PIANURA E L’ORRORE DELLA STORIA DIMENTICATA

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Di Francesca Nardi

Quando anche l’eco dell’ultimo scroscio di pioggia di questa stagione tessuta con l’ombra, si sarà dileguato, forse soltanto l’acre sottile rigurgito del male che si confonde con le zolle intossicate di questa terra e ti prende la gola e ristagna nelle narici, racconterà un pezzo della nostra storia negata. Oggi sulla collina dei Camaldoli le raffiche di vento sono impetuose, tirate, scompigliano le fronde degli alberi e piegano i cespugli…il mare è laggiù… un pezzo di vita lontana, irraggiungibile…il vento solleva, arrotola e trasporta i rifiuti volanti… le piccole incivili abitudini del passante, che si sono ammucchiate tra via e marciapiedi si arrampicano nell’aria e precipitano nella conca che si stende e finisce ai piedi della discarica. Pianura…la lotta tra la furia del vento ed il male che trasuda dall’erba smorta che filtra tra le pietre, è senza storia…  il sapore tossico della diossina è l’orrenda costanteche il vento non riesce a dissolvere e ti aggredisce all’improvviso facendosi strada nello splendore tradito di un pezzo di paradiso perduto.

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