OMBRE E DELITTI – LA STORIA DI CINZIA MARINO

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a cura di Francesca Nardi

La notte

Cinzia MARINO – la vittima

Il caldo dalle nostre parti è una coperta umida che ti si incolla addosso …e rende tutto più faticoso, anche i pensieri…come quel giorno, quel 23 luglio…quel pomeriggio…quella sera in cui Cinzia non è più tornata…Sua sorella Tiziana si era addormentata sulla poltrona davanti alla finestra spalancata…appena Cinzia fosse rientrata, lei se ne sarebbe accorta …Abitavano al primo piano e la finestra affacciava proprio sulla strada, sul cancellino d’ingresso…ma Cinzia non tornava…era già mezzanotte passata quando Tiziana, dopo avere telefonato inutilmente a sua sorella, aveva posato sconfortata il telefono sul tavolo ed aveva guardato l’orologio l’ultima volta…Cinzia aveva il telefono spento…Tiziana, dopo l’ennesimo moto di rabbia, aveva iniziato a pensare mille cose strane  e poi, sfinita, si era addormentata in un bagno di sudore….La voce di sua madre che la chiamava dall’altra stanza, la svegliò di soprassalto…”cosa è successo, mà…mà…cosa c’è?”…Sua madre camminava a fatica, era sofferente da tempo e non si muoveva quasi più da quella sua poltroncina ….passava pomeriggi interi in cucina, appisolata davanti alla televisione…i dolori ed una vita di lavoro dietro la macchina da cucire, l’avevano fiaccata… ed ora era lì in piedi e si appoggiava allo stipite della porta, lo

sguardo serio, ansioso, preoccupato… “Ma…Cinzia non è ancora tornata?, ma non ha neppure telefonato?, e come mai… Tiziana, come mai???”

“Mamma stai tranquilla, si sarà fermata con gli amici, fa caldo …la gente sta in mezzo alla strada fino a tardi… la sera…non ti preoccupare…tra poco la vediamo arrivare”.

Ed intanto pensava: “Appena arriva… mi sente…”

Si era alzata dalla poltrona ed ora cercava di riaccompagnare la madre nella sua stanza, di tranquillizzarla…ma la povera donna era agitata…

“Mamma, ti ricordi?, anche quell’altra volta Cinzia ha fatto tardi…noi ci siamo tanto preoccupate e poi…come se niente fosse …quella fetentona si è ritirata…tranquillamente…come se niente fosse successo… e noi qui a preoccuparci… secondo te?, adesso non farà la stessa cosa?, no? E poi vedrai…”

Tiziana MARINO – sorella della vittima

“Ma tu non le puoi telefonare, scusa? Tiziana, chiamala, dai… chiamala…vedi dove sta…”

Appena la mamma si adagiò nella poltrona, Tiziana corse nell’altra stanza, afferrò il telefono e rifece il numero…lo aveva fatto tante volte prima di addormentarsi, ma il telefono di sua sorella,  risultava spento…anche adesso…spento…il telefono di Cinzia era spento…Il tempo passava e Cinzia non tornava…sua madre si era addormentata ma nel sonno sospirava forte…un sonno inquieto, un sonno tormentato…I pensieri si affollavano nella testa di Tiziana che iniziava seriamente a preoccuparsi…le ore trascorrevano lentamente in quella prima notte senza Cinzia e quando la prima luce attraversò la stanza ed illuminò il piano di vetro del tavolo, una morsa fredda le strinse la gola…Si sfregava le mani, se le portava alla faccia, camminava avanti ed indietro, piano …sperando che sua madre continuasse  a dormire, che non si svegliasse, che non le chiedesse: ma Cinzia è tornata?…cosa fare?, cosa dire?, Tiziana non sapeva cosa dire, non sapeva cosa fare…

