MORTE DI LAURA ZILIANI: IL PROCESSO MEDIATICO FUCINA DI ERRORI GIUDIZIARI

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malke MORTE DI LAURA ZILIANI: IL PROCESSO MEDIATICO FUCINA DI ERRORI GIUDIZIARI 
–   di Ursula Franco*   –                  
E’ uno spettacolo indegno di uno Stato di Diritto quello che va in onda a reti unificate sul caso Laura Ziliani. Seppure non sia emerso nulla che possa far pensare che Laura Ziliani sia stata uccisa molti programmi televisivi danno per certo che si tratti di omicidio, che la Ziliani sia stata avvelenata dalle proprie figlie, e pur di supportare l’ipotesi omicidiaria si affidano ai pettegolezzi di paese e alla dissimulazione.
E’ proprio la competizione tra trasmissioni televisive a far lievitare la diffusione di pettegolezzi e il ricorso alla dissimulazione.
Il fatto che nessuno abbia visto la Ziliani né la sera del 7 maggio né la mattina dell’8 viene incredibilmente interpretato come sospetto.
Il 7 maggio, alle 22.10, l’auto di Laura Ziliani è stata ripresa da alcune telecamere poste all’ingresso di Temù, l’auto è stata ritrovata parcheggiata in un garage sotterraneo comunale poco distante dalla sua casa. L’orario di arrivo a Temù della Ziliani è quello del dopo cena, Laura Ziliani si è poi allontanata da casa sua poco dopo le 7.00 del mattino del giorno seguente, è pertanto inaspettato che venga rivenduto come sospetto il fatto che nessuno dei conoscenti l’abbia vista nelle circa 9 ore di permanenza a Temù posto che in quelle ore attori e comparse di questo triste caso giudiziario erano a letto.
Ancora, è rivenduto come sospetto il fatto che quella mattina nessuna telecamera abbia inquadrato la Ziliani e nessuno l’abbia incontrata per i sentieri di Temù. A nessuno viene il dubbio che la Ziliani non si sia trattenuta a lungo su quei sentieri?1 5 MORTE DI LAURA ZILIANI: IL PROCESSO MEDIATICO FUCINA DI ERRORI GIUDIZIARI
Nonostante i risultati degli esami tossicologici non siano ancora stati diffusi, in molti si dicono certi che la Ziliani sia stata avvelenata, il 14 settembre “Ore 14”, RAI 2, ha sottotitolato come segue: ”L’ASSASSINO INCASTRATO DALL’ESAME TOSSICOLOGICO”. Da dove nasce questa inferenza? Nasce dal fatto che sui resti della Ziliani non siano stati repertati segni di una morte violenta e poiché ritengono che sia stata comunque uccisa, allora non può che essere stata avvelenata. Per supportare questa loro tesi pescano à la carte in un racconto della Ziliani riportato da una o più amiche. Dico pescano à la carte perché omettono parte del racconto in modo da avvalorare ciò che sostengono.
Vediamo che cosa ha detto un’amica della Ziliani ad una giornalista di “Quarto Grado”, MEDIASET:
– Amica di Laura Ziliani: “Lei ha bevuto questa tisana nel divano e, dopo, la Paola e la Silvia l’hanno portata nel lettone”
– Giornalista: Lei esattamente cosa ti ha detto?
– Amica di Laura Ziliani: “Sono arrivata a casa, ero così stanca ma stanchissima (…) la Silvia mi ha fatto questa… questa tisana e le ragazze mi hanno raccontato che mi hanno portato loro nel lettone”
– Amica di Laura Ziliani: “Non era in grado di guidare la macchina e intanto Silvia l’ha portata a casa e poi lei pian piano si è ripresa”
– Giornalista: Quanto ha detto che ha dormito?
