(f.n.) -Un autunno leggero, appena accennato, quello che avanza lentamente adagiando i suoi luminosi tramonti sulle vie di fuga del nostro amato Ospedale, mentre un’immonda incoscienza, sincopa la fuoriuscita degli ultimi cervelli…e l’eco dei nomi di coloro che, esausti, da tempo hanno lasciato i silenzi irreversibili dell’intelligenza al potere, continua a sibilare senza tregua, nella coscienza collettiva, in coma indotto e sicuramente irreversibile, dopo l’ultima dose di convenienza tagliata male. E la memoria emerge rabbiosa, rituale ed improvvisa quando il caso ti porta, intorno alle 20 a transitare nei pressi dell’uscita di quel pio nosocomio che infesta i nostri pensieri, con la stessa soavità di ima grandinata improvvisa simile a quella che ti ha decorato l’auto nuova, non più tardi di due mesi fa. Un via vai quasi scontato e brulicante allaga la strada e il marciapiedi…una popolazione di parenti reduci dalle visite ai congiunti -pazienti, ricoverati nell’Ospedale, si mescola al cambio turno di medici e pazienti delle 20… appunto…Una moltitudine indistinta cui si mescolano alcuni senzatetto, che tornano stancamente dalla mensa della Caritas o dagli angoli delle vie in cui sostano muti, per ore, rannicchiati in se stessi…La sera soprattutto, si entra con una certa tranquillità, nell’area ospedaliera e, all’occorrenza persino all’interno dei vari padiglioni…Già…infatti all’esterno, vi sono due garitte che in verità, non sappiamo esattamente a quale servizio siano adibite, visto che risultano drammaticamente vuote e che, a breve, potranno essere recintate a dovere…come si addice ai piccoli musei all’aperto, dedicati “all’archeologia della sicurezza”, in cui si potranno ammirare reperti più o meno conservati di quella che, ahinoi, era rimasta un’opera incompiuta…E non finisce qui…dal

momento che la folla in uscita, era costretta a procedere con una certa difficoltà e non aveva alcuna possibilità di utilizzare il marciapiedi, perché…vedete… gli innaffiatoi dei prati, in atto da un numero imprecisato di ore, dopo avere irrigato a dovere il verde, debordavano dai recinti ed invadevano i marciapiedi e la strada, creando, appunto, disagio alla popolazione di cui sopra.
Avremmo fortemente voluto che questo saggio di sciatteria cavalcante, venisse doverosamente scoperto da chi di dovere e vi fossero degne conseguenze…Ma non potevamo neppure sperare nel caso fortuito, che si trovasse a passare il Dg Gennaro Volpe, perché tra i tanti, che avrebbero potuto scoprire la distrazione o strafottenza di chi avrebbe dovuto sorvegliare, la sua presenza improvvisa era quanto di meno probabile potesse accadere, n’est pas? E poiché il destino si diverte a farti le smorfie, proprio quando stai per avere un travaso di bile, ecco che il gracchiare di una notifica, cattura la tua attenzione su una notizia …” Tredici medici dell’Istituto Pascale di Napoli tra gli scienziati più influenti del pianeta: Ascierto nominato miglior oncologo al mondo!”. L’orgoglio improvviso che dovrebbe rimetterti in pace con il mondo, viene massacrato e rigettato in un angolo, stravolto dalle pagine e pagine che raccontano disservizi, volgari raccomandazioni, corruzione, malasanità dovuta ad incompetenza e miserabile arroganza…E ti accorgi che il valore di alcuni, rischia di non essere più sufficiente per oscurare il resto della devastazione, generato dalla miopia volontaria, di chi ha un unico obiettivo: potere & interesse. E mentre l’onorevole Rosy Bindi onora Caserta con la sua autorevole presenza, lei esperta validissima di politica sanitaria, già ministro della Sanità e molto altro e intrattiene l’uditorio sulle norme fondamentali che devono a tutti i costi, essere osservate da tutti, (entiendes?) altrimenti la nostra Sanità non migliorerà mai e saremmo sempre un gradino indietro rispetto ad altri, ecco un’altra notifica che annuncia la contemporaneità della vergogna, l’ubiquità del malaffare e la coreografia della corruzione: “Inchiesta sulla Sanità, truffa ai danni del SSN, indagati 109 medici dell’Asl di Napoli e dell’Asl di Caserta. La Procura chiede l’arresto per 87 tra medici ed imprenditori”. Di cosa vogliamo parlare? Avremmo sperato che l’onorevole Bindi fosse chiara e cruda nella sua relazione, avremmo voluto che non si trincerasse dietro il diplomatico: “non mi permetto di entrare nel merito delle problematiche della sanità campana…” Già…perché entrare seriamente nel merito sarebbe equivalso a dire con chiarezza e feroce onestà intellettuale, che l’unico vero cancro della sanità è la corruzione e le sue metastasi, sono esattamente quello che l’onorevole Bindi lamenta: la disattenzione del popolo, il pernicioso disservizio e la malasanità…Nulla di più nulla di meno…non una parola sulla corruzione, perché i politici continuano a non osare, anche se come l’onorevole Rosy Bindi non correrebbero alcun rischio di perdere consensi, dal momento che per dichiarazione della stessa, non ha alcuna intenzione di candidarsi. E le stelle?,…stanno a guardare…Hasta el Domingo!




















Dottoressa ben venga l’ innaffiamento può darsi che così pulisce un po’ a terra. Ma lei ha guardato la marea di cicche? Le bandiere rotte appese da mesi senza che nessuno le toglie? Il pavimento del marciapiede divelto? Escrementi di piccioni dappertutto ? Hanno sostituito le piante secche nei vasi all’ingresso ma non hanno tolto le cicche dai vasi. È un porcile. La stazione di napoli è più pulita. E nessuno fa nnt
Il consumo dell’acqua non è che la ciliegina sulla torta avariata, gentile Maria…Sono anni, che documento puntualmente la sporcizia diffusa ovunque nel nostro Ospedale, per non parlare dei saggi sui piccioni che ho pubblicato fino alla nausea ma, lei dice bene: nessuno fa niente!
Chi avrebbe potuto segnalare il disservizio dell’irrigazione sono gli addetti alla vigilanza che sono in servizio H24. Purtroppo nel bene e nel male ci sarà stata una rotazione perché ci sono molti volti nuovi che però a onor del vero più che fare il proprio lavoro pare che bivacchino in ospedale. Le spiego : stanno sempre con le sigarette in bocca in maniera vergognosa, fanno i bellocci a mo’ di sceriffi, conservano il posto auto degli H alle loro amiche, svernano al bar. Possiamo dire di tutto di giggino e Company età Gubitosa ma almeno tenevano un certo ruolo. Esagerato ma erano ligi agli ordini. Ma po’ o chiattill che sta a fare sempre seduto nel bar? A chi deve fare la spia?
Lei ha perfettamente ragione, gentile Giogio…verrà il giorno in cui rimpiangeremo “il peggio del peggio” pur di trovare un termine di paragone all’altezza dell’attuale…
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