NANAMINAGURA, LO SPETTACOLO DI CASA DEL CONTEMPORANEO ALLA BIENNALE DI VENEZIA

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Antonio Ianniello 1 300x216 NANAMINAGURA, LO SPETTACOLO DI CASA DEL CONTEMPORANEO ALLA BIENNALE DI VENEZIACASERTA – Casa del Contemporaneo sbarca in laguna: alla Biennale Teatro 2020 debutta in prima Nazionale, sabato 19 settembre alle ore 17 e alle ore 21, “Nanaminagura”. Prodotta dal centro di produzione Casa del Contemporaneo in collaborazione con Tradizione e Turismo/Teatro Sannazaro, la performance ideata da Antonio Ianniello evoca lontani miti e riti e un immaginario di fauni e creature che abitavano le fiabe che ci raccontavano da bambini.

La performance creata dall’attore, drammaturgo e regista salernitano vedrà come protagonista Gianmaria Borzillo; il suono è curato da James Ferraro, le luci da Giulia Pastore. Attraversato da parole chiave e simboli come Madre, Grip, Mr. Balut e Stambecco, il lavoro indica una via d’uscita e suona come uno scioglilingua, ripetuto come un mantra (interiore) per velocizzare le nostre capacità di articolare movimenti o pensieri, per poter meglio mettere in voce un concetto che altrimenti resterebbe indistinto nel flusso o censurato dalla mollezza della lingua e dalla rigidità della mascella.

“Nanaminagura se lo ripeti velocemente è come una formula magica – scrive nelle note di testo Ianniello -, un piccolo rituale a forma di cono gelato, una magia da quattro soldi per lasciar fiorire facoltà sopite o seppellite chissà dove; se lo ripeti a bassa voce è una preghiera per propiziare abilità, per risvegliare impulsi e per far spuntare nuovi organi.

Nanaminagura se lo ripeti a voce alta risuona come una domanda nascosta da troppe risposte. Nanaminagura costituisce uno strange tool mediante il quale misurare la distanza dalla forma di vita imperante. Funziona come uno sforzo immaginativo (l’air guitar è un fenomeno collettivo) un gioco di ruolo, che rimanda all’azione dello specchiarsi, riguardarsi, smontarsi, ricrearsi”.

Il percorso di ricerca di Ianniello è improntato agli studi sulla ricezione umana e alla creazione di performance – intese come strange tools (strani strumenti) – che permettano ai partecipanti di osservare il processo della propria cognizione.

“Nanaminagura”, che andrà in scena nella Sala Assoli a dicembre, anticipa di qualche giorno la presentazione della stagione teatrale 2020-2021 di Casa del Contemporaneo.

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