Sequestro area Pozzi, il ritardo della politica

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CALVI RISORTA – Un mese fa è stata sequestrata l’area ex Pozzi in seguito all’ordinanza che ha finalmente imposto di rimuovere, recuperare e smaltire i rifiuti pericolosi (soprattutto vernici e solventi chimici) individuati dai Carabinieri di Sparanise nell’immensa area…non senza difficoltà, oseremmo dire, giacché il fetore nauseabondo degli agenti chimici erano nell’aria da tempo.

Oggi – lo ribadiamo…a distanza di un mese – la Sinistra Italiana di Caserta diffonde un comunicato in cui si legge “è ormai da mesi che le reazioni chimiche che avvengono nel sottosuolo dell’area generano fumarole tossiche e le falde acquifere sono compromesse. Pensiamo che per chi fa politica sia un dovere occuparsi di questo problema, in prima linea al fianco di chi lo fa da anni. Questi sono i conflitti e i territori da cui ripartire” ed aggiunge: “Sinistra Italiana pone al centro del suo impegno il lavoro e la tutela ambientale. Per questo motivo la Federazione provinciale di Caserta si fa carico di questa battaglia prendendola come impegno centrale della propria azione politica”.

L’area in questione non è certo un fazzoletto di terra, e le “reazioni chimiche” e le “fumarole tossiche” erano sotto gli occhi – e nelle narici – di tutti (politici compresi) da moltissimi mesi; ci sembra quantomeno curioso, se non inutile, che la politica non si sia accorta del problema se non quando la magistratura è già subentrata, sostituendosi ancora una volta a chi dovrebbe fare le battaglie in tempo utile. Possibile che oltre a qualche comunicato la politica nostrana non riesce proprio ad andare? La Sinistra, quella che un tempo su un argomento così ne avrebbe fatto non solo una battaglia seria, ma una rivolta…quella Sinistra che fine ha fatto?

Intanto le terre martoriate da continui stupri all’ecologia – e anche da coloro che per pura convenienza elettorale sventolano la bandiera della “Terra dei Fuochi” incuranti delle conseguenze – attendono i risolutivi droni promessi dal governatore De Luca il quale ha dichiarato che per l’estate “partiremo con la messa in funzione dei droni”, da acquistare “con un capitolato d’appalto di 2 milioni di euro. È una cosa che abbiamo impostato sei-sette mesi fa, la gara la faranno le forze dell’ordine”. Infatti, spiega il presidente della Regione Campania, nasceranno quattro centri interforze a Giugliano in Campania, Maddaloni, Marcianise e Somma Vesuviana per la lotta ai roghi e la difesa dell’ambiente. È nei centri interforze, prosegue il governatore che “concentreremo nuclei di varie forze dell’ordine che avranno appunto il compito di controllare il territorio. Stiamo partendo con un lavoro di controllo sul territorio e un controllo sanitario di altissimo livello”.

Le Forze dell’Ordine saranno aiutate certamente dai droni, ma se i politici, facendosi guidare anche solo dal “naso” e dal buonsenso, tornassero alle vere battaglie, ad ascoltare la gente, a capire e ad avere “la massima attenzione” quando serve, forse la politica tutta acquisterebbe maggior credito.

Costantino Beltrami