IL RIFIUTO…QUESTO SCONOSCIUTO

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di Francesca Nardi

Forse sarà stato il troppo “parlare”, sovente “avvacante” o le numerose nomenklature, patacche appiccicate ogni dove…ed oggi viene da chiedersi addirittura: chissà che l’allarme “terra dei fuochi” non sia stata la stesura ben rifinita di uno dei capitoli della cosiddetta strategia della tensione, orientata a distogliere l’attenzione dal problema vero, reale, autentico che consiste nella qualità dello sversato legittimo, del combusto legittimo, dello smaltito legittimo, per spalmarla coram populo sugli incendi che si appiccano di notte e che continuano ad ispirare tesi sull’etica ed estetica della diossina attraverso i secoli…la riflessione amara di cui sopra, scaturisce dall’ultimo mistero doloroso che attraversa la web-galassia…ebbene…in data 11 luglio 2017 alle ore 18.22 dai camini del termovalorizzatore di Acerra fuoriusciva fumo di colore viola. Dicono gli esperti che “il colore viola indica combustione di composti di iodio e che tale prodotto viene utilizzato in diverse applicazioni industriali, si potrebbe dedurre che il termovalorizzatore fosse alimentato da rifiuti industriali”. Tutti coloro che hanno titolo per intervenire presso uffici ed autorità competenti dovrebbero contribuire a chiarire quanto è successo. Il fumo violetto è in tutto e per tutto simile al fumo che si può notare nella fotografia peraltro relativa ad altro episodio in altra zona.