‘INCAPACE DI RESTARE’, LO SPETTACOLO DI PISANI E VARRIALI AL PALARTI DI CAPODRISE

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foto scena 01 300x200 INCAPACE DI RESTARE, LO SPETTACOLO DI PISANI E VARRIALI AL PALARTI DI CAPODRISECAPODRISE – Dialoghi sull’infelicità. Il 22 febbraio, alle 18:30, Contestualmente teatro, vivace realtà napoletana, ritorna al Palazzo delle Arti di Capodrise con un progetto meta-teatrale, dal titolo “Incapace di restare”, nel quale i due personaggi (interpretati dagli autori Riccardo Pisani e Pietro Varriale) si inabissano nel delicato rapporto tra l’attore e il regista, e dove il regista assume il ruolo di guida, terapeuta, demiurgo. Partendo da un interrogativo poetico sul tempo, la vicenda si svolge in una sala prove di un concerto semi-allestita, una terra di mezzo in cui i due esplorano, con approcci diversi, le profondità del personaggio che stanno plasmando. Questo «lui», anti-eroe brechtiano e dicotomico, è un uomo solo, che affronta la vita e le sue difficoltà cercando di conformarsi al canone sociale, e tenta di costruire la sua routine; il suo spazio felice. Il tentativo è, però, turbato dal mondo circostante, che con le sue ingerenze lo schiaccia, lo opprime, lo annichilisce. Lo sforzo di reagire è un fallimento: lo porta prima a isolarsi e poi ad annullarsi. Precipita, con consapevolezza, nel vortice dell’autodistruzione, pur di non scendere a patti con la propria lealtà. La paura di vivere diventa il traino della sua stessa esistenza. Come un uccello costretto a terra, sceglie l’esilio e, lontano da tutti, prova a costruire una felicità alternativa, un artificio di plastica e immobilità, che lo lascerà incapace di restare. «L’idea di “Incapace di restare” – rivelano Pisani e Varriale – nasce da una poesia di Arthur Rimbaud, nella quale il poeta maledetto si interroga sul tempo e lo ricorda, rievocando i festini, l’opulenza e una felicità che avvolgeva la sua carne. Da qui abbiamo tornito il telaio semantico, con inserti originali e rielaborazioni di tre monologhi di Karl Valentin. Attraverso l’esilio emotivo, il personaggio scarnifica ogni orpello per poi accomodarsi nell’abbraccio di una plastica sorda, inodore, neutra». Ricco di citazione, non vi è parola del testo che non assuma una dimensione corporea, che non rimandi ai muscoli e alla testa degli interpreti. Le musiche originali sono di Lenny Pacelli e le foto di scena, di Claudio Luciano. Il lavoro drammaturgico tende a riattraversare le strade del cuore, come l’etimo “re-cordis” suggerisce, in un linguaggio serrato, acustico, poetico. La crudezza di alcune scene e la presenza, sul finale, di un nudo integrale rendono lo spettacolo non adatto ai bambini. L’evento è promosso dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Capodrise e co-finanziato dal POC Campania 2014/2020 “Rigenerazione urbana, politiche per il turismo e la cultura. Programma regionale di eventi e iniziative promozionali”. Ingresso gratuito.