OSPEDALE, DEMANSIONAMENTI & SCIVOLONI…

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(f.n.) – Le lettere di “messa in mora” hanno un fascino particolare…e rivendicano una lettura immediata e molto, molto attenta…Quando la “messa in mora” riguarda un danno presunto, lamentato da personale del comparto dell’Aorn di Caserta, l’attenzione diventa addirittura doverosa, poiché si percepisce “a naso” ed anche per logica, la presenza di un sindacato che consiglia ed indirizza…anche se non compare; del resto… dopo il grande bluff dell’articolo 9, è assai opportuno interrogarsi su tutto ciò che passa attraverso le vie legali, sempre, ovviamente, nell’interesse del lavoratore che si affida, talvolta ignaro di alcuni particolari, che andrebbero invece considerati…All’inizio di agosto, proprio alla vigilia della partenza dell’ex manager, destinazione Benevento, uno studio legale ha inviato una nota al Direttore Generale Mario Ferrante, relativa, appunto, alla “messa in mora” per danno da “demansionamento e dequalificazione professionale” in nome e per conto di tre infermiere dell’Aorn,  chiedendo, a fronte del danno subito dalle tre infermiere, la somma  di 18mila euro. Il contenuto della nota, nonostante l’importanza della questione, lascia interdetti e provoca una certa preoccupazione. Innanzitutto, risultano assenti le fasi intermedie di quella che, a tutti gli effetti è la denuncia articolata di tre dipendenti del comparto, che sostengono di aver subito un danno. La “denuncia” non avrebbe dovuto essere indirizzata innanzitutto al primario del reparto di appartenenza della dipendente, che sostiene di aver subito il danno?, e se il primario non avesse risposto o risposto non adeguatamente, la seconda denuncia non avrebbe dovuto essere indirizzata al capodipartimento?, e quindi alla direzione sanitaria e quindi al direttore generale? Evidentemente i quattro passaggi regolari avrebbero richiesto troppo tempo e Ferrante, avrebbe potuto andar via da un momento all’altro e quindi era indispensabile che il “pacchero” predestinato, arrivasse in tempo, o no? Ovviamente questa è soltanto una ipotesi in libertà, che lascia il tempo che trova…Ciò che invece preoccupa è il fatto che stiamo parlando di due infermiere della pediatria e di una “dipendente infermiera” in servizio alla Terapia Intensiva Neonatale, alle quali sarebbero stati attribuiti compiti che “avrebbero limitato radicalmente l’espletamento delle funzioni infermieristiche”, compiti come: “riordino dei letti, trasporto dei pazienti passando per le incombenze igieniche dei pazienti e addirittura lo smaltimento dei rifiuti compiti” e tali compiti …”non sarebbero  stati occasionali o marginali ma stabilmente effettuati e tali da essere prevalenti…” Forse sfugge un dato importante di una gravità inaudita….Le dipendenti che “prevelentemente”riordinavano letti, spostavano pazienti accudendoli dal punto di vista igienico e maneggiavano sacchi di rifiuti “ospedalieri” …poi…tranquillamente si recavano presso le cullette dei bambini ricoverati nel reparto di Terapia Intensiva Neonatale?, bambini il cui sistema immunitario è basso? Il sindacato che ha ispirato una causa di risarcimento danni, a tutela della professionalità di tre dipendenti, in quale pianeta gravita?, e le tre dipendenti, con tutto il rispetto per la loro figura professionale, hanno contezza degli interrogativi che sta provocando la loro protesta, giusta sì ma, assai superficiale ed anche imprudente? Se la fretta non fosse come sempre, una cattiva consigliera e se gli ispiratori fossero in buona fede o anche soltanto una ‘ntecchia più coscienziosi, avrebbero suggerito alle tre brave infermiere della pediatria che, forse, sarebbe stato il caso di evidenziare, prima di tutto che il fatto stesso di essere a contatto con i piccoli, rendeva la vicenda ancora più grave. Ma in questa sordida dimensione in cui, come al solito, tutti se ne infischiano del paziente e in questo caso, orribile a dirsi, dei bambini, quella direttrice sanitaria, che uno strano ed imperscrutabile disegno divino ha voluto ri-donarci, invece di far volare gli stracci nel Cio, allertando tutti a causa del rischio in corso, cosa fa?, chiede una relazione e poi va in vacanza? Sarebbe interessante conoscere i tempi di maneggiamento della monnezza… se il sacchetto veniva chiuso prima o dopo aver accudito un prematuro nell’incubatrice o magari conoscere il tipo di precauzione adottata dall’infermiera nei confronti di un bambino ammalato, dopo aver aiutato un paziente adulto nelle sue necessità igieniche… sarebbe addirittura indispensabile conoscere la dinamica esatta dei fatti…Se la carenza di personale rappresenta la causa del demansionamento e della dequalificazione denunciati, ci chiediamo chi accudisse i bambini ricoverati, quando le tre infermiere in servizio al Tin e in Pediatria svolgevano un tipo di lavoro, differente da quello cui erano state assegnate. Qualcuno dovrebbe obbligatoriamente rispondere, posto che la richiesta di diciottomila euro equivale ad un bruscolino, dinanzi alla batosta miliardaria che qualcuno potrebbe farvi arrivare addosso, direttrice sanitaria e Cio compreso, se soltanto uno ed un solo microbo, avesse e non è detto che non lo abbia fatto, sfiorato un solo neonato del Tin…Prima di tutto imparate a scrivere e correggete le grossolane imperfezioni e poi passatevi una mano sulla coscienza…e poi, fatevelo dire zittu zittu…ma vi rendete conto che vi hanno fregato un’altra volta? Hasta la verguenza!