Giovedì 24 luglio, il giorno dopo

Ormai era giorno…il sole cominciava a scaldare l’aria che di lì a poco sarebbe diventata irrespirabile…Cercando di farsi forza e soprattutto convincendosi che sua sorella Cinzia sarebbe tornata a giorno inoltrato, Tiziana decise di andare a lavorare come sempre…faceva la parrucchiera a domicilio e quel giorno aveva qualche appuntamento…La mattina passò lentamente…le mani di Tiziana si muovevano automaticamente, mentre i pensieri mulinavano nella sua testa vorticosamente…ogni tanto guardava il cellulare nella speranza assurda di trovare sul monitor, la traccia di una chiamata senza risposta…(come se fosse possibile)…ma la speranza che tendeva a spegnersi con il passare delle ore, rivendicava un ultimo spazio, un’ultima illusione…Tiziana tornò a casa …affrontò il momento più difficile…incontrare lo sguardo di sua madre…La trovò al solito posto,  accasciata sulla sua poltroncina… sembrava più piccola, un gomitolo di dolore stretto su se stesso…muta… immobile.

“Mia madre non mi disse nulla- racconta Tiziana – credevo di trovarla disperata e di dover affrontare un altro momento straziante ma lei era lì…ferma…la faccia lucida e tirata, aveva pianto per ore e per ore si era strofinata la faccia…girò la testa verso di me e mi guardò soltanto, dritta negli occhi e si girò di nuovo verso la parete…io sentii che le gambe mi si piegavano…chiusi gli occhi…era come se mia madre avesse già intuito che Cinzia non sarebbe mai più tornata…Mi avvicinai ma non riuscii a dire neppure una parola…”

Tiziana uscì nuovamente quel pomeriggio, per lavorare, poi si recò alla Caritas a ritirare il pacco viveri e si avviò verso casa…all’improvviso il rumore del tuono in lontananza, la esortò ad affrettare il passo, ma la grandine la soprese all’improvviso e fu costretta a ripararsi nel vano di un portone…

“Quello scroscio improvviso ed inaspettato, mi mise addosso un’angoscia tremenda …tutto quel grigio mi apparve come un presagio di sventura…mentre tentavo di ripararmi nell’angolo contro il portone, il ricordo degli ultimi mesi trascorsi, sfrecciò come una saetta nella mia mente e poi…lentamente ritornò indietro e riprese a scorrere con chiarezza, soffermandosi su alcuni episodi che, al momento, mi erano apparsi strani e che credevo di aver superato ma che oggi si ripresentavano…freddi, inquietanti… le strane telefonate ricevute da Cinzia e da me…coincidenze che apparivano inverosimili”…

Tiziana parla a bassa voce…ricorda quel pomeriggio, la corsa a casa dopo la pioggia… e la decisione di recarsi senza alcun indugio ulteriore, alla stazione dei Carabinieri per denunciare la scomparsa di Cinzia.

Sono le 17.30 circa quando Tiziana entra nella Stazione dei Carabinieri di Capua e presenta una regolare denuncia di scomparsa, corredando la stessa di alcuni particolari utili alle indagini: le telefonate ricevute da Cinzia nei mesi precedenti alla sua scomparsa.

A seguito della denuncia il Maresciallo G. richiede i tabulati telefonici, a partire dalle ore 24 del 21 luglio fino al 6 agosto. Tiziana ritiene che sia una richiesta incompleta ed insiste affinché si chiedano i tabulati retroattivi almeno di un mese.

Cinzia sembra essere scomparsa nel nulla…delle decine di persone che da anni e per anni, hanno visto quella figuretta muoversi per le strade cittadine,  camminare sempre a piedi, lungo le solite vie per andare e venire dalle case in cui lavorava come parrucchiera o faceva qualche lavoretto, nessuna mostra di avere memoria, nessuno ricorda quella ragazza magra che sostava per ore in quel bar, sorseggiando il caffé o messaggiando o guardando al di là dei vetri…Nessuno ricorda o vuole ricordare…

Tiziana va e viene dalla caserma dei Carabinieri…vuole collaborare, vuole aggiungere informazioni, aggiungere nomi…un giorno chiede addirittura al maresciallo che segue la vicenda, di integrare la sua denuncia iniziale con alcuni nomi, ma come risposta ottiene soltanto un rifiuto.

