di Alessandro Aita
CASERTA – Quella tra la Paperdi Juvecaserta e la Virtus Roma non sarà mai una partita come le altre. E anche ieri al PalaPiccolo è andata in scena un’ulteriore pagina di una rivalità storica, che questa volta si è tinta di bianconero. Il roster di Lino Lardo si aggiudica il big match della trentaseiesima giornata del girone B di Serie B per 84-81e rientra in pieno gioco per la prima piazza in classifica, dando una netta dimostrazione di forza contro il roster più lungo di tutto il raggruppamento.
CLIMA PLAYOFF – Il primo tempo è un clinic del basket offensivo da entrambe le parti. Le due squadre muovono la palla in ottima maniera e trovano spesso il modo per andare a segno, la Virtus conferma il suo ottimo momento dall’arco con un irreale 8/12 da tre punti nei primi 15 minuti di partita. Ma la Juve risponde da par suo, con Radunic che nel pitturato si fa di un sol boccone di tutti i suoi dirimpettai; che si chiamino Lenti, Arrigoni o Battistini non importa, ma per il fuoco che aveva negli occhi in pochi avrebbero trovato un modo per contrastare il croato. D’Argenzio ci mette un paio di zampate e la Juve chiude all’intervallo sul 56-50 dopo venti minuti pirotecnici. Poi la partita fa un giro netto sul piede perno e diventa sporca, lottata, un braccio di ferro. I bianconeri imprimono il primo strappo importante dopo il giro di boa del terzo quarto portandosi sul +14 e riuscendo a gestire fino ai minuti finali, quando Roma ritrova il tiro pesante (2/15 nel secondo tempo) con Majciunic che li spinge sul -3 a 46 secondi da giocare. Ci vuole un attacco ragionato per chiuderla di nuovo: palla in post alto a Radunic, taglio di Brambilla che viene servito con i tempi giusti e Rambo deve solo appoggiare il +5 che chiude una partita che ha visto la Paperdi rimanere avanti per quasi tutta la gara.
RADUNIC, AI CONFINI DELLA REALTÀ – Radunic, dicevamo. In molti in passato hanno spesso messo in dubbio il reale valore del centro croato, non per le indubbie qualità tecniche ma per la capacità di essere davvero decisivo quando conta. In questo 2026, dalla leggera tirata di orecchie di coach Lino Lardo dopo il match con Piombino, ha letteralmente cambiato passo: 18,6 punti di media con oltre 6 rimbalzi e il 70,4% dal campo, percentuale che si innalza al 77,9% se si guardano solo i tiri da due. E nei big match il rendimento si alza ulteriormente: 24,4 punti con le squadre che occupano al momento un posto nei playoff diretti (Livorno, le due Roma, San Severo e Latina) e un 46/49 da dentro l’area ai confini della realtà. Uno stato di forma eccezionale che permette a coach Lardo di poter far tirare un po’ più il fiato a Mimmo D’Argenzio, a lungo trascinatore della squadra.
Ma queste statistiche ‘a luci rosse’ sono nulla a confronto delle parole da lui dette nel post match: “Con questo ambiente siamo tutti uniti, come una famiglia. Hai giocato due giorni prima ma non senti la stanchezza, con questo tifo alle spalle non puoi sentire la stanchezza”. Frasi da vero capopopolo, che parla sempre al plurale. Di lui, di D’Argenzio, di Vecerina ieri nuovamente preziosissimo. Di Laganà che dissemina bombe sempre importanti, di Sperduto, Nobile e Ly-Lee che stanno recuperando condizione. Di Brambilla che si butterebbe nel fuoco per una partita, dei preziosissimi Hadzic e Lo Biondo che non fanno mancare il loro apporto. Dei giovani Nwaofom, Iannotta e Sorbo. Di tutto lo staff tecnico e di tutto il pubblico. Questa è la magia che si è creata attorno a questa squadra: tutti uniti verso un solo obiettivo.