6 Commenti

  1. Gli interrogativi sono sempre legittimi, le risposte possono a volte necessariamente richiedere dei tecnicismi per essere esaustive e per chi non possiede gli strumenti per “leggerli” correttamente può essere altrettanto necessario un atto di fiducia. Una cosa è il demansionamento (peraltro diffuso un po’ ovunque, basta chiedere in giro – ma questo non assolve nessuno, lo ammetto), ben altra cosa sono le procedure. Le due cose non sono e non possono essere mutuamente esclusive: se devo chiudere un contenitore ROT (c’è una procedura specifica anche per questo) dopo non posso accudire un neonato (immunocompromesso o meno) se prima non ho seguito tutta un’altra serie di procedure. Il fatto di essere demansionato non mi autorizza nella maniera più assoluta a derogare da queste poche e semplici azioni. Se lo faccio, sono io nel torto marcio, discorso chiuso. Saluti

  2. E voi sareste i redattori imparziali? Non capite nemmeno di che cosa si sta parlando. Si sta parlando di un fenomeno, quello del demansionamento, che tanti danni ha provocato e continua a provocare per l’immagine dell’ infermiere che, vi voglio ricordare, è un professionista sanitario e non Certamente Un factotum. Se aveste contezza di quello che si è subito per anni nella professione infermieristica, fareste degli articoli per denunciare i soprusi di cui tanti professionisti sono stati fatti oggetto. Per quanto riguarda le supposte attività state certi che la magistratura ha già fatto chiarezza su quali siano i compiti che un infermiere deve svolgere e quali siano quelli che devono svolgere gli operatori di supporto. Mi sembra veramente pretestuoso l’articolo in questione che non approfondisce la questione Ma anzi si fa beffe di tante persone che lavorano coscienziosamente nei reparti osservando regole di igiene che voi nemmeno potete immaginare, il tutto per garantire la necessaria asepsi e sicurezza dei pazienti, e piccoli o grandi che siano.

    • Gentile signore, se lei avesse avuto la volontà di leggere attentamente ciò che abbiamo pubblicato, avrebbe compreso che nessuno si è permesso di eccepire sulla questione “demansionamento” ma abbiamo semplicemente posto alcuni quesiti che chiunque nello qualità di genitore avrebbe posto. Noi non ci facciamo beffe di nessuno, soprattutto quando parliamo di “neonati” a rischio, vicenda che anche per lei dovrebbe essere prioritaria come lo è per noi. Se desidera essere offensivo faccia pure, pubblicheremo anche i suoi insulti, ma prima di insultare si preoccupi di rispondere ai quesiti posti, se ha gli elementi per farlo. I quesiti sono semplici e chiaramente riportati e riguardano esclusivamente la qualità dell’assistenza ai neonati della Tin. Se lei è in grado di rispondere punto per punto lo faccia altrimenti il suo sarà soltanto un commento “pretestuoso”. Grazie

      • non vedo in cosa sarei stato maleducato o avrei insultato qualcuno. ho solo detto, e lo ripeto, che le cose bisogna conoscerle e non far passare falsi messaggi, tipo si chiudono i sacchi dell’immondizia e poi si va dal neonato. Voi a casa vostra non vi lavate le mani? noi in ospedale ce le laviamo dopo ogni atto che facciamo e questo nessuno può permettersi di metterlo in dubbio. Poi il demansionamento esiste e solo chi non lo vuol vedere non lo vede, ma per fortuna ci sono i giudici.

      • Gentile Biagio lei continua cocciutamente ad interpretare secondo le sue intenzioni e risponde alle mie domande con altre domande. Se lei sostiene che io abbia passato falsi messaggi, lei sta insultando chiaro? Se nella denuncia è specificato che una infermiera della Tin “demansionata” chiuda sacchi di rifiuti, io sono autorizzata a pormi le domande che mi sono posta. E che continuero’ a pormi. Quindi lei rifletta su ciò che scrive e si ricordi che io mi permetto esattamente di pensare tutto cio’ che ho letto nella denuncia, mi induce a pensare. Si, gentile Biagio io mi lavo le mani, in casa mia, dopo avere chiuso il sacco dei rifiuti “non ospedalieri” dopodiché non accudisco un neonato in terapia intensiva perché in quel caso, lei dovrebbe saperlo, non sarebbe sufficiente lavarsi le mani, vero gentile Biagio? Vogliamo continuare? lei a fraintendere cocciutamente e io a specificare? Grazie

  3. Mi auguro che sia una bufala, mi auguro seriamente che sia uno scherzo, perche se è vero che le infermiere della terapia intensiva neonatale, prima di prestare assistenza ai bambini, chiudono i rifiuti speciali, denuncio tutti. Dal Primario a ognuna delle infermiere, perché un mese fa ho avuto mio figlio ricoverato e abbiamo avuto problemi molto seri. L’Azienda deve smentire, fare chiarezza. Assurdo

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