Tiziana non si arrende e continua ad insistere…a cercare…a fare domande in giro… sua sorella è scomparsa ma a nessuno sembra importare nulla della sua sorte…

Il maresciallo continua a fotocopiare le “informazioni” di Tiziana e a consegnargliene una copia ma…il caso Cinzia Marino continua a non fare notizia…

Tiziana non si dà per vinta e cerca ogni mezzo per evitare che l’altrui indolenza probabilmente macerata dal caldo, possa trasformarsi in cronica indifferenza. Più volte la giovane donna insiste, affinché venga effettuato un controllo nel campo profughi di Capua, ma inutilmente…Un giorno uno dei vertici della stazione dei Carabinieri le risponde che nessuno di loro entrerà nel Campo profughi, perché “lì ci sono topi e germi…” Tiziana chiede l’autorizzazione ad entrare lei personalmente nel campo profughi e le viene risposto: “Lei può andare dove vuole”.

Tiziana continua le sue indagini in perfetta solitudine e qualche tempo dopo la sua denuncia, scopre che le persone che lei aveva “segnalato” al maresciallo, affinché fossero ascoltate, non erano state affatto chiamate ed alcune di esse non erano neppure a conoscenza della scomparsa di Cinzia. Gli Ospedali che avrebbero dovuto essere informati, non avevano ricevuto alcuna segnalazione…Tiziana si rivolge alla Polizia stradale che rifiuta persino di registrare i dati di Cinzia ed indica a Tiziana il commissariato di Santa Maria Capua Vetere. Il “rimpallo” è già iniziato….La polizia di Santa Maria Capua Vetere per due o tre settimane mostra di seguire la vicenda dopodiché “chiude per ferie”

IL CASO CINZIA MARINO NON FA NOTIZIA!

Settembre  2015

Agli inizi di settembre Tiziana riceve la telefonata di un’amica che le racconta che un cliente di sua sorella, titolare di un piccolo negozio di alimentari, sosteneva che Cinzia in quei giorni era stata ricoverata in una clinica di Vitulazio e che ormai era ritornata a casa. Tiziana riferisce la vicenda ai Carabinieri, ma la cosa finisce nel dimenticatoio…assieme ad un giornalista Tiziana si reca allora a Vitulazio ma qui non risulta esservi alcuna clinica…Tiziana torna alla stazione dei Carabinieri, segnala la stranezza della vicenda, sperando che qualcuno si decida a rintracciare l’uomo che afferma di aver visto Cinzia…nulla…nessun riscontro…nessun interesse evidente…

I quei giorni qualcuno sostiene di aver visto Cinzia nel bar Tropical di Castelvolturno…Tiziana avvisa i Carabinieri che le rispondono: “Là sanno già tutto”

Il 22 settembre in un casolare abbandonato a Mondragone viene trovato il cadavere di una donna…Si pensa a Cinzia, Tiziana viene convocata e le vengono mostrate alcune foto riproducenti oggetti che Tiziana non riconosce come appartenenti a sua sorella… L’angoscia stringe come una morsa la gola di Tiziana che fa di tutto affinché a sua madre  non giunga notizia alcuna, circa il ritrovamento del cadavere. Tiziana attende per giorni e giorni che qualcuno la richiami e le dia notizie…se quella donna è o non è Cinzia…nulla…Nessuno contatterà mai Tiziana per dirle che quella donna non è sua sorella…

“Appresi da internet che quella povera donna non era Cinzia…”

