I PARVENUS DI CASERTA

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 La figura del cerusico compare nel corso dell’alto medioevo, epoca in cui l’attività chirurgica viene relegata nelle mani di figure minori: barbieri, norcini, ambulanti. L’atto operatorio  praticato a quei tempi avveniva senza alcuna anestesia e in condizioni igieniche precarie. L’analogia del personaggio con i tanti “parvenus” che quotidianamente abusano dell’intelligenza, della dignità, dell’atavica pazienza/arrendevolezza dei cittadini, ci è sembrata perlomeno calzante. Noi modesti “apprendistii” dello scrivere, come non potevamo trovare asilo tra le pagine di Francesca Nardi? Non fosse, peraltro, conoscendola da anni, che non è, e non è mai stata certamente tra quelle “parvenue” del più servile giornalismo, di quell’intellettualismo radical chic lontano anni luce dal quotidiano realismo. Francesca è troppo vera, troppo genuina nella sua profonda Cultura; scomoda, spigolosa e proprio per questo, forse, non utile alla bisogna. Scomoda perché specchio dei limiti altrui. Ne sappiano qualcosa. Per questo, non andiamo alla presentazione dei suoi libri. Li leggiamo. Per questo non abbiamo bisogno di telefonarle. La conosciamo. Per noi è scontata. È una certezza. Cominciamo con queste premesse a mantenere fede ad un appuntamento fisso con le nostre e le Vostre elucubrazioni mentali intorno alle mille vicissitudini che mortificano quotidianamente la nostra vita in questa stupenda Città. Vostre, sì, perché auspichiamo  un contributo di idee, di vedute, di esperienze, di suggerimenti e di correzioni intorno alle varie tematiche che umilmente cercheremo di manifestare. «Preferisco tacere piuttosto che parlare all’indifferenza» [4 Febbraio 1871], diceva Henri-Frédéric Amiel. Ci piacerebbe, insomma, sovvertire l’attuale, immaginare di rivedere il “bello”, di vedere applicata la “logica”, di ri-mettere in moto “l’attività cerebrale”, di ri-pristinare il senso di “appartenenza”, di non vivere invischiati nella bava anestetizzante dell’ignora(nza)re come fanno i “parvenus”. Caserta quasi come un ombelico del mondo autorigenerante nelle sue distorsioni di un umiliante provincialismo. Qualcuno comincia a fare contorsioni sulla propria sedia, lo percepiamo. Forse a causa di quello specchio di cui prima. Noi le contorsioni allo stomaco le abbiamo allorquando in quella meraviglia di San Leucio, osserviamo increduli balconi e finestre in alluminio anodizzato, ad insegne dei vari esercizi in multi materiali, ad esempio. In marciapiedi che della loro funzione hanno solo ed esclusivamente la denominazione….marcia-piedi. Ma siamo proprio sicuri? Piste ciclabili….? Turismo? ”…scusi saprebbe dirmi come raggiungo la Reggia?” “Si affidi al navigatore satellitare, perché la Reggia Vanvitelliana, qui a Caserta, non è degna di indicazioni stradali! ”. Per non parlare di Sanità, di Uffici Pubblici!