa di problemi finanziari, è stata costretta a rinunciare all’organizzazione; a questo punto subentra Napoli che risulta, così, l’unica candidata in corsa: dopo la supervisione degli ispettori della FISU, il 5 marzo 2016 l’Universiade è stata ufficialmente assegnata a Napoli.

Di qui una corsa contro il tempo per adeguare le strutture preesistenti e per realizzare nuove infrastrutture non solo nel capoluogo, diventato, forse ancora più del solito, un cantiere a cielo aperto, ma anche nelle altre province campane; infatti, non sarà solo Napoli ad ospitare i giochi ma anche innumerevoli altre città della Regione tra cui anche l’area del casertano: nella nostra provincia si svolgeranno a Caserta i match del torneo di pallanuoto maschile fino alle semifinali allo Stadio del Nuoto, alcune gare di calcio allo stadio Pinto e soprattutto la finale di tiro con l’arco in Piazza Carlo III, lo spazio antistante la Reggia; inoltre, ad Aversa, al Pala Jacazzi, si terranno vari match del torneo di basket mentre la Piscina Comunale di Santa Maria Capua Vetere ospiterà gli allenamenti di pallanuoto maschile così come il Pala Vignola di Caserta e il Palasport di Mondragone vedranno allenarsi i partecipanti alle gare di basket. Tutte le strutture sono state oggetto di importanti restyling, in particolar modo lo Stadio del Nuoto ma soprattutto lo stadio Pinto intorno al quale è sorto un vespaio di polemiche dovuto ai ritardi nei lavori di adeguamento.

Le polemiche, tuttavia, sono esplose, in questi ultimi giorni, in maniera ancor più rovente intorno alla decisione della Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggi delle province di Caserta e Benevento di bloccare immediatamente i lavori di allestimento delle tribune in piazza Carlo III in quanto strutture non autorizzate. Così si sarebbero svolti i fatti: già in aprile la Soprintendenza avrebbe inviato una lettera al Comune di Caserta ingiungendo un progetto di revisione per queste strutture, valutando “una soluzione che mantenga liberi da ogni ingombro gli assi prospettici, in considerazione del fatto che la localizzazione di tribune sul parterre intercetta le visuali privilegiate del Monumento sia da parte dei fruitori del bene che ai fini della trasmissione delle immagini dell’evento”; insomma, in poche parole, le tribune, così come sono state progettate, andrebbero ad inficiare una corretta visuale della Reggia. Il Comune è, invece, andato avanti col progetto originario e solo dopo un sopralluogo dei funzionari della Soprintendenza, che non hanno appurato modifiche alle strutture, è stato ordinato il blocco dei lavori: a tutt’oggi non si sa ancora in che modo si potrà risolvere questa situazione e quale pezza sarà messa per “apparare” il tutto.

Una situazione critica, questa, che è condivisa anche con Napoli: è stato, infatti, approvato il nuovo piano traffico che è attivo dalla giornata di ieri e che ha causato un vero e proprio tilt della circolazione con file e file di auto incolonnate in un imbuto un po’ ovunque, in particolar modo nell’area di Fuorigrotta, della Riviera di Chiaia e di via Marina. Il progetto, infatti, prevede chiusure al traffico di alcune aree e la creazione di una corsia preferenziale per consentire più agevolmente ai pullman delle delegazioni di raggiungere le strutture sportive. Il risultato: la corsia preferenziale risulta completamente deserta con la conseguenza che il traffico cittadino (già normalmente congestionato) è interamente bloccato mentre si è scatenata l’ira funesta dei commercianti dal momento che, come dichiarato a “Repubblica” dal direttore generale di Confcommercio Campania Pasquale Russo, tutto ciò causa “un danno gravissimo per le attività turistiche e commerciali che per le prossime settimane rischiano di rimanere completamente immobilizzate. Gravissimi i danni economici che si prefigurano […]. Non ascoltare le parti interessate per il piano mobilità rischia di mettere in ginocchio e vanificare gli sforzi che si stanno facendo in questo periodo”.

Dunque, al netto di quanto dichiarato dal presidente della Regione De Luca che, intervistato in un forum dell’Ansa, si autoincensa per la capacità di aver vinto “una grande scommessa, quasi al limite della follia” per aver organizzato in tre anni un evento di tale portata servendosi di soli finanziamenti pubblici senza avere sponsor privati, affermando che la Campania “ha fatto un miracolo” e non risparmiando neppure stilettate al Coni dal momento che, secondo il governatore, “abbiamo registrato una posizione di fondamentale e totale indifferenza da parte delle autorità sportive […]. Questo forum è un’occasione per informare i dirigenti Coni che c’è questo evento tra qualche settimana, non nel 2026”, le Universiadi di Napoli mostrano il solito, grande limite: la vasta confusione organizzativa che porta a fare scelte improvvisate e totalmente errate, spesso fuori contesto, concentrandosi su aspetti secondari e lasciando in sospeso problemi principali; non parliamo solo delle problematiche succitate ma anche dello stato in cui versa Napoli con alcune aree cittadine, anche del centro storico, come la centralissima Piazza Bellini, preda di rifiuti e del fetido odore da essi sprigionato: certo, non una splendida cartolina per chi raggiunge il capoluogo partenopeo, cui si aggiunge il pessimo stato in cui versano alcune strade cittadine, come la calata di Doganella, una delle arterie principali di collegamento tra la zona nord della città e in particolar modo l’area dell’aeroporto di Capodichino, problema di viabilità condiviso anche con le strade del casertano.

Intanto, è atteso nel pomeriggio, a partire dalle 16, l’arrivo di De Luca a Caserta per visitare le tre strutture cittadine che ospiteranno le competizioni a partire dal Pala Vignola, passando per lo Stadio del Nuoto fino allo stadio Pinto cui seguirà una conferenza stampa nella sala stampa di quest’ultimo impianto sportivo.

Confidiamo che, con l’apertura delle Universiadi, tutte queste criticità possano essere finalmente risolte, lasciando trasparire solo il volto bello, pulito e magico di questa nostra terra incantata, grande patrimonio di cultura e culture, di eccellenze archeologiche, artistiche ed enogastronomiche, terra che colpisce ogni visitatore, lasciandogli negli occhi un’ondata di autentico ed infinito stupore, eterno e costante, che meraviglia e affascina ognuno, appagando l’anima.