CASERTA – “La vicenda della rottamazione quinquies a Caserta – dichiara Pasquale Napoletano (FdI) – ha un percorso preciso, che rivendico perché l’ho seguito fin dall’inizio, attraverso ripetute sollecitazioni formali alla Commissione straordinaria e interventi pubblici rivolti a ottenere una decisione.Già nei primi mesi dell’anno avevo chiesto al Comune di attivarsi per consentire ai contribuenti casertani di beneficiare della definizione agevolata. A settembre, quando dall’esame degli atti è emerso che la prima adesione riguardava esclusivamente i carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione, ho sollevato un problema ulteriore e tutt’altro che marginale: restavano esclusi i debiti relativi alle entrate comunali gestite da Publiservizi.
Ho chiesto che questa lacuna fosse colmata con un apposito regolamento. Non era accettabile che la possibilità di definire un debito in forma agevolata dipendesse, per il contribuente, dal soggetto incaricato della riscossione, lasciando fuori una parte rilevante delle entrate locali.
Oggi il regolamento comunale comprende anche IMU, TASI, TARI e Canone unico patrimoniale, prevedendo, per le posizioni ammesse, il pagamento dell’imposta originaria e degli oneri di riscossione, senza sanzioni e interessi. È un cambiamento concreto rispetto alla situazione che avevo denunciato e interviene proprio sul problema posto con le mie iniziative.
Non confondo questo risultato con l’accoglimento integrale di ogni richiesta: il regolamento ha un ambito definito e condizioni precise, che escludono alcune posizioni debitorie. Sarà necessario verificarne l’applicazione e capire se vi siano ulteriori margini di intervento. Ma sarebbe altrettanto sbagliato ignorare il significato del passaggio compiuto.
Ho insistito su una questione che riguardava direttamente cittadini e attività economiche, ho documentato i limiti della prima misura e ho chiesto una soluzione specifica. Oggi quella soluzione è contenuta in un regolamento comunale. È questo il dato che consegno alla valutazione pubblica.
Non ho mai considerato le iniziative istituzionali un esercizio di visibilità personale. Ma quando una richiesta viene avanzata con atti e argomentazioni precise e trova successivamente riscontro in un provvedimento, è corretto ricostruire il percorso e riconoscere il lavoro svolto.
Continuerò a seguire questa vicenda anche nella fase applicativa, perché il risultato non si esaurisce nell’approvazione di un testo: deve tradursi in una possibilità effettiva per i contribuenti che rientrano nelle condizioni previste”.



