Un passo indietro…Elezioni regionali  2015

Cinzia che non si è mai interessata di politica, diventa una attivista della campagna elettorale per le Regionali del 2015 ed un giorno comunica a Tiziana, che sta lavorando a sostegno di un candidato della loro circoscrizione e che farà addirittura la scrutatrice… E’ molto entusiasta e soprattutto convinta, che quell’episodio cambierà la sua vita…Cinzia non è contenta di sé e del lavoro che fa da sempre…vuole cambiare e decide di cambiare anche nel fisico…e poiché ritiene di essere troppo grassa, si sottopone ad una dieta ferrea che le fa perdere in breve tempo, un numero impressionante di chili. Cinzia mangia soltanto insalata e uova sode…  e fuma moltissimo…Tiziana è preoccupata per la salute di sua sorella, la cui alimentazione sballata è sovente argomento di discussione. Non vi sono ragioni di attrito tra le due sorelle che sono sempre state molto unite, soprattutto da quando la terza sorella si è sposata e trasferita a Roma ma le recenti abitudini alimentari di Cinzia, sovente creano dissapori e musi lunghi…E quella volta che Cinzia, dopo essere uscita di sera, per partecipare ad una cena elettorale, fa ritorno a casa addirittura il giorno dopo, Tiziana, dopo un primo rimbrotto, non indaga più di tanto e così la seconda volta….sempre a causa di una cena elettorale, Cinzia non telefona neppure e torna a casa nella mattinata del giorno dopo….Tiziana è arrabbiata e preoccupata soprattutto per la salute di sua sorella, non le rivolge quasi al parola e non le chiede nulla…passano i giorni ed anche la campagna elettorale volge al termine…La vita torna ad essere quella di prima…restano soltanto le aspettative che evidentemente sono state coltivate nel clima elettorale…Aspettative disattese che cambiano l’umore di Cinzia, adesso ombrosa e di cattivo umore…A volte riceve telefonate strane…Tiziana la sente discutere…appare nervosa, delusa, silenziosa..

Tra le ipotesi che incrociano nell’universo del pensiero ve ne sono due che appaiono probabili…Cinzia potrebbe aver conosciuto un uomo di cui si è innamorata e che ha motivo di restare nell’ombra…un uomo di cui non parlò con nessuno…Cinzia potrebbe aver incontrato un uomo che le ha promesso un posto di lavoro e poi si è eclissato…Cinzia potrebbe aver incontrato un uomo che ha determinato il suo futuro…

12 gennaio 2016

Sono passati quasi sei mesi dal giorno in cui Cinzia si è allontanata dalla sua casa alla periferia di Capua…Quel mattino due studenti del posto, che resteranno anonimi, decidono di “salare” la scuola e quale posto migliore per una passeggiata in solitudine, del vecchio zuccherificio a ridosso della città?… Attraversano il varco nei pressi della ferrovia tra cespugli e rovi ed entrano nella vasta area deserta…si incamminano chiacchierando e si trovano a passare nei pressi di una vecchia vasca per la decantazione, arruginita e piena a metà d’acqua…uno dei due all’improvviso si ferma di colpo e con il braccio, senza dire una parola… ferma l’altra…poi fa un cenno convulso verso la vasca al cui interno semisommerso dall’acqua stagnante, vi è qualcosa di scuro che somiglia ad un grosso involto….spinto verso il basso da una grossa traversa di legno…I due ragazzi comprendono quasi subito che si tratta di un corpo in avanzato stato di decomposizione e cominciano a correre come forsennati verso il varco da cui erano entrati…uno inciampa e si rialza e rischia di cadere ancora…arrivano con il cuore in gola sulla strada verso Capua…sanno che dovranno denunciare il ritrovamento e si avviano verso la stazione dei Carabinieri…

Tabulati & telecamere

Il telefono di Cinzia sarebbe risultato spento dalle 16.30 del 22 luglio nel tragitto tra la sua casa e Via Boscariello. Tuttavia Tiziana afferma che intorno alle 17.30 del 22 luglio sia lei che sua madre entrambe in casa, sentirono la voce di Cinzia proveniente dalla strada, pronunciare “pronto” …e pensando che stesse già rincasando, si affacciarono…nulla. Una decina di giorni prima della scomparsa qualcuno telefonò a  Cinzia per offrirle un lavoro. La telefonata risultava provenire da Via Palasciano.

Una delle primissime segnalazioni dopo la scomparsa, registra la presenza di Cinzia in Via Boscariello. Nella zona vi sono numerose telecamere che non risulta siano state mai considerate

Un’altra segnalazione registra la presenza di Cinzia in Via Fieramosca. Anche qui sono state ignorate le telecamere dei negozi.

Nessuno degli inquilini del palazzo situato nelle adiