*L’oppio dei popoli*

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%name *Loppio dei popoli*di Vincenzo D’Anna*
Il vecchio e mai dimenticato, ahinoi, Karl Marx, scriveva che la religione è “l’oppio dei popoli”. Una condizione fideistica che induceva i proletari ad accettare la loro misera condizione sociale in cambio delle future ricompense celesti elargite da Dio. Un’affermazione, quella del filosofo di Treviri, che, col tempo, si è rivelata clamorosamente sbagliata in quanto figlia di un’impostazione socio-economica che non aveva tenuto conto dell’insorgente rivoluzione industriale. L’introduzione delle tecnologie e il contributo che le macchine avrebbero dato al lavoro manuale confutarono, infatti, alla base, la teoria di Marx sull’accumulo di plus valore mediante plus lavoro. In verità a promettere il paradiso in terra furono proprio i proseliti del marxismo, allorquando essi immaginando una società perfetta, forzatamente composta da eguali, edificarono un più che rispettabile…”inferno”: uno Stato padre e padrone della vita stessa degli individui, cancellati, come tali, ed omologati nel corpo sociale, senza diritti e libertà individuali. E tuttavia anche nella società capitalistica non mancano i motivi di alienazione dello spirito e le devianze delle mente allorquando la ricerca spasmodica dei nuovi prodotti merceologici di consumo, comodità ed ausilio, finiscono con il cassare altre e più alte qualità culturale ed esistenziali. Parliamoci chiaro: l’uomo è per natura un animale abitudinario, facilmente condizionabile per la sua ancestrale vocazione ad imitare i propri simili, ad adeguarsi, accomodandosi mentalmente, ai soliti luoghi comuni. Un recente studio dell’Universita di Pisa ha messo a punto una teoria chiamata “effetto camaleonte” con la quale i neuro psichiatri hanno definito il condizionamento reciproco a cui sono assoggettabili coloro i quali fanno un uso smodato dello smartphone. In un gruppo di individui legati all’uso continuo del telefonino si è notato, infatti, che quello che per primo lo utilizzava riusciva poi a condizionare espressioni e comportamenti di tutti quanti gli altri componenti del gruppo. Anche questo modo di fare può considerarsi un oppiaceo per la coscienza dell’uomo e la sua consapevole autodeterminazione. Altri clamorosi esempi vengono dal linguaggio social che restringe, nei giovani, il numero di vocaboli (di cui conoscono a malapena l’esatto significato) a non più di duecento!! Un ben misero bagaglio cognitivo che, all’atto pratico, impedisce a questi soggetti di poter articolare un discorso logico e, peggio ancora, di poter comprendere il testo che leggono. Un analfabetismo di ritorno, che impoverisce le persone uniformandole a ragionamenti inconsistenti col rischio, poi, di ritenere ostiche anche le letture più semplici. Insomma: la dipendenza dalla tecnologia impoverisce progressivamente i saperi rendendo ancor più necessario l’impiego del mezzo tecnologico. Insomma: siamo al cospetto di un cane che si morde la coda e che, silenziosamente e surrettiziamente, sta modificando usi, costumi e scala dei valori personali. Non può mancare, tra gli esempi, il tifo sportivo in un’epoca in cui la tv si barcamena tra programmi spazzatura, quiz demenziali (surrogati dai talk show statunitensi), cuochi ai fornelli ed una valanga di eventi  sportivi propinati in tutte le salse ed a tutte le ore. Questi ultimi ormai hanno travalicato la nazione stessa e vengono seguiti in ogni parte del mondo accompagnati dalle riffe e dalle scommesse. Quello che, in Italia, i moralisti politici in servizio permanente effettivo, non hanno voluto concedere alle reti del Cavalier Berlusconi è stato concesso a Rupert Murdock con i canali Sky ed al colosso americano della web tv Dazn, con tanto di affari lucrativi. Insomma: a casa nostra mangiamo pane lavorato dagli chef stellati e sport tra più disparati. Per capirci: si va dal calcio al curling, dal ciclismo al pattinaggio. Tra questi, ovviamente, svetta l’italica pelota, con intere comunità che si attrezzano a festeggiare, per giorni e giorni, l’impresa della loro squadra del cuore. Tutto viene accantonato e dimenticato e tutto si indirizza verso i moderni riti dionisiaci che portano all’oblio di ogni problema. Non credo esista al mondo chi potrà prevedere cosa potranno mai realizzare i napoletani per salutare, dopo un terzo di secolo, il loro strameritato terzo scudetto. Un’intera città sta fremendo nell’attesa, senza distinzione di ceti sociali e culturali né ambiti territoriali. Lo stesso sta accadendo a Catanzaro per la promozione in Serie B ed altrettanto accadrà in chissà quanti altri paesi dello Stivale. E’ certamente questo il vero “oppio dei popoli”: lo stupefacente in grado di trasformare in gioia ogni remota ed attuale difficoltà o rimostranza.
*già parlamentare