OSPEDALE, LA DISABILITÀ INCONTRA LA STRAFOTTENZA…

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(f.n.) – Quando le pecche del nostro Ospedale viaggiano su fb, dovrebbero provocare effetti cosi sgradevoli negli interessati, da obbligarli a correre ai ripari nell’immediato; quando una madre arriva all’ultima spiaggia della sopportazione ed affida la sua umiliazione a fb, nella speranza che qualcuno fra tanti, abbia trovato la soluzione giusta, magari soffrendo sulla sua pelle le stesse umiliazioni, i diretti interessati e responsabili che soggiornano nella palazzina “grigiotopospento” in fondo al parco ed i loro collaboratori a tutti i livelli, dovrebbero essere travolti addirittura da un profondo senso di vergogna, soprattutto se a subire gli effetti negativi dell’inefficienza di una struttura, l’assenza di un servizio indispensabile e sovente della maleducazione, sono i disabili e le loro famiglie. Noi abbiamo letto il post della madre di una ragazza disabile e siamo stati assaliti da un profondo senso di sconforto e rabbia, soltanto al pensiero che possano succedere, episodi simili a quelli riportati con dolore da una madre impotente e che nel tempo, se non cambia qualcosa, sembrerebbero destinati a diventare addirittura una abitudine, una vergognosa abitudine, un pessimo e significativo saggio dell’indifferenza, che si traduce in una insopportabile strafottenza. Siamo stati autorizzati a riportare il post… e ci auguriamo che lo leggano tutti

“A proposito di istituzioni, queste sono le più incivili, mortificanti e anticostituzionali…Porto (purtroppo) la mia giovane figlia (con sedia a rotelle e di nuovo “purtroppo” visibilmente sofferente) all’Ospedale di Caserta. Ebbene, ogni qualvolta con le guardie giurate accade questa umiliazione! Con il contrassegno di disabilità entro alla prima delle tre sbarre, dopo 100 metri circa ci sono i posti per disabili (inutili, per dove sono dislocati, questo solo chi non si può muovere lo può capire, perché ogni disabilità ha la sua storia e la sua difficoltà) in un’unica area distante circa 150 metri in netta e sostenuta salita, dall’ingresso principale (ed anche distanti dagli altri ingressi) dove c’è anche una grande Hall. Antistante questo ingresso e Hall c’è uno spazio enorme e larghissimo (tipo piazza) anche per il passaggio di più mezzi pesanti o ambulanze. Vi si accede dopo che “si chiede nello specifico che sia cortesemente e motivando (quindi fottiti privacy) aperta la seconda sbarra”. Una volta entrati si sale e sottolineo sale e ci si ritrova in questo piazzale dove ai lati esiste un “bordo piazza/strada” dove si potrebbero creare almeno 20/25 parcheggi per disabili e/o emergenze, lasciando tutto l’enorme spazio immutato con tutti i passaggi agevoli a qualsiasi mezzo in tutti i sensi di marcia. Ma! Arriva la guardia giurata e puntuale, anche se mi vede lì tutte le settimane e a volte anche più mi dice che devo depositare il mio pacco postale (mia figlia) e rimettermi in macchina per cercare posto nell’area apposita. (Intanto mia figlia ascolta tutto e vorrebbe piangere). Spiego che non posso allontanarmi da lei che non solo non è in niente autonoma ma che ha urgenza di arrivare li dove dobbiamo andare e siamo attese e che soprattutto soffrendo di pericolose crisi ipoglicemiche improvvise, non può in nessun caso restare senza di me. Aggiungo anche una domanda. “Perché ci sono queste altre auto e mezzi parcheggiati e io non posso lasciare l’auto col cartellino?” Mi viene detto che sono dimissioni e loro possono, oppure che sono addetti ai lavori (???????!!!!!!) Al che dico educatamente che in ogni caso, non potrò lasciare mia figlia e non potrò spostare l’auto. Minacciano con violenza di chiamare il carro attrezzi per la rimozione e rispondo che per legge, non possono toccare un mezzo di un disabile, neanche se c’è un divieto di sosta, se il mezzo non intralcia. Pertanto a questo punto dovendo pensare a mia figlia, che già sta male e viene sottoposta all’ennesima umiliazione e discussione, vado via dicendo loro di chiamare il carro attrezzi se ritengono che sia possibile e legale. Chiaramente non chiamano nessuno ma si alterano in modo schifoso! io chiamo l’Urp sconvolta, che mi da ragione ma poi mi richiama dicendo, vergognandosi, che la disposizione è del direttore sanitario. Domanda: sull’area non vi è alcun divieto! Dunque può il direttore sanitario disporre di un’area pubblica impedendo a sua discrezione che sia impedito ad un disabile l’aiuto e l’inclusione di cui necessita? Ma è possibile una tale umiliazione e assurdità? Cosa posso fare secondo voi? È mai possibile tutto questo?”

