IL PAESE ALLE CORDE E POLITICI AL TELEFONO… 

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di Francesca Nardi

Uno stuolo variopinto di controfigure della Politica, che da tempo giocano a rimpiattino con le grazie del mainstream, oggi offre al mondo un’efficace coreografia del prodotto finito: un Paese in ginocchio che osserva sconfitto, la sua stessa disperazione, veicolata dagli autotrasportatori che, in segno di protesta per il caro carburanti, stanno bloccando la circolazione ovunque. “Oggi tocca al Sud…bloccato l’ingresso al Porto di Napoli!” Oggi tocca al Sud!,…suona ridicola persino la normale dialettica giornalistica… come se non toccasse, anche questa volta e per l’ennesima volta, al Sud, dopo i giochi di parole impastate di banalità, con cui i tribuni de noautri, che galleggiano sui consensi plebiscitari del nulla, tengono buone da troppo tempo, intere comunità fin troppo mansuete che, persino in queste ore, prossime al tracollo generale, inebetite dalla pochezza di chi le rappresenta,  si limitano a fare la cronaca dei fatti, spalmate sugli spalti della rovina che incombe. Toccherebbe a noi, inondare piazze e strade, nella consapevolezza che sono gli autotrasportatori, che quotidianamente riempiono gli scaffali, miseramente deserti dei nostri supermercati ed oggi si accollano la nostra protesta, quella che abbiamo disimparato a sostenere con la nostra voce. Ma…la sovranità di un popolo, sancita dalla Costituzione, si consuma nella spocchia di un ministro che, pur consapevole della volontà della maggioranza degli italiani, contraria all’invio di armi in Ucraina e chissà dove, continua a sponsorizzare l’ultimo modello di mitraglietta, perché “quando l’opinione pubblica ha torto, decide il Governo”…L’oracolo di Delfo in modalità parrocchietta, ha vaticinato e noi, con l’occhio stellato e la speranza che tutto finisca per il fine settimana, così possiamo andare fuori porta a rilassarci, non ce ne siamo neppure accorti…Ma…non sarà questa indolenza grassa e perniciosa che ormai ci caratterizza, ad alimentare la devastante solitudine delle intelligenze giovanili, che non hanno riscontro né dialogo, né riferimento?, non saranno i pensieri intriganti che una nuova strategia della tensione, sgangherata come un tatuaggio a buon mercato, insinua malignamente nelle loro anime acerbe, che abbiamo contribuito a desertificare in nome di una libertà incolta e di una autonomia “fai da te”?; come osiamo condannare il bisogno di suoni violenti e la smania di distruzione, che gonfia le vene del collo di quei ragazzi, che sembrano affamati di rumori crudi e che esausti infine e satolli della loro stessa incomprensibile rabbia, incontreranno “finalmente” un’espressione diversa nello sguardo dei genitori all’uscita della Stazione dei Carabinieri di una città qualunque? Il consiglio dei ministri, dovrà dar fondo alla fantasia più sfrenata ed originale di un ipotetico subconscio collettivo, per essere appena credibile e apprezzabile, quando sarà il momento di promulgare un verdetto sul vandalismo dell’ultim’ora. E mentre una paralisi progressiva invade il fragile sistema nervoso del Paese e la ripresa lenta ma inevitabile, della ragione diventa per ognuno di noi, imbarazzante e qualcosa come l’autocritica, potrebbe addirittura farsi spazio e definire i contorni di una nuova consapevolezza,  ecco che la solita frittura all’italiana servita fuori tempo massimo e di per sè, fuori posto ed anche una n’tecchia bisunta,  squarcia l’atmosfera ed oscura quello straccio di spiraglio luminoso, in cui avevamo sperato…Ci riferiscono che nel bel mezzo della  protesta degli autotrasportatori, qualcuno si è avvicinato al portavoce degli stessi, con un cellulare in mano… Ebbene, per noi è stato difficile, dapprima, credere che fosse successo davvero ma, abbiamo dovuto accettare la realtà dei fatti, peraltro documentata da una foto chiarissima ed assai significativa…L’onorevole Gianpiero Zinzi con il cellulare in mano, quasi si trattasse di un dono propiziatorio, in mezzo agli autotrasportatori, si accingeva a telefonare al ministro Salvini, per passare poi la linea direttamente al portavoce …Non sappiamo se l’emozione dinanzi a cotanto coraggio, abbia provocato scene isteriche di giubilo nella folla o se la sceneggiata, sia semplicemente affondata nell’indifferenza ma… di una cosa siamo certi…che chiunque fosse stato dotato di una briciola di senno e di un pizzico di humour, non avrebbe potuto essere biasimato se avesse detto: “e mmo’ te ven a mment?” Ammettiamo umilmente che, nonostante gli sforzi sovrumani che abbiamo imposto alla nostra ragione,  non siamo riusciti a trovare una sola motivazione logica e pertinente, che giustificasse una iniziativa, a nostro parere, assai discutibile e che avrebbe potuto prestarsi e sicuramente si è prestata, a molte, troppe interpretazioni, tutte inesorabilmente “impertinenti”, a meno che per l’onorevole Zinzi, non sia stato sufficiente comparire con il cellulare in mano e dimostrare ad un popolo, convinto di essere ancora sovrano, che lui, modestamente con il ministro non fa anticamera e può parlarci ogni qualvolta lo desideri…anche se secondo i maligni, vi sarebbe un’altra ipotesi e cioé…era tutto combinato tra Salvini e Zinzi, così entrambi avrebbero fatto una gran bella figura, o no?, perché… ce la va sans dire che da queste parti noi, non a caso, portiamo l’anello al naso, non è vero? Hasta la vista!

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