(f.n.) – Quando un dipendente dell’ Ospedale che , in tanti anni di sacrificio e dedizione al lavoro, ha ampiamente meritato sia le promozioni che i titoli di cui oggi è portatore e di conseguenza, una posizione che gli consente una migliore retribuzione, decide di lasciare il luogo e l’ambiente in cui ha lavorato per tanti anni, i colleghi che hanno condiviso con lui, sia i giorni bui che le schiarite e le piccole soddisfazioni, per chiedere di sua volontà, senza alcuna pressione esterna, il trasferimento in un’altra struttura sanitaria, nella fattispecie l’Asl, per ricoprire una posizione che, non soltanto non gli garantirà lo stesso stipendio, ma uno di minore entità, ebbene…sarebbe opportuno che qualcuno si interrogasse sulle ragioni che spingono un bravo operatore, ad effettuare scelte che appaiono come la negazione di ciò che, nel corso della sua esistenza lavorativa, quel dipendente aveva cercato di conquistare con successo. Ce la va sans dire che non si tratta di un esempio limite, lanciato a caso per giustificare, qualora ce ne fosse bisogno, la ripresa della solita polemica critica, ma bensì di un esempio vero, reale ed assai significativo, addirittura più intimamente significativo di altri episodi, che hanno come denominatore comune l’esodo di bravi professionisti dal nostro Ospedale….Già, egregio Direttore Generale Gennaro Volpe…noi continuiamo ad interrogarci nella veste di cittadini prima, pazienti potenziali poi ed infine di giornalisti, da decenni interessati a quanto accade nella variegata e talvolta maleodorante, dimensione, in cui incrociano Politica e Sanità, (ciascuna per la propria parte, in cui alimentano e suggellano il potere di quei particolari personaggi che, con perniciosa ritualità si incontrano per inquinare sia l’una che l’altra parte), quale sia la reazione dinanzi alle, troppo frequenti ormai, dimissioni da parte di medici ed infermieri e se, anche lei come noi, abbia cercato di comprendere le ragioni autentiche di un esodo senza precedenti….Purtroppo la verità, quando emerge per intero, è sempre tremenda nella sua apparente semplicità…”Me ne vado perché all’Ospedale di Caserta non si sta bene…” Inutile chiedersi cosa significhi “non stare bene in un luogo”, gli addetti ai lavoro sanno perfettamente cosa significhi ed anche la Direzione Generale dovrebbe saperlo …Il problema consiste nel fatto che non sappiamo e nessuno sa, se la cosa sia di loro interesse o meno, o no? Nella storia del nostro Ospedale, ci sono stati altri momenti di disagio, di sofferenza, di ingiustizia, di partigianeria sfacciata e di sopruso ma, nel bene e nel male, nessuno ha mai provato il senso di abbandono, di vuoto, in cui si rischia di precipitare da soli, di anonimato quasi, di assenza di partecipazione e di controllo e di sostegno da parte di coloro che, in sosta all’ultimo piano della palazzina “grigiotopospento” in fondo al parco, quando si ricordano di esserci, sono deputati esattamente a questi compiti in cambio di una lauta retribuzione. Egregio dottor Gennaro Volpe, ieri il sangue di San Gennaro si è “squagliato”, scongiurando catastrofi, vivaddio!, ma ciò non significa che lei debba sentirsi più tranquillo di prima o giustificato, soltanto perché si chiama Gennaro, nelle sue assenze ingiustificate dall’Ospedale, che dovrebbe dirigere con polso fermo e soprattutto con energica capacità. L’hanno informata che ben tre cardiochirurghi stanno per prendere la via dell’altrove, che potrebbe essere anche quel ” privato” che, grazie a illustri personaggi distratti come lei, cresce ed ingrassa che è una bellezza, o no?, e per caso… è venuto a conoscenza di quel bravo dirigente dell’Ematologia che se ne va?, e sa dove va?, ad Aversa, che grazie a politici campanilisti e ad una Sanità, che sta giocando a scacchi con il privato, contrabbandando fischi per fiaschi, sta diventando l’ombelico del mondo? , non si sta bene all’Ospedale di Caserta, egregio direttore Volpe e sembrerebbe che, ben cinque infermieri della Cardiochirurgia, siano pronti per trasferirsi armi e bagagli all’Asl, probabilmente nelle Case di Comunità, nonostante i loro straordinari in Ospedale fossero loro puntualmente versati, a 50 euro all’ora…Eppure sulla carta, l’Aorn di Caserta è semplicemente perfetta…non le manca davvero nulla…tra il Kanton Hospital di Zurigo ed il Sant’Anna e San Sebastiano, non c’è alcuna differenza…sulla carta…Peccato che nel nostro Ospedale “praticamente” manchi il tocco operativo, la parte più importante, il padrone del vapore che fa partire la nave…E il bello è che non riusciamo a capire se la nave non parte, perché il comandante non è in grado di farla partire, o se sta al molo, perché il comandante non c’è…Anche lei egregio direttore Volpe sembrerebbe essere presente, soprattutto sulla carta e un’Azienda sanitaria, non è un teatrino living sul cui palcoscenico si fanno le prove dell’anarchia applicata… e tanto per concludere con un esempio pratico, le ricordiamo che nonostante da agosto sia stata deliberata la commissione tecnica, soltanto adesso la stessa si è riunita per l’apertura delle buste, relative alla gara d’appalto per la ristorazione, peraltro bandita nel marzo 2025. E’ appena il caso di evidenziare che siamo nel mese di settembre 2026 e navighiamo in alto mare …Riteniamo che neanche Soresa se la prenda così calma, o no? Ovviamente il RUP dottoressa Teresa Caporale, così egregiamente celere nel deliberare i pagamenti ai suoi collaboratori, per “incentivi funzioni tecniche”, forse stressata per la corsa, quando si tratta di controllare lo stato delle gare d’appalto, povera cara, va a rilento…Hasta la vista companeros!



















