AL TEMPO DEL COVID 19: NON CI PIACE L’UOMO UNICO AL COMANDO, NÉ I COLONNELLI NÉ I PODESTÀ

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–    di Nicolò Antonio Cuscunà    –        

Non crediamo sarà facile scaricare l’uomo unico al comando. Giuseppe Conte ha trovato utile, per l’emergenza “covid 19”, usare ed abusare della “decretazione di presidente consiglio dei ministri” ed i Suoi sostenitori lo lasciano agire sostenendolo in silenzio, convinti di “scaricarlo” appena il fallimento lo ingabbierà. Nel futuro prossimo o remoto si potrà dire e ridire di tutto, tentando di coprire ritardi, errori ed inconcludenze, certamente non si dimenticheranno i tristi accadimenti unici a segnare fatti e responsabilità. Ai posteri qualcuno dovrà pur spiegare gli odierni 20.000 deceduti e gli oltre 100 sanitari morti per carenza di dispositivi personali minimi di sicurezza. LOCKDOWN, anarchia decisionale voluta e favorita, dualismi contrapposti e sopportati tra Governo e governatori regionali. Compromessi-baratti con gli organi datoriali e OO.SS. sull’interruzione di servizi (pilotate e predisposte a macchia di leopardo) falsamente indirizzati alle sole produzioni strategiche e agro-alimentari. La produzione del famoso F35 non è stata mai interrotta né a Cameri-Novara, Nola e Pomigliano, solo a Grottaglie l’aerospazio è stato convertito nella produzione di adattatori per maschere e ventilatori polmonari”. Come giustificare la perdita di 4 settimane per la riconversione di alcune industrie alla produzione di mascherine sanitarie?   Quotidiane conferenze da Grande Fratello, interpretate da solitario Presidente del Consiglio auto proclamatosi” statista dell’emergenza”. Soliloqui trasformati in fiera-mercato da seduta in BORSA valori.  Elencazioni miliardarie di spese, investimenti promessi in PAGHERÒ con conti proposti senza l’oste europeo. Mafiose offese pronunciate da partner europei, subite in assordante silenzio istituzionale. Parlamento dimezzato ed espropriato da un Consiglio dei ministri gestito con lo spartitorio manuale Cencelli.  Ed infine, le promesse di non capitolare al dictat degli europei prestiti strozzini, sottoscritti senza attendere il terzo canto del gallo.

Il modello dell’uomo unico al comando presente anche nelle Istituzioni subalterne e periferiche.  Dopo 4 mesi dall’inizio dell’operazione “Roma -strade sicure”, realizzata con soldati armati con consegna da spaventapasseri. Con l’adozione del LOCKDOWN – blocco totale; appagati i capricci della sindaca grillina Virginia Raggi; gli esecutori d’ordini, ciechi ed assoluti, i colonnelli, ravvisata l’assenza del distanziamento sociale nelle caserme sovraffollate, interrompono il servizio non più utile, rispedendo i servitori dello Stato alle proprie case e senza predisporre alcun protocollo di sicurezza sanitaria.

Cosa dire del C.O.C. – centro operativo comunale-?  Creato da decretazione sindacale Carlo Marino, podestà-sindaco di Caserta, attiva questo nuovo dispositivo, previsto dal Dipartimento di Protezione Civile, per definire la catena di comando e controllo del “flusso di comunicazioni e delle procedure d’attivare a seguito dell’emergenza covid 19”. Modello Welfare di Caserta, così definito con enfasi dal primo cittadino. Coordinamento di tutto il Volontariato per l’assistenza della cittadinanza, delle fasce deboli ed a rischio sociale. Il podestà Marino, unitamente alla “nuova Croce Rossa italiana in versione privatizzata”, come primo passo impone ai volontari impegnati nell’assistenza Covid 19 l’auto-dichiarazione di “deresponsalizzare” rispetto alle attività da svolgere per conto dei due Enti. Bel modo di proteggere il volontariato, moderni Ponzio Pilato. Stendiamo molti veli pietosi alla mancata fornitura di “strumenti di sicurezza minima” ad uso del personale comunale impegnati a contatto con gli utenti, accuse inoltrate dalle OO.SS. di categoria. …Chi l’ha visto il ” FORUM GIOVANI”, fiore all’occhiello del modello amministrativo partecipativo del “sinistro” Carlo Marino? Gabbati i pupi con l’assegnazione di una sede, spesi 5.000 + 19.970,00 di euro per il progetto ” GRAFFITISMO, COLTIVAZIONE ORTI URBANI ” e arredi d’ufficio, il modello democratico partecipativo per avvicinare i giovani alla politica …”naufraga miseramente”.   Ultime, e non per importanza, le chiare accuse mosse dall’Associazione ex Canapificio al primo cittadino. La O.N.G., con propria nota, esprime il disappunto rispetto alla funzione del C.O.C. e dichiara: “…speravano in un “canale d’ascolto”, invece abbiamo trovato uno strumentale utilizzo del volontariato, non siamo stati ascoltati, ma solo utilizzati…”.

L’esproprio della democrazia è in pieno atto, dal Parlamento agli organi rappresentativi democratici secondari, le risoluzioni vengono assunte con “irresponsabile, falso e fallimentare decisionismo”. L’EMERGENZA SANITARIA NAZIONALE VIENE PAGATA CON DEBITI CONTRATTI CON L’EUROPA DEI PADRONI BANCHIERI PROTETTI DAI KAPO’ DEL NORD………I “BUONI PASTO COMUNALI”, TEMPESTIVAMENTE STROMBAZZATI AI 4 VENTI, NON SONO ANCORA EVASI PER LAMPANTE INCAPACITA’ POLITICO-AMMINISTRATIVA DELLA GIUNTA MARINO SEMPRE PIU’ SOLA E LONTANA DAI CITTADINI.

Nel caos istituzionale fortunatamente ancora sono vivi i fari dell’associazionismo laico e cristiano di ROTARACT-CLUB di Caserta e CARITAS del Buon Pastore… BUONA PASQUA.