Carissimi….

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Vi è una sola maniera per esserci: informarsi… ed una sola maniera per dimostrare di esserci stati: informare…

Nessuno di noi è migliore dell’altro e nessuno di noi pretende di esserlo, ma vi sono piccoli spazi riservati ad ognuno di noi, al cui interno viviamo ed abbiamo la possibilità di esprimere in piena libertà, la nostra natura e personalità, le nostre emozioni, le nostre predisposizioni, la nostra maniera di essere donne e uomini diversi uno dall’altra, le nostre necessità e le nostre aspirazioni…un piccolo spazio collocato alle origini della nostra vita sociale, all’ingresso di quella dimensione in cui noi saremo parte del tutto…In questo piccolo spazio virtuale, noi decidiamo, talvolta inconsapevolmente, cosa faremo della nostra vita in mezzo agli altri e soprattutto stabiliamo il peso specifico del senso di appartenenza ad un luogo e ad una comunità…ed è qui che, automaticamente, si stabiliscono i parametri esistenziali…è qui, in questo piccolo spazio prezioso, che si definisce e si assorbe intimamente il significato di Libertà e se ne stabiliscono i confini. Oltre questi confini, invalicabili, si stendono vaste ed invitanti praterie, verdeggianti spazi inesplorati ed avvincenti, luoghi oscuri ed intriganti…sono gli Stati dell’Anima altrui, tutelati dalla fragilità di una parola il cui significato varia, secondo ciò che ognuno di noi, tempo fa, all’interno di quel piccolo spazio antico, all’origine di tutte le cose, ha deciso di essere…quella parola è “Rispetto”.

Noi camminiamo sull’Appia, la via dell’infinito e portiamo nel cuore la Polis, quella città al centro del mondo che ci ha visto nascere, crescere, respirare e diventare nel bene e nel male, ciò che siamo, quella città virtuale che può essere ovunque la nostra anima la intraveda, luminosa come un faro, sulla via del ritorno.

                                                                                                            Francesca Nardi

2 Commenti

  1. Il “dovere” di un giornalista è essere testimone dei fatti e renderne conto ai lettori o agli spettatori. Con obiettività, professionalità, passione per la verità degli eventi. Anche sacrificando la propria vita. In tempi in cui “fare informazione” spesso significa essere portatori d’acqua dei potenti, l’iniziativa editoria di Francesca Nardi si pone al vertice di quel giornalismo etico, onesto, libero e scevro dalle influenze dei “potenti”. Sostenere e diffondere questa iniziativa è un’atto di civiltà.

  2. Un bambino chiede al papà “Ma perché tutte le mattine all’alba si sente cantare il gallo?”; ed il padre, non sapendo cosa rispondere “Il gallo lo fa per rimarcare tutte le bugie che dicono gli uomini”; ed il figlio “Ma a quell’ora dormono tutti…”, ed il padre “Sì però si stampano i giornali!”.
    Sia di più che buon auspicio il tono scherzoso, per una grande giornalista e fine scrittrice quale è Francesca Nardi, la cui professionalità improntata, come da incipit, alla pietas di virgiliana memoria, rappresenta autentico esempio.

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