OMICIDIO TONDI, RINVIATO IL PROCESSO AL 6 NOVEMBRE

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Lavoretano, marito della vittima

SANTA MARIA CAPUA VETERE – Iniziato e subito rinviato al 6 novembre prossimo, innanzi la Corte di Assise di Santa Maria Capua Vetere (Presidente, Giovanna Napoletano; giudice a latere, Alessandro De Santis; pubblico ministero,Domenico Musto),il processo a carico di Emilio Lavoretano, accusato a piede libero, di essere l’assassino della moglie Katia Tondi, rinvenuta cadavere nella propria abitazione nel luglio del 2013. Molto singolare ed anche abbastanza nebulosa la motivazione del rinvio. In effetti si è venuto a sapere in udienza che il Dr. Pietro Tarsitano, consulente dell’accusa, che venerdì scorso aveva depositato in cancelleria il proprio elaborato, che dovrà, tra l’altro, stabilire l’ora della morte e quindi l’ora esatta del delitto, aveva comunicato al pubblico ministero oralmente il suo impedimento perché impegnato in un processo per omicidio colposo in quel di Padova. Stranamente neppure la cancelleria era a conoscenza dell’impedimento. Ma chi ne ha fatto le spese, tra l’altro, e che si è molto adirato è il prof. Prof. Vittorio Fineschi, consulente della difesa,  (ordinario di medicina legale de La Sapienza di Roma, tra l’altro è stato consulente della difesa nel processo per la morte di Stefano Cucchi) che ha dovuto affrontare il disagio di una  lunga trasferta essendo proveniente da Siena. Il consulente non era stato avvisato dell’impedimento del Tarsitano, né dalla difesa (che ignorava la cosa), né dalla cancelleria (anch’essa ignara) né dai colleghi. Una circostanza, però, ha suscitato la perplessità di tutti gli interessati al dibattimento (imputato, difesa, parte civile, testimoni, consulenti e giornalisti) come mai – ci si è domandato –  non era presente la  troupe di “Quarto Grado”, il programma televisivo di Canale 5, che da sempre segue il processo  con una tesi abbastanza  nota come colpevolista ed invece era presente una troupe della Rai de la “Vita in Diretta”? Facile ipotizzare che vi fosse un filo diretto con una parte processuale interessata al   dibattimento.  Il collegio giudicante, i giudici popolari,la cancelleria? Tutti ignoravano l’impedimento del Tarsitano, solo il piemme aveva avuto la notizia… oralmente! Nella prossima udienza, quindi, se non vi saranno nuovi testi da sentire il processo è ad una svolta e con la requisitoria e le arringhe difensive si volgerà verso la conclusione. Sarà assolto Lavoretano?, sarà condannato? Rimarrà impunito questo ennesimo femminicidio?  Certo è che in città è la terza donna (prima Maria La Capuana, la prostituta Zazzà; poi Antonietta Afiero, ed infine Katia Tondi) ad essere uccisa. Un serial killer che  vaga indisturbato tra le nostre case.