SILVIO SASSO SI È DIMESSO…O NO?

0

DOPO LA BOMBA (FASULLA) DI FASANI, SCOPPIA LA BOMBA VERA IN GIUNTA CON LE DIMISSIONI DEL PRIMO CITTADINO!

   –    di Salvatore Zinno    – 

 Il Sindaco di Sessa Aurunca – o forse l’ex – Silvio Sasso, ieri sera ha rassegnato le sue dimissioni irrevocabili.

È la seconda volta in tre anni, oltre ad una mozione di sfiducia incassata da chi lo sostenne più convintamente in campagna elettorale, poi ritirata dopo che fu “regalato” il posto di Presidente del Consiglio Comunale al cucciolo di casa Schiavone. Ma come abbiamo già raccontato tante volte non fu solo quello il motivo per far disinnescare la mozione di sfiducia, ma strani movimenti di concessioni edilizie per le attività del gruppo.

Veniamo ad oggi, anzi a ieri, ed alle dimissioni (di nuovo) di Silvio Sasso. Il Sindaco inizia la sua giornata con un messaggio di buongiorno, inviato ai telefoni dei componenti della sua maggioranza, nel quale scrive: “mi sto dimettendo e se volete far cadere l’amministrazione per difendere Tommasina Casale, fate pure; oppure fornitemi un altro nome o tutti a casa. Un nome qualunque, ma Lei no!”. Dopo di che, la mattinata del Sindaco è continuata con una visita, in un bar nella zona di Maiano, al suo vecchio compare Lorenzo Di Iorio, con il quale non si sono mai interrotti i rapporti ed assieme stanno studiando la strategia per restare alla guida del carro. Di Iorio ha sempre rappresentato l’anello di congiunzione tra gli interessi politici di Oliviero con quelli politico-imprenditoriali di Luigi Mascolo che a garanzia dei loro accordi ha piazzato un proprio uomo a dirigere il settore urbanistico del municipio sessano, l’architetto cellolese Raffaele Aliperti.

Tornando all’argomento di giornata, il motivo della rottura è sempre lo stesso, la presenza di Tommasina Casale (detta la zarina) in giunta.

La Casale infatti, qualche giorno fa si dimise per i contrasti sul destino della scuola elementare della frazione Fasani; lei voleva demolirla per farne una piazza da donare ai posteri (la Casale è originaria proprio di Fasani pur essendo residente a Cellole e gestire il business di famiglia in quel comune), mentre il Sindaco l’ha affidata ad una associazione di anziani che erano senza una sede.

Qualche giorno fa, fu anche trovata una finta bomba sotto il muro della scuola; rinvenimento che fece infuriare il primo cittadino, il quale definì “facinorosi” i Fasanesi autori del gesto. Fu lo stesso Sindaco a stabilire liberamente di sua sponte, che fossero di Fasani gli attentatori/buon temponi; ma del fatto se ne stanno occupando gli inquirenti.

La Casale, è doveroso segnalarlo, non è mai stata tipa da raccogliere consensi o capace di fare squadra nella maggioranza di governo. Entrò di prepotenza in giunta dopo la prima crisi del 2017, a pochi mesi dalla vittoria delle elezioni, che videro un solo eletto nella lista di Passione Democratica, da lei appoggiata e di cui era presidente; fu eletto infatti il geometra sessano Basilio Vernile, vecchia presenza del consiglio comunale, il quale alla prima occasione puntò i piedi e pretese l’ingresso della sua sodale Tommasina Casale nella giunta Sasso.

Durante il suo incarico, terminato sul muro della scuola di Fasani, la Casale non si è certo distinta per la sua dolcezza caratteriale, anzi, molto spesso è stata origine di polemiche e litigi assurdi. Come non ricordare il suo sbeffeggiare i turisti della frazione di Baia Domizia, che chiedevano interventi da parte dell’amministrazione comunale ricevendo solo insulti e inviti ad andare via e cercarsi altri luoghi di villeggiatura. Atteggiamento incomprensibile per chi esercita una carica pubblica e per giunta gestisce proprio un’attività turistica in baia Domizia (di Cellole). I turisti vanno coccolati, accarezzati, gli va offerto il caffè…non si invitano a “togliersi dalle palle”, e portare i loro soldi altrove. È come darsi la zappa sui piedi! Ma tant’è…

La Casale poi non ha saputo far altro che organizzare festicciole di piazza a carico dei contribuenti, favorendo sempre le stesse due o tre associazioni private nate con il solo scopo di fare utili; tutto questo sempre con i soldi pubblici e con scarsissimi ritorni di successo…come non ricordare le piazze semi-vuote delle frazioni di Sessa toccate dal mitico “giraborgo”, creatura prediletta della Casale, nata per farle “acchiappare” voti alle prossime elezioni comunali.

