(f.n.) – La Sanità casertana, da sempre, fatta salva qualche eccezione rarissima in odore di santità, si distingue soprattutto per una serie infinita di “illeciti” che, per la portata decisamente “squalliduccia” dell’ensemble, ci consentono di utilizzare il linguaggio delle periferie per essere definiti, semplicemente “cofecchie”, n’est pas? E quando entriamo nella dimensione degli avvisi interni, dei bandi di concorso e via col tango, possiamo essere certi che sia sufficiente soffermarsi su quella virgola che… per amore, per forza o per abitudine, è stata (guarda un pò) ignorata, per trovare, appunto, “la cofecchia”, talvolta così evidente, da provocare il sospetto che l’inguacchio propriamente detto, sia ormai diventato la prassi…Spostiamo dunque l’attenzione su uno degli ultimi avvisi, della nostra cara Asl, visto che qualcuno starà storcendo il naso in segno di incredulità e disapprovazione, due moti dell’anima assai complessi che sarebbe opportuno, conservare per ben altre occasioni… più serie, perché quella che stiamo per affrontare, non lo è per niente. . La nostra attenzione è quindi incentrata su quell’avviso pubblico dell’Asl, relativo all’assunzione a tempo indeterminato, per la durata di 12 mesi eventualmente rinnovabili, di Operatori Socio Sanitari, da inviare nelle Case di Comunità che, al momento brillano ancora per “vacanteria” de facto. Ma fin qui, nulla quaestio…Bando in regola, tuttappost!, ma il problema sorge, quando ci addentriamo nei particolari e cioè nella valutazione dei titoli e degli anni di servizio, richiesti dal bando e valutati dalla commissione, ufficialmente nominata. Espletate le procedure, completata la valutazione dei candidati, è stata pubblicata la graduatoria finale. Sembrerebbe a questo punto della storia che, ad una lettura scrupolosa degli atti, con particolare riferimento ai curricula dei candidati, emergerebbero distonie ed elementi contrastanti…In parole povere, sembra che diversi Operatori Socio Sanitari, che figurano in ottime posizioni nella graduatoria definitiva, non avessero meritato di essere in quella posizione, dal momento che i loro titoli non consentivano quella posizione, appunto. Infatti, i componenti della commissione, peraltro appartenenti all’Asl di Caserta, avrebbero conferito a molti di essi, un punteggio finale maggiore, rispetto a quello che in realtà meritavano. E la ragione dell’errore, si potrebbe evincere dai certificati presentati, nei quali dovrebbe risultare che i diretti interessati avevano prestato diversi anni di servizio, presso i Presidi Ospedalieri dell’Asl di Caserta, tramite cooperative, come del resto risulta, ma in qualità di ausiliari e non in qualità di OSS. La domanda sorge spontanea…se le cose sono andate in questo modo e se i certificati sono chiari e parlano di servizio nelle cooperative in qualità di ausiliari e non di OSS, come mai la Commissione non ha valutato attentamente le carte, tutte le carte? Tra l’altro pare che vi sia un certificato storico che attesta con chiarezza il percorso lavorativo di ciascuno degli OSS, che hanno partecipato al bando dell’Asl. Si tratta del certificato C2 e sarebbe opportuno che venisse, da chi ha la competenza per farlo, consultato con attenzione. Il dubbio che resta, moltiplicando i sospetti ed alimentando una sana diffidenza, indica una nefasta probabilità, qualora a monte di quella che appare come una macchinazione di comodo, vi sia la malafede nella sua interezza…Quante volte lo stratagemma che contrabbanda “Ausiliario” per “Operatore Socio Sanitario”, è stato utilizzato per favorire gli uni e bloccare gli altri?, quante volte la buonafede ha consentito alla malafede di farla franca e quante volte, una, più che volontaria, miopia ha consentito che una martellata qui ed una là, si schiodassero da questa Asl, i principi fondamentali di un sano ed onesto servizio? Chissà! Hasta la suerte, amigos!



