Fin qui il post di un madre che tutte le settimane è costretta a portare sua figlia nel nostro Ospedale, perché ha bisogno di cure complesse e continue. E questa è la maniera in cui l’Aorn di Caserta si rende disponibile per accogliere pazienti disabili…E poi c’è la vergogna, la coscienza latitante, l’arroganza, la maleducazione ed infine lo spessore del la vostra indifferenza che supera di molte lunghezze tutto il resto…Hasta la verguenza!

3 Commenti

  1. Cara Mamma, mi chiamo Patrizia sono una giornalista abito a Napoli e quindi conosco l’andazzo di molte strutture nelle grandi città.
    Anche io sono mamma per fortuna non ho vissuto le sue indicibili sofferenze né i miei figli quelle della sua.
    Mi creda basta poco per entrare in empatia con voi due perché la sofferenza è umana e dovrebbe coinvolgere tutti ciò che ne vengono a conoscenza, sarebbe bello se io potessi solo con le mie parole aiutarla, anche se credo fortemente nella forza delle parole.
    Difronte alla sofferenza ci vorrebbe enorme rispetto, io ho speso parte della mia vita a supportare e lottare chi ne aveva bisogno, credo che a lei non debbano farle dei favori, ma lasciarla usufruire dei suoi diritti.
    Mi creda avrei fiumi di parole da buttare giù per ciò che le accade per il comportamento della guardiania dell’ospedale, sul l’ignobile comportamento di un direttore sanitario o chi per esso ha stabilito certe regole, potrei citare la Costituzione Italiana, o fare riferimento alla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani ma non credo che cambierebbe qualcosa, per lei ci vogliono fatti e non parole, continui a lottare anche se le sembrerà di farlo contro i mulini al vento, io faccio parte di una tv web di cui non cito il nome perché sarebbe becero approfittare per pubblicizzarmi ma vorrei aiutarla nel mio piccolo a portare avanti la sua battaglia mi scriva in privato.
    Sarei lieta se altri colleghi mi seguissero, buona giornata a lei e a sua figlia siete due grandi donne.
    Patrizia

  2. Sono senza parole per la noncuranza, il disagio, l’umiliazione alla quale deve essere sottoposto chi “”purtroppo “” ha delle difficoltà.
    Chiederei al direttore sanitario come si comporterebbe qualora un proprio familiare avesse tali difficoltà e subisse le stesse umiliazioni.
    Signora ha fatto bene a lasciare l’auto proprio lì e fregarsene di chiunque. I diritti dei disabili devono essere assolutamente salvaguardati e protetti.
    Siamo in un mondo ipocrita, nel quale si fa demagogia e si sbandiera ai 4 venti che siamo umani, tuttavia alcuni umani non dispongono di umanità e sono talmente altezzosi da contestare le azioni di chi ha delle reali e oggettive difficoltà.
    Vergogna!

  3. Sono allibita e schifata dall’insensibilità all’interno di strutture che dovrebbero essere vicino ai pazienti, soprattutto se disabili! Ed ancora più basita, quando leggo che, a dare queste disposizioni è il direttore sanitario. Lo schifo più totale autorizzato da chi dovrebbe tutelare i più deboli. Vergogna totale!!

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