– Amica di Laura Ziliani: “36 ore, 36 ore”
Dunque l’amica ha riferito alla giornalista che la Ziliani era talmente stanca da non essere in grado di guidare la macchina e che, proprio per questo motivo, fu la figlia Silvia a portarla a casa. Si può quindi ragionevolmente inferire che dormì a lungo in quanto era “stanchissima” per qualcosa che aveva fatto ben prima di bere la tisana. Il fatto che la frase “Non era in grado di guidare la macchina” sia stata mandata in onda dopo “Silvia mi ha fatto questa tisana” può trarre in inganno.
La giusta sequenza dei fatti è la seguente:
1) Laura era stanchissima
2) talmente stanca da non riuscire a guidare la macchina
3) fu infatti Silvia a portarla a casa
4) fu sempre Silvia a prepararle una tisana
5) Laura si addormentò sul divano
6) le ragazze la portarono sul lettone
7) si riprese pian piano (dalla stanchezza).
E poi affidiamoci al semplice buon senso, con tutta probabilità Laura Ziliani aveva dormito più del solito ma non 36 ore di seguito ed intendeva dire all’amica che, proprio perché era molto stanca, non aveva avuto neanche la forza di mangiare ma solo di bere qualcosa di caldo. La tanto declamata tisana pertanto non si inserisce in un contesto di condizioni fisiche normali, la Ziliani era “stanchissima”, come riferito dall’amica, prima dell’entrata in scena della tisana. 
Il 13 settembre, ad “Ore 14”, RAI 2, l’inviata a Temù, Nicole Di Giulio ha detto: “(…) si fa sempre più strada la pista investigativa dell’avvelenamento anche perché c’è stato un episodio STRANO, ANOMALO, raccontato dalla stessa Laura un mese prima della scomparsa (…) aveva detto di aver dormito tantissimo, 36 ore circa, dopo aver bevuto una tisana che le era stata SOMMINISTRATA dalle figlie, chiaramente, dato che due delle 3 figlie, la maggiore e la minore sono adesso indagate per omicidio volontario ed occultamento di cadavere insieme con il fidanzato della figlia maggiore, questo episodio chiaramente ha un valore molto importante (…).”
Si noti che l’inviata ha omesso la parte delle dichiarazioni della Ziliani relative alla stanchezza provata prima di assumere la tisana e ha sentito il bisogno di convincere accompagnando al termine “episodio” due aggettivi “strano” ed “anomalo”. 
Se le figlie della Ziliani venissero rinviate a giudizio, anche eventuali testimoni potrebbe omettere la parte delle dichiarazioni della Ziliani relative alle sue condizioni fisiche precedenti all’ingestione della tisana ovvero potrebbe non dire che la Ziliani le aveva in primis riferito di essere tornata a casa molto stanca. Ogni processo testimoniale è infatti costituito da una prima fase di acquisizione delle informazioni, dalla ritenzione delle stesse e dalla rievocazione. Se tra la prima fase e quella del recupero passa un lungo periodo di tempo, il ricordo subisce una distorsione che allontana inevitabilmente il contenuto testimoniale dalla realtà dei fatti. Se poi, durante la fase di ritenzione, un teste assiste ad un processo mediatico non solo la distorsione del ricordo viene amplificata ma fa capolino il desiderio di compiacere il pubblico ministero. 
Quando non ci sono prove che un omicidio sia stato commesso, e non ci sono perché non è stato commesso, non resta che giocarsi la carta del “mostro”.
Il 14 settembre, a “La Vita in Diretta”, RAI 1, in un’intervista rilasciata all’inviata Filomena Leone, una signora che vive a Temù, riguardo al fidanzato della figlia della Ziliani, ha detto: “L’ho visto passare, aveva su un soprabito LUNGHISSIMO con un CAPPELLACCIO”
La signora che vive a Temù si è evidentemente spalmata sulle voci di paese e sulle inferenze dei Media, e lei, a sua volta, ha deciso di dare il suo neanche modesto contributo alla creazione del “mostro di turno” affermando che il ragazzo non solo vestiva con “un soprabito LUNGHISSIMO” ma aveva indosso un “CAPPELLACCIO”. Un contributo subito distribuito dalla trasmissione della rete ammiraglia perché ne potessero godere gli italiani tutti. Aggiungo che con tutta probabilità la signora si è fatta conquistare dall’idea della setta satanica di cui si vaneggiava appena ritrovato il corpo di Laura privo dei capelli. 