Con una assessora così, le staffe le avrebbe perse chiunque, tanto è vero che le ha perse anche Silvio Sasso, il quale ha dato ampia prova nei tre anni del suo mandato, di voler restare pervicacemente attaccato alla poltrona. Non c’è stata figuraccia che lo abbia convinto a desistere, ricordiamo ad esempio, i suoi continui litigi con qualsiasi cittadino reo di esprimere un giudizio non gradito a quello del Sindaco, oppure i proclami che, ardito egli emanava sulle condizioni dell’ospedale San Rocco – peraltro non di sua competenza – smentito sempre dagli scarsi risultati e anche dai provvedimenti del Direttore Sanitario Moretta, ma anche le precedenti dimissioni rientrate appunto dopo che egli cedette ai vari ricatti dei suoi affezionati “alleati”…e la lista sarebbe ancora lunga.

L’unico collante tra Sasso e la sua sindacatura, è stato Gennaro Oliviero, che lo ha sempre tenuto sotto controllo facendolo seguire come un’ombra dal suo fac-totum Ciro Marcigliano. Oliviero ha sempre controllato questa amministrazione, fin dal primo giorno della sua nascita, e Sasso non ne ha mai fatto mistero rivendicando da subito la capacità di risolvere i problemi del territorio grazie alla “filiera istituzionale” di cui poteva disporre: Sasso-Comune, Oliviero-Regione. Bene, i risultati però non sono stati proprio soddisfacenti e basta vedere: la città, le frazioni, il territorio in che condizioni si trovano per farsene un’idea.

Rifiuti e discariche da per tutto, raccolta differenziata dei rifiuti crollata a picco, bilanci in disordine tanto da essere sotto inchiesta della Corte dei Conti, assunzioni di favore di dirigenti assolutamente illecite ed inopportune, come nel caso del comandante dei Vigili Urbani e del Capo settore Ambiente; l’assunzione di Pasqualino Emerito è stata sconfessata niente di meno dall’ANAC che all’epoca aveva come capo proprio il cittadino onorario di Sessa Raffaele Cantone, mentre nel caso di Tommaso Fusco egli era candidato in una lista a supporto di Sasso e non fu eletto ricevendo come premio uno stipendio da dirigente senza concorso. Ancora ricordiamo la vicenda del “siluramento” dell’Avvocato civico del Comune, Avv. Massimo Iodice, per far posto al ritorno in comune di Aldo Trabucco, dipendente in servizio presso il Giudice di Pace, ma riportato presso il Municipio per un altro capriccio di Michele Schiavone al quale fu affidato appunto il ruolo di dirigente dell’ufficio legale al posto dello Iodice, senza che il Trabucco fosse neanche laureato.

Tante ancora ne potremmo raccontare ma non basterebbe la giornata per leggerle tutte.

In sostanza, la sindacatura di Silvio Sasso, se dovesse davvero finire oggi, sarà di certo ricordata – per chi ne avrà voglia – come quella dei litigi, dei ricatti e del non fare. L’impressione, avendo seguito le vicende di questi ultimi anni e raccolto le opinioni dei cittadini, che Silvio Sasso sarà destinatario di una “condanna della memoria” (per dirla come i romani, damnatio memoriae) che consiste nella cancellazione di qualsiasi traccia (politica in questo caso) riguardante una persona, come se essa non fosse mai esistita; politicamente!

C’è anche un’altra “teoria”, che ad un certo punto della narrazione precedentesi distacca e prende un’altra piega. Le dimissioni di Sasso non sarebbero altro che una pantomima messa in scena e concordata con il suo dominus Gennaro Oliviero. La messinscena consisterebbe nel minacciare le dimissioni per i motivati dissidi con la zarina Tommasina Casale, ma il buon Oliviero, per non perdere pezzi per strada alla vigilia di una difficilissima campagna elettorale per le prossime elezioni regionali farebbe finta di forzare la mano con Sasso per provare a farla rientrare in giunta, ma di fronte al fermo diniego (concordato) del Sindaco, Oliviero si vestirebbe da mediatore e chiederà al gruppo di Passione Democratica di proporre un altro nome che sarà di certo accolto, per poi offrire qualche altro bocconcino postumo alla Casale. Risolta la questione, tutti contenti e squadra pronta a combattere voto per voto alle regionali di maggio.

Ora resta da stabilire se si tratta di dimissioni irrevocabili, o dell’ennesimo teatrino sapientemente gestito dal Duca di Sessa – Gennaro Oliviero!