A MENTE FREDDA #24: PAPERDI JUVECASERTA KO A RAVENNA… E SI TORNA AD ABBAIARE ALLA LUNA

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di Alessandro Aita

RAVENNA – Oh, ci sono più critiche adesso, alla quarta sconfitta in campionato, rispetto a due anni fa dove perdere era quasi un’abitudine. Torniamo nell’ordinario: si ferma ad otto la striscia positiva della Paperdi Juvecaserta. La squadra di Lino Lardo scivola al PalaCosta contro la OraSì Ravenna per 77-74 e perde contatto dalla vetta della classifica con la conseguente vittoria della Virtus Roma contro Nocera, prossima avversaria dei bianconeri.

PARTENZA FORTE – Sembrava tutto facile dopo i primi dieci minuti. Tutto partiva dalla solita alternanza delle zone nella propria metà campo che mandava letteralmente ai pazzi i padroni di casa, incapaci di trovare tiri puliti, con la Juve che appena poteva spingeva sull’acceleratore per arrivare immediatamente al ferro. I bianconeri toccano così anche il +17 nel corso del primo quarto e sembrano apparecchiare la tavola per un tardo pomeriggio sonnecchiante. Non si è fatto i conti con la natura coriacea delle squadre di Andrea Auletta, capace di cavare il sangue dalle rape da ogni roster che passa dalle sue mani, chiedere informazioni in quel di Cassino.

AULETTA, SEGNATE IL NOME – E così inizia il capolavoro del trentenne laziale, uno che pare avere le stimmate dell’allenatore di livello anche superiore alla B Nazionale. Brigato, Naoni e Feliciangeli guidano la rimonta nel cuore del secondo parziale e da lì diventa la partita che Caserta non voleva giocare in questa occasione, quella fatta di sofferenza e sacrificio. Non perché i bianconeri non ne siano capaci, ma a causa delle rotazioni limitate. Alessandro Sperduto e Matteo Laganà erano presenti per onor di firma e non si sono allenati, Damir Hadzic ha stretto i denti per il problemino al polpaccio che lo ha tenuto fuori contro Quarrata e Cedric Keller Ly-Lee è stato impiegato per soli quattro minuti; una rotazione a sette uomini (più Francesco Junior Sorbo) fa sì che la testa e il corpo diventino sempre più pesanti fino a quasi abbandonarsi nel momento culmine dell’ultimo quarto, finendo sotto anche di sette lunghezze (maledetta palla persa poco prima…). Al solito Caserta non manca di volontà e cuore, riavvicinandosi fino al possesso finale, ma la frittata di due falli non fischiati nell’ultima azione di Ravenna a 10 secondi dal termine, costringendo Nobile ad andare durissimo su Jakstas e beccarsi un antisportivo per poi venire espulso, rovina le residue speranze di giocarsi il supplementare o la vittoria alla sirena finale. Questo non toglie nulla all’ottimo match di Ravenna, quadrato e solidissimo come il suo allenatore che tra cambi difensivi e più calma nella metà campo avversaria ha saputo prendersi un successo importantissimo nell’economia della stagione.

STOICISMO – Ovviamente a molti rimarranno negli occhi gli ultimi dieci secondi di partita con i due fischi non avvenuti. Bisogna essere onesti però: mettere la terna arbitrale al centro di questa sfida diventa stucchevole e ingeneroso per tutti i ragazzi in campo. Ad esempio, ricordate il ‘con una mano sola’ di Nicola Mei contro Monopoli nella stagione 2022/23, ci è rimasto nel cuore. Quello che nessuno forse ricorda è che pochi secondi prima Diego Lucas fece di tutto per spendere un fallo su Jacopo Ragusa avanti agli occhi di un arbitro che ingoiò il fischietto. Se i fischietti avessero fatto il loro dovere quasi sicuramente quel tiro non sarebbe esistito, sarebbero stati due liberi per il pivot e chissà che cosa. Ma non focalizziamoci troppo, cerchiamo di ragionare attraverso la corrente dello stoicismo: concentrarsi su tutto quello che può essere in nostro controllo e lasciar perdere quello che non passa dalle nostre mani. Dunque è sulla partita che bisogna concentrarsi, su una circolazione di palla che è apparsa tediosa nei secondi venti minuti di partita (10 assist, davvero pochi, e accontentandosi molte volte di triple senza ritmo, con le percentuali a testimoniare) dovuta anche agli acciacchi di due esterni pericolosissimi come Laganà e Sperduto, che costringono la difesa a dover scegliere chi coprire lasciando scoperti gli altri. Ieri invece tra Brambilla, Vecerina, Ly-Lee e Lo Biondo (ieri silente per gli standard che sta toccando in quest’ultimo mese di campionato) non si è riusciti a costituire un’alternativa credibile, permettendo a Ravenna di riuscire a coprire la Juve con un’unica coperta.