Durante una puntata di Pomeriggio 5, MEDIASET, sono andate in onda le seguenti dichiarazioni di un abitante di Temù: “Non è stato un incidente, chee… è stata fatta fuori dalle figlie. Tempo prima, non tanto eee non ricordo quanto tempo prima ma non tanto, ha bevuto un qualcosa e HA DORMITO 3 GIORNI DI SEGUITO SENZA MAI SVEGLIARSI. È una cosa un po’ strana per una donna del genere. Quello che dicono sempre e pensano tutti, me compreso, il primo tentativo è andato a vuoto, non sapevano bene la dose, il secondo probabilmente avevano imparato”
– Giornalista: Che rapporto c’era tra mamma e figlie?
– Abitante di Temù: “DICONO che litigavano spesso, loro MAGARI volevano fare qualcosa qui, la madre MAGARI non era d’accordo”
Si noti che il “conoscente” riferisce un fatto sentito dire, non dice neanche “Mi hanno detto” ma un più vago “Dicono” e fa ipotesi sul movente. Il fatto che aggiunga “magari” in due occasioni indebolisce le sue affermazioni.
– Giornalista: Ma Laura aveva altre proprietà oltre a questa?
– Abitante di Temù: “C’ha case e appartamenti a Brescia, parecchi terreni qui in paese, altre case. Il motivo c’era”
– Giornalista: Che tipe sono queste due ragazze, le figlie?
Abitante di Temù: “LE HA DEFINITE DUE CORVACCI VESTITE DI NERO, che erano molto chiuse e molto solitarie”
– Giornalista: E LITIGAVANO SPESSO CON LA MAMMA.
Abitante di Temù: “MOLTO”
L’intervistato rincara la dose per compiacere la giornalista e i “mostri” sono serviti. 
La domanda da farsi è: perché mandare in onda tanti pettegolezzi in un caso così delicato?
I conduttori di alcune trasmissioni televisive molto seguite si sono detti certi che Laura Ziliani sia stata uccisa, perché, pur essendo privi di competenze in campo criminologico, si sono espressi in un caso così delicato?
– Nella clip di presentazione della nuova stagione di “Chi l’ha visto?”, Federica Sciarelli ha detto: E’ tutto pronto, sta per iniziare la nuova stagione di “Chi l’ha visto?” ma a volte le storie sembrano ripetersi, vi abbiamo raccontato, la scorsa stagione, di due genitori che SONO STATI FATTI SCOMPARIRE e li aveva fatti scomparire proprio il loro figlio, Benno, in questa stagione vi parliamo di una donna, una mamma, che E’ STATA FATTA SCOMPARIRE, ebbene, secondo la procura, sono state le due figlie, due sorelle ma la terza sorella? Che cosa dice la terza sorella? Lo vediamo insieme a voi.”
– Gianluigi Nuzzi, in un’intervista, riferendosi al caso Ziliani, ha detto: “Questi omicidi, con alle spalle situazioni familiari complesse, o si risolvono entro le prime 48/72 ore oppure tutto si complica.”
 Il 10 settembre 2021, Estate in Diretta, RAI 1, il conduttore,
Gianluca Semprini, ha detto: (…) Però, dottor Giardina è con noi, noi sappiamo qualche elemento ovviamente rispetto a questa vicenda eee dobbiamo ancora conoscere l’esame tossicologico, che come lei sa, insomma, lo sa molto più di noi, ci può dare forse un quadro chiaro SU COME E’ STATA UCCISA Laura Ziliani, sappiamo come è stato ritrovato questo corpo oh a distanza di molto tempo sotto il limo vicino al fiume e, da quello che abbiamo capito, MOLTO PROBABILMENTE LA ZILIANI, però ci dica lei, E’ STATA PRIMA TENUTA DA QUALCHE ALTRA PARTE, il suo corpo, e poi posto lì sul greto del fiume, è questo un po’ lo scenario che si è delineato finora per quello che abbiamo potuto capire?
