ASL, CURE DOMICILIARI… BATTI CASSA OGGI, TAGLIEGGI DOMANI…ALLA FINE…POSSONO ARRIVARE LE MAZZATE…

4

MALINTESI ASL, CURE DOMICILIARI… BATTI CASSA OGGI, TAGLIEGGI DOMANI…ALLA FINE…POSSONO ARRIVARE LE MAZZATE…(f.n.) – Sarebbe davvero il caso che i nostri affezionati lettori, in questo caso diventassero un uditorio e che ascoltassero più che leggere, dallo stesso comunicatore assai bene informato che ha raccontato a noi, questa piccola fantastica storia e che, per ovvie ragioni non può al momento, fungere da “fine dicitore”. Abbiamo tuttavia, l’intenzione di condividere con voi, senza alcuno indugio il tutto, assai interessante in verità!. L’argomento, ovviamente, verte sullo strano modo che hanno certi uomini e soprattutto certe donne, di intendere la sanità e le sue differenti applicazioni. La sanità pubblica, come sapete, ha regole precise, che dovrebbero osservare tutti coloro, che sono alle sue dipendenze …ma…come ben sapete, i creativi non mancano mai e per le opere di discutibile arte, che producono, sotto lo stemma doverosamente infangato per l’occasione, dell’Asl de noautri, chiedono l’in-giusta ricompensa…ma non è detto che vada sempre bene…n’est pas? Esempio…Una nota sociologa, responsabile delle Cure Palliative e dell’ADI della Casa di Cura Villa Giovanna di Tora e Piccilli, qualche tempo fa, si è recata personalmente presso il domicilio di un paziente grave, dimesso dalla Casa di Cura Villa Giovanna e che necessitava di trasfusioni di sangue. Riteniamo che la trasfusione sia stata effettuata da un medico e che la sociologa lo abbia accompagnato. Quando è stato il momento di accomiatarsi la sociologa ha candidamente chiesto ad un familiare, la modica somma di 250 euro. Il familiare chiedeva spiegazioni visto che il servizio ADI è gratuito e la gentile sociologa, irritata dal fatto che si osasse mettere in dubbio la paradossale liceità di quel lurido atto indegno ed illecito, pare avesse risposto con incredibile arroganza. L’interlocutore, sentitosi giustamente provocato ed insultato nell’intelligenza, da una tipa che pretendeva di essere illegittimamente pagata per un atto gratuito, ha perso il cosiddetto lume della ragione, il sangue gli è ovviamente salito alla testa, un velo gli è calato davanti agli occhi ed ha, come si dice ad Oxford messo le mani addosso alla sociologa, facendole un sonoro palliatone. Per noi che non siamo disponibili ad assolvere sempre e comunque le donne, soltanto perché sono donne e glorifichiamo quell’unico sonoro ceffone, assestato nel benedetto tempo che fu, da una benedetta mano paterna, senza alcun risparmio sulla faccia indisponente di una ragazza, auspichiamo che il palliatone sia stato all’altezza della sua fama vetero partenopea. E adesso ricordiamo insieme chi è questa duchessa, prestata alla sociologia.  Qualche tempo fa, esattamente in data 22 agosto u.s., avevamo pubblicato un articolo in cui, sconfortati forse, dalla decadenza in progress di una stagione calda e vacanziera, rappresentammo con molta amara consapevolezza, il saggio squalificante di una delle peggiori e più volgari speculazioni, che si possano architettare, quelle in danno di un malato, sia esso un anziano o un bambino (LAGGI QUI). La vicenda riguardava l’ADI (Assistenza Domiciliare Integrata, quell’insieme di trattamenti medici, infermieristici e riabilitativi integrati con servizi socio-assistenziali, svolti direttamente, al domicilio della persona. Ovviamente il servizio è gratuito e qualora l’Asl non dovesse essere in grado di provvedere alle richieste dei pazienti ADI, interverrebbero le strutture private convenzionate. Un servizio indispensabile per tante persone che purtroppo hanno bisogno anche di trasfusioni di sangue. Ed è proprio sulle trasfusioni, che si facevano e si fanno le peggio cose…perché vedete…ogni cosa lecita e sana può venire inquinata da un agente esterno, né gratuito né tantomeno sano. E si dà il caso che una certa signora sociologa, ai tempi dell’altro articolo (e nonostante ciò che è emerso, tuttora), fosse la responsabile delle Cure Palliative e dell’ADI, all’interno della Casa di Cura Villa Giovanna di Tora e Piccilli che, andando ben oltre il suo ruolo, avrebbe avuto (e continuerebbe ad avere) l’abitudine di consigliare ai pazienti che avevano bisogno di trasfusioni, di recarsi alla Casa del Donatore di Aversa, anziché come sarebbe stato ovvio, recarsi al più vicino Centro Trasfusionale dell’Ospedale Moscati. Il 22 agosto raccontammo diffusamente dello stupore che assalì il paziente a domicilio e soprattutto, la meraviglia dei suoi familiari, che si erano preoccupati di donare il sangue nei giorni precedenti, presso la Casa del Donatore di cui, guarda un po’, era presidente la stessa intraprendente sociologa, quando il medico, delegato della sociologa, chiedeva inaspettatamente la somma di 250 euro che, naturalmente pagavano, visto che la salute di un familiare, nel caso malato grave ed allettato, viene prima di tutto, ancora prima del disgusto nei confronti di chi si adopera, per trarre profitto dalla malattia altrui. Dal 22 agosto u.s. in poi, non risulta che alcun provvedimento sia stato assunto da parte della direzione Asl e, questo, a nostro avviso è forse, di tutte le reazioni possibili, la più significativa… probabilmente in virtù di un’antica ed intima morale, che induce a moltiplicare il peso di certe colpe se a commetterle è una donna, per sua natura (nà vota!) caritatevole, amorevole e predisposta alla protezione e all’assistenza. Non una parola prima e non una parola dopo…Eppure sarebbe interessante conoscere il parere del “severo e rigoroso” dottor Carmine Lauriello responsabile delle Cure Palliative e delle Cure domiciliari dell’Asl, che al pari della Direzione Generale e soprattutto del Dg, sembra non aver battuto ciglio né emesso un fiato…Chi ha consentito alla signora sociologa di fare e disfare, tutto ciò che riguardava le trasfusioni a domicilio? E per quale ragione, a partire dal dottor Lauriello per finire al resto del Club, si è ritenuto di ignorare il conflitto di interessi che aleggiava sulla testa della posizione della sociologa? Va tutto bene? Anche il transito sicuramente non gratuito, del sangue dalla Casa del Donatore al Centro Trasfusionale Sangue? E come mai si continua a non conoscere le ragioni, nonostante le avessimo chieste, la Casa del Donatore deve raccogliere il sangue per venderlo al Centro Trasfusionale, quando il paziente potrebbe recarsi al Centro direttamente e sarebbe tutto più vantaggioso per l’Asl?  Direttore Blasotti e dottor Auriello, è il caso di chiedere…ma ci fate o ci siete? Hasta la verguenza!

4 Commenti

  1. È pratica comune di qualche infermiere ADI del DS 12 di farsi pagare sottobanco le prestazioni e utilizzare i prodotti dell’Asl per attività privata. Chiaramente a nero.

    • Gentile Antonio, se lei fosse così cortese da aggiungere al suo interessante commento, qualche particolare, le sarei veramente grata. Può scrivere sulla mia posta elettronica. Grazie

  2. Sono la figlia di una paziente che per un po’ è stata trattata da questa struttura, abitando a Roma non ero consapevole dell’andazzo che si usa a Caserta, quando mia madre ha avuto bisogno di sangue e mi hanno chiesto soldi sono rimasta sbalordita. Non avendo altre possibilità ho preferito pagare per fare prima ma adesso che leggo articolo, sono sicura di essermi imbattuta nella stessa persona.non aveva nemmeno idea di cosa fosse un emocromo ma aveva modi veramente assurdi

    • Gentile signora, grazie per aver letto e risposto, portando tra l’altro, un esempio calzante costituito dalla vicenda di sua madre. Molti come lei avrebbero dovuto e dovrebbero, denunciare questa ennesima vergogna ma, forse per necessità, per evitare ritorsioni (già… ritorsioni!) o per altre riflessioni relative alla preoccupazione per la salute del familiare, non denunciano. Grazie

Comments are closed.