PER RICORDARE L’ONOREVOLE NICOLÒ…INTERVISTA A LIVIA IERVOLINO

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 –   di Francesca Nardi   –   

E mentre il tempo terreno di quell’uomo irruento, passionale, talvolta improvvisamente chiuso ed impenetrabile, a tratti piegato sul suo dolore taciuto, scorre lentamente nelle parole di Livia Iervolino, adagiandosi quasi, per stemperare il dolore, nelle pause che sincopano l’assenza improvvisa di aria, di suoni, di richiami, la dignità del mondo circostante si frantuma nelle schegge di una velenosa ipocrisia che inquina persino i silenzi consapevoli di chi, almeno di fronte alla morte, cerca di recuperare la memoria scarna e significativa di ciò che è stato.  Nicolò Cuscunà ha accompagnato la storia di Livia, la sua storia di giovane giornalista impegnata, animata da una vigorosa passione sociale, chiamata a fare da portavoce e filtro di una Idea possente, antica e complicata…l’Idea immortale che è all’origine della libertà, che alimenta la purezza di spirito, aggiungendo complicate preziosità al pensiero degli uomini giusti…e Nicolò era un uomo giusto…e Livia, in questo dialogo del giorno dopo, si accosta al suo ricordo con quell’irrefrenabile ardore, ereditato ed assorbito nelle lunghe ore di discussione e collaborazione con il politico più significativo della destra sociale. E Livia si accosta al suo ricordo come ci si accosta al ricordo di un padre, di un mentore insostituibile, di un uomo che insegnando ed additando un sentiero tra i rovi, ha saputo vigilare sulla sua avventura esistenziale, senza limitare i confini e gli spazi delle sue esperienze.

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