NON DISPERARE. E NON ABBAIARE – Non è che ora una sconfitta pregiudica tutto il cammino intrapreso fino ad ora in stagione. Certo, fa sempre male e brucia dentro, vedendo la Virtus Roma nuovamente da sola in testa, ma il ko di ieri conferma quanto detto da Lino Lardo in conferenza stampa post Quarrata: il girone di ritorno è tutta un’altra storia e le insidie si nascondono dietro ogni partita. Basta rimanere concentrati sull’obiettivo di arrivare più in alto possibile e non di andare a puntare il dito sulla costruzione della squadra come viene fatto dopo ogni L sul calendario. Qui a Caserta succede qualcosa di strano: ci sono più critiche quando si perde quest’anno che durante la stagione dell’ultimo posto, e arrivano con una cattiveria spropositata verso l’uno o l’altro giocatore come se stesse commettendo qualche crimine contro l’umanità, puntando poi qualcuno che viene additato come ‘il responsabile’ della sconfitta senza guardare a tutto il resto del match, ignorando le criticità di una partita in cui si tira male dall’arco, si tirano pochissimi liberi, si cercano poco i compagni e oltretutto si perde anche la sfida a rimbalzo. Eppure mi hanno insegnato da ragazzo che la pallacanestro è uno sport di squadra, quindi si vince e si perde insieme. In cinque, anzi in dieci più l’allenatore e tutti coloro che ci sono dietro. Come questa squadra ha sempre dimostrato. E ora basta una sconfitta dopo quasi due mesi per far sì che la piazza cada in una psicosi collettiva verso chiunque vesta il bianconero, facendo i cani che abbaiano alla luna. Bisogna dimostrare di meritare una stagione vincente anche da queste piccole cose. Senza nascondersi dietro il diritto di critica, che è sacrosanto. Ma se diventa vessazione, non esistono giustificazioni.

OraSì Ravenna – Paperdi Juvecaserta 77-74

(13-27, 23-12, 19-21, 22-14)

OraSì Ravenna: Jakstas 24 (4/7, 4/4), Brigato 15 (4/5, 2/4), Dron 12 (0/1, 4/9), Naoni 11 (4/7, 1/4), Cena 7 (1/3, 1/3), Feliciangeli 5 (1/3, 1/2), Paiano 2 (1/2, 0/0), Paolin 1 (0/1, 0/3), Morena 0 (0/0, 0/0), Ghigo 0 (0/0, 0/3), Catenelli ne, Venturini ne. Allenatore: Auletta

Paperdi Juvecaserta 2021: D’Argenzio 24 (7/11, 3/8), Radunic 17 (7/9, 1/2), Hadzic 11 (4/6, 1/2), Nobile 9 (3/4, 1/4), Lo Biondo 6 (2/3, 0/1), Vecerina 4 (2/6, 0/4), Brambilla 3 (1/2, 0/4), Ly-lee 0 (0/0, 0/0), Sorbo 0 (0/0, 0/1), Sperduto ne, Laganà ne. Allenatore: Lardo

Arbitri: Andretta di Udine, Scaramellini di Fano (PU) e Castellaneta di Bolzano.

Ravenna: tiri liberi: 8/12 – Rimbalzi: 31 6 + 25 (Jakstas 10) – Assist: 18 (Dron 5)

Caserta: tiri liberi: 4/6 – Rimbalzi: 27 6 + 21 (Brambilla 9) – Assist: 10 (D’Argenzio, Lo biondo 3)