Il 13 settembre, ad “Ore 14”, Milo Infante ha detto: (…) per diverse settimane l’hanno cercata un po’ dappertutto, poi alla fine, come spesso accade, il corpo è affiorato da solo e allora ecco che questa… questa sparizione, QUESTA SCOMPARSA SI E’ TRASFORMATA IN QUELLO CHE E’ OVVERO UN VERO E PROPRIO OMICIDIO che ci sono 3 persone che sono indagate.
– Il 14 settembre, ad “Ore 14”, Milo Infante ha detto:“Perché credo che … sia … sotto gli occhi di tutti che è assolutamente un delitto2 3 MORTE DI LAURA ZILIANI: IL PROCESSO MEDIATICO FUCINA DI ERRORI GIUDIZIARI
Sempre ad “Ore 14”, RAI 2, il 13 settembre si leggeva un titolo enorme “LAURA AMMAZZATA PER SOLDI” e questo ancor prima di conoscere causa e modalità di morte, mentre il 14 settembre è andato in onda il seguente sottotitolo: LA SUA MIGLIORE AMICA: “AVEVANO GIA’ PROVATO AD AVVELENARLA”.3 2 MORTE DI LAURA ZILIANI: IL PROCESSO MEDIATICO FUCINA DI ERRORI GIUDIZIARI
Non è paradossale che tanti giornalisti, conduttori ed ospiti di programmi televisivi che, a parole, si schierano spesso a favore delle donne vittime di violenza, che si riempiono la bocca con la parola “femminicidio” per denunciarne il fenomeno, non siano anche garantisti e paladini dei diritti di tutti?
Le figlie di Laura Ziliani sono ormai state rivendute al grande pubblico come colpevoli dell’omicidio della loro madre sebbene la procura di Brescia non abbia diffuso nulla che possa essere riconosciuto né come una prova né come un indizio a loro carico.
E se la Procura avesse commesso un errore ad indagarle? Con questa pressione mediatica, quanto sarà difficile e quanto tempo passerà prima che la Procura ammetta di aver preso una cantonata? Che ne sarà dei rapporti interfamiliari dei soggetti coinvolti in questa vicenda?
Il processo mediatico, che è equiparabile ad una folie à plusieurs, agisce sulla capacità critica collettiva ed è una delle cause di errore giudiziario.  
Infine, il fatto che la Ziliani l’8 maggio si sia comportata in modo non usuale non vi accende nessuna lampadina? A mio avviso pesa sul piatto della bilancia del suicidio. Lo ripeto, l’autopsia psicologica sarà dirimente. Il fatto che la Ziliani non sia annegata non esclude che sia morta una volta entrata in acqua. E’ probabile infatti che si tratti di un caso di “Morte in acqua”. Si definisce “Morte in acqua” quella morte subitanea da immersione in acque fredde probabilmente dovuta ad inibizione riflessa e arresto sincopale del cuore.

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ursula franco 1 MORTE DI LAURA ZILIANI: IL PROCESSO MEDIATICO FUCINA DI ERRORI GIUDIZIARI* Medico Chirurgo, Criminologo, Statement Analyst. E’ allieva di Peter Hyatt, uno dei massimi esperti mondiali di Statement Analysis (tecnica di analisi di interviste ed interrogatori), si occupa soprattutto di morti accidentali e suicidi scambiati per omicidi e di errori giudiziari. Fa parte del Forensic Team della COLD CASE FOUNDATION, una Fondazione Americana che si occupa di casi irrisolti, Executive Director: FBI Profiler Gregory M. Cooper.

2 Commenti

  1. Adesso pare che le indagini fatte non lascino dubbi…MAGARI e’ il caso di lasciar fare a chi sa….

  2. Sono d’accordo con lei…. all’inizio pensavo ad un omicidio ma pian piano documentandomi comincio a pensare ad un incidente…per quanto riguarda le TV meglio non esprimersi

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