CAMBIO DI PELLE – A pochi passi dalla fine della stagione regolare, testare la propria condizione è importantissimo. Ci riferiamo però all’aspetto mentale, di come si approccia una potenziale partita di playoff di alto livello: per qualità e intensità, la sfida di ieri sera è stata vicina a quella che può essere almeno una semifinale di post season, se non qualcosina di più. Non una sola partita, ma una serie di playoff intera, tra attacchi che girano a meraviglia e momenti di austerity offensiva, dove le difese hanno nettamente la meglio. Caserta è stata la prima ad adattarsi all’atmosfera: non solo tenendo in mano il pallino del gioco per quasi tutta la sfida, ma anche capendo il cambio di registro della sfida stessa nel corso dei 40 minuti, affidandosi ad armi differenti andando avanti nel tempo e portandosi a casa una vittoria importante. La quinta consecutiva, ma soprattutto il secondo big match in fila conquistato. Un attestato di crescita del gruppo squadra, che con Roma è l’unica ad aver vinto almeno una partita con ognuna delle altre tre grandi del girone B. Se c’erano ancora dubbi, adesso sono stati spazzati: Caserta può e deve essere una vera contender.
CLASSIFICHE AVULSE – Tutto bellissimo, vittoria fondamentale per l’economia della classifica raggiungendo Roma ma… la Juve perde una posizione. Possibile a causa della classifica avulsa comprendente anche la Pielle Livorno: a pari punti con capitolini e labronici si finirebbe sul gradino più basso del podio a causa del punteggio negli scontri diretti (tutte e tre a due vittorie e due sconfitte). Roma difatti ha dalla sua un netto +36, Livorno chiude a -8 mentre la Juve è a -21, pagando il netto ko con la Virtus a dicembre. Questo è l’unico caso in cui Caserta arriverebbe terza in caso di arrivo a pari punti, mentre in tutti gli altri che comprendono almeno Roma i bianconeri sarebbero secondi al termine della regular season. Se invece il roster di Mecacci non dovesse essere tra le squadre a parità di punteggio sarebbe la Juve a ritrovarsi in testa. Porte ancora tutte aperte a due giornate dal termine della stagione regolare. Caserta ha due partite sulla carta semplici, ma insidiosissime con Ferrara in casa e Pesaro in trasferta, due animali feriti in cerca di punti: la Adamant per giocarsi le ultime speranze per conquistare la salvezza diretta con Nocera, Pesaro eventualmente per evitare la retrocessione. La Juve diventa dunque arbitro della zona rossa della classifica. Ma per questo non può lasciarsi impietosire e conquistare gli ultimi quattro punti della regular season, come sanno bene i ragazzi. Dopodiché inizieremo con i calcoli playoff…
Paperdi Juvecaserta – Virtus GVM Roma 84-81
(29-22, 56-50, 70-62)
Paperdi Juvecaserta: Radunic 22 (7/9, 0/2), D’Argenzio 14 (0/1, 3/9), Lo Biondo 11 (2/2, 2/3), Vecerina 11 (5/7, 0/0), Sperduto 7 (1/2, 0/2), Laganà 6 (0/1, 2/5), Brambilla 5 (1/2, 1/2), Hadzic 4 (0/3, 1/3), Nobile 2 (0/1, 0/2), Ly-lee 2 (1/1, 0/0), Nwaofom ne, Iannotta ne. Allenatore: Lardo
Virtus GVM Roma: Majcunić 15 (0/1, 4/7), Toscano 15 (3/4, 3/3), Rodriguez 10 (3/5, 0/7), Lenti 8 (3/4, 0/0), Visintin 8 (3/6, 0/2), Spanghero 8 (0/1, 2/4), Leggio 6 (0/3, 2/5), Battistini 6 (3/5, 0/1), Arrigoni 5 (2/4, 0/0), Barattini 0 (0/1, 0/2), Bazan ne. Allenatore: Mecacci
Arbitri: Marzo di Lecce, Lanciotti di Porto San Giorgio (FM) e Boudrika di Conselice (RA)
Caserta: tiri liberi: 23/27 – Rimbalzi: 32 7 + 25 (Brambilla, Hadzic 6) – Assist: 16 (D’Argenzio, Laganà 5)
Roma: tiri liberi: 14/18 – Rimbalzi: 33 10 + 23 (Arrigoni 8) – Assist: 18 (Visintin 6)

























