Razzano e De Filippo…ed una sola città

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di Vittorio Blasi

Ultimi giorni di campagna elettorale all’insegna della polemica a denti stretti e delle dichiarazioni di principio, destinate a frantumarsi conto il muro delle inevitabili controversie e molteplici incognite, storicamente in agguato per intralciare i famosi primi cento giorni, il cammino del povero neosindaco, chiunque esso sia o sarà…Sul fronte caldo del ballottaggio i due aspiranti al seggio di primo cittadino, Peppe Razzano con “Maddaloni città di idee” e Andrea De Filippo con “Maddaloni nel cuore” … mentre sullo sfondo insiste la polemica, fresca d’annata,  che vede protagonista la consigliera neoeletta della lista “Cambiamo insieme”, Francesca Benenati, fedele allo spirito della nomenklatura di origine, cambiare immediatamente casacca e diventare oggetto di critica da parte del leader della lista Luigi Bove.  Razzano intanto, uomo della provvidenza annuncia i miracoli dei primi cento giorni: riattivazione di tutti i servizi, avvio di una programmazione ad ampio spettro, ripartenza del cantiere della Casa Comunale, dopo avere ascoltato il parere dei cittadini, raccolta differenziata al grido “trash is business”;  risoluzione del problema di via Cancello, con la realizzazione di una vasca di laminazione; rilancio del mercato ortofrutticolo, nuovo slancio agli investimenti premiando gli imprenditori; ricerca delle semplificazioni che permettano risparmi di costi onde poter tagliare i tributi; restituzione del decoro e della sicurezza alla città; adeguata ricognizione degli immobili comunali ed ottimizzazione degli spazi e delle risorse . Appare evidente e senza possibilità di errore che entro cento giorni, Razzano avrà portato a termine con successo il suo mandato, Maddaloni sarà risorta e lui potrà pensare ad una candidatura alle politiche, sponsorizzato da Mirabelli che sta già roteando gli occhi per la soddisfazione di avere scelto la persona giusta al posto giusto. De Filippo invece è dialetticamente impegnato nel tentativo di incrociare il ferro, con il commissario del Villaggio dei Ragazzi, generale Alineri, il quale ostinatamente si rifiuterebbe di interloquire con lui ed avrebbe manifestato il suo interesse per l’avversario Razzano. Errore tattico di De Filippo che, evidentemente a corto di pazienza, invece di rosolare l’avversario sulla graticola delle esagerazioni evidenti, ormai legittimate dalla scarsissima propensione dell’elettorato a  riflettere su quanto comunica, fa torto a se stesso, perdendosi dietro una inutile polemica  dell’ultim’ora…Se non si è ritenuto di appoggiare a suo tempo le legittime aspirazioni del preside del Villaggio, lanciando languidi sguardi a Razzano, la qual avrebbe dovuto offrire lettura chiara delle tendenze, ci si chiede a cosa valga oggi, da parte di De Filippo rilevare silenzi o disattenzioni che sembrano non destare nei protagonisti, alcuna preoccupazione sia pure di tipo unicamente formale, a meno ché il candidato di “Maddaloni nel cuore” voglia ostinatamente ignorare che la sagra delle regole non fa tendenza.