GIORNATA DEL TEATRO, PULCINELLAMENTE AL CARCERE DI SANTA MARIA

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%name GIORNATA DEL TEATRO, PULCINELLAMENTE AL CARCERE DI SANTA MARIASANTA MARIA CAPUA VETERE – Mercoledì 29 maggio ’24, alle ore 15.00, presso il carcere di Santa Maria Capua Vetere “Francesco Uccella” si celebra la 62° Giornata Mondiale del Teatro e l’undicesima Giornata Nazionale del Teatro in Carcere con lo spettacolo teatrale “So pacchere e sorrise… favorite!” con Oscar Di Maio, Luciano e Massimo Salvetti, Anna Damasco (presentatrice) e l’accompagnamento musicale a cura dei maestri Nunzio Ricci e Sossio Giordano.
Ancora una volta a promuovere l’evento sono l’Associazione CASMU di Carinaro, presieduta da Mario Guida, la Rassegna Nazionale di Teatro Scuola PulciNellaMente, di cui è direttore Elpidio Iorio, in stretta sinergia con i vertici della Casa Circondariale di Santa Maria Capua Vetere, diretta da Donatella Rotundo, e la responsabile dell’area pedagogica Giovanna Sansone
Prosegue dunque l’impegno dei due sodalizi casertani all’interno delle strutture carcerarie per donare attraverso l’arte, un’occasione di solidarietà, speranza e spensieratezza a chi la vita ha riservato un destino non proprio clemente.
Prima dello spettacolo, intellettuali, artisti e rappresentanti delle istituzioni rifletteranno sui notevoli benefici di questa forma d’arte teatrale che coinvolge migliaia di detenuti nelle carceri italiane e prova ad abbattere la barriera del pregiudizio fra il “dentro” e il “fuori” le mura.
Lo spettacolo – con produttore Nicola Le Donne e tecnico di scena Luigi Savino – ha per protagonista Oscar Di Maio, mattatore della comicità, erede della dinastia teatrale partenopea, che, indossando gli abiti più noti dell’avanspettacolo, lascia cadere la sua maschera svelandosi per ciò che realmente è: un meraviglioso attore completo capace di cantare, recitare, ballare ed emozionare come pochi sulla scena. Lo farà coadiuvato dalla formidabile coppia dei fratelli Salvetti. Una carrellata di macchiette che partono da “M’aggià curà” e arrivano a “dove stà Zazzà”. Uno spaccato sulla canzone di “giacca” e una serie di quadri comici e sketch come nella migliore tradizione teatrale. La scena è composta da uno specchio e da bauli. Lo specchio, senza vetro, è rivolto alla platea e consente all’attore di guardare se stesso nel pubblico. Il baule è la sintesi della filosofia delle compagnie storiche teatrali, pronte a viaggiare, a spostarsi, a contenere i costumi e gli attrezzi di scena che sono l’anima stessa del teatro.
Oscar Di Maio, discendente da una famiglia di noti attori napoletani, debuttò all’età di otto anni al Teatro Sannazaro, gestito da Nino Veglia e Luisa Conte, dove già lavoravano la madre, la zia Olimpia e lo zio Gaetano. Dopo esperienze teatrali al Sannazaro, lavorando con artisti come Enzo Cannavale, Carlo Taranto e Nino Taranto, Pietro De Vico, Gennarino Palumbo, Ugo D’Alessio, debutta nella sceneggiata con Mario Trevi, Pino Mauro, Nino D’Angelo e Franco Moreno. In teatro lavora con artisti del calibro di Enzo Vitale, Rosalia Maggio, Beniamino Maggio, Trottolino.
Uno dei personaggi principali di Oscar Di Malo è quello del “cafone”, nato nel 1997. con cui presenta i tratti più tipici dello stereotipo del provinciale napoletano-casertano. Luciano e Massimo Salvetti sono figli d’arte. Il loro papà è Raimondo Salvetti, attore comico e direttore artistico tra i più conosciuti e apprezzati dal pubblico. Il loro debutto in tenera età è sulle tavole del famoso “Teatro 2000”, tempio della sceneggiata, e subito dopo in TV a Canale 21. Con il papà e la sua compagnia “Gli amici del varietà” mettono in scena una serie di spettacoli: “Farse, farsette, vicoli e macchiette” – “Dal Vesuvio con amore” – “Na cammera affittata a tre” – “Na scampagnata d’e tre disperate” – “Risate sotto le stelle”... che spaziano dal varietà all’avanspettacolo, dalla farsa petitiana alla pochade francesce, dalla commedia alla sceneggiata, dalla prosa al musical.