Ordinanza bis per l’ex manager dell’ospedale di Caserta Iovine

CASERTA – (ti.pa.)  Eseguita dalla Dia di Napoli nella mattinata ordinanza bis per Carmine Iovine. L’ex manager dell’ospedale di Caserta, accusato di corruzione, turbativa d’asta, falso e altri reati stava rischiando di uscire dal carcere per cavillo giudiziario. E’ stata la Procura di Santa Maria Capua Vetere ad emettere il provvedimento firmato dal sostituto  procuratore Alessandro Milita. Il provvedimento è stato eseguito all’interno della Casa Circondariale di S. Maria C.V. dove l’indagato risulta ristretto in virtù di una precedente ordinanza di custodia cautelare eseguita in data 25.07.2017. Alla luce dell’avvenuta discovery e considerata la tipologia di reato contestata allo IOVINE (falsificazione dei documenti al fine di eludere le investigazioni), appaiono rafforzate le esigenze cautelari evidenziate da questo ufficio e ritenute sussistenti dal GIP. Si rammenta che l’indagine, supportata da intercettazioni telefoniche ed ambientali audio-video eseguite anche all’interno dell’Azienda Ospedaliera dell’Azienda Ospedaliera “Sant’Anna e S. Sebastiano” di Caserta, è durata più di due anni, ed ha riguardato principalmente la figura dello Iovine che, ha svolto nel predetto nosocomio sia l’incarico di Direttore Sanitario (dal 01/01/1995 al 01/12/2000) che di Direttore Medico di Presidio (dal 16/10/2003 al 27/01/2014). In virtù degli incarichi pubblici da lui svolti, il dott. Carmine IO VESTE, cugino di uno degli ex capi del clan dei casalesi, Antonio Iovine detto o ‘ ninno (oggi collaboratore di giustizia) ha potuto esercitare per oltre vent’anni una significativa “gestione” delle gare pubbliche relative agli affidamenti dei servizi e forniture (servizi di mensa, di pulizia e di sterilizzazione e di somministrazione di lavoro, ecc.) alle ditte coinvolte nelle indagini; “gestione” che egli esercitava, direttamente ovvero attraverso i suoi più fidati collaboratori, anche indipendentemente dalla carica formale dal predetto rivestita. Dal contenuto delle innumerevoli conversazioni intercettate e dalla notevole mole di riscontri documentali acquisiti si è potuto appurare, con chiarezza, che  Iovine- lungi dallo svolgere l’incarico pubblico a lui affidato – non ha mai operato (direttamente o tramite i suoi collaboratori) alcun formale controllo sul corretto svolgimento dei servizi da parte delle ditte affidatane, non manifestando il minimo interesse per la tutela della salute dei pazienti e la tutela degli interessi dell’Ospedale di Caserta. Il predetto, pur a conoscenza di reiterate e gravi situazioni di irregolarità nell’esecuzione dei servizi da parte di quasi tutte le ditte, non ha proceduto a contestare formalmente dette irregolarità (evitando la conseguente applicazioni di penali e/o le risoluzioni contrattuali), favorendo anzi, nel corso degli anni, il prosieguo dell’affidamento dei servizi alle stesse ditte alle quali, infatti, il contratto veniva più volte prorogato o il servizio nuovamente assegnato a seguito di nuovo bando di appalto al quale dette ditte potevano regolarmente partecipare. Sul punto, è emerso che lo IOVINE, falsificava centinaia di verbali di ispezione, richiesti dalla DIA, redigendoli “ora per allora” al fine di celare il mancato controllo nel corso degli anni sulla corretta esecuzione dei servizi da parte delle ditte affidatarie, nonché per giustificare i pagamenti effettuati nel corso degli anni a dette ditte. Quest’ultima attività di falsificazione veniva “ascoltata in diretta” dagli investigatori, essendo in corso le attività di intercettazione audio-video proprio nell’ufficio dello IOVINE, ed ha riguardato tutte le ditte affidatane di servizi all’interno dell’Ospedale. Le indagini disvelavano, altresì, che i titolari di alcune di queste ultime ditte contribuivano alla formazione dei bandi di gara attraverso l’indicazione dei requisiti da inserire nel capitolato speciale di appalto, in accordo con lo stesso IOVINE, il quale, in quanto responsabile del contratto, aveva avuto l’incarico di redigere i suddetti capitolati. Tali fattispecie riguardavano bandi di gara dell’Ospedale di Caserta, ed, in un solo caso, dell’ASL di Caserta. Più in particolare, le attività d’indagine consentivano di acquisire un grave quadro indiziario alla turbata libertà degli incanti o alla turbata scelta del contraente ed in riferimento ai sotto-indicati appalti ed affidamenti diretti indetti dall’AORN Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta e dall’ASL di Caserta: – gara d’appalto -per euro 141.416.000,00 – pubblicata dall’Azienda Sanitaria S.Anna e S. Sebastiano di Caserta con deliberazione n.440 del 30.5.2014 relativa all’affidamento del ‘Servizio di pulizia e sanificazione delle aree ospedaliere e servizi integrati’ (ditta favorita: GE.S.A.P. SrL di NAPOLITANO Marco); – gara d’appalto pubblicata dall’Azienda Sanitaria S.Anna e S.Sebastiano di Caserta con deliberazione n.260 del 15.10.2014 relativa all’affidamento del ‘Servizio di Prelievo Trasporto e Smaltimento dei rifiuti speciali’ per l’importo di euro 830.478,00 (ditta favorita: SrL di TARABUSO Michele); – gara d’appalto pubblicata dall’ASL di Caserta con deliberazione n. 910 dell’ 11 luglio 2014 relativa all’affidamento dei ‘Servizi di manutenzione dei sistemi edificio- impianti dei presidi ospedalieri e territoriali/distrettuali dell’ASL Caserta per la durata di cinque anni per un importo complessivo di euro 14.500.000,00 oltre IVA al fine di garantire l’aggiudicazione dell’appalto alla società (ditta favorita: MANUTENCOOP FACILITY MANAGEMENT S.P.A. di EUSEPI Maximilf en Frank, deceduto in data 1.6.2017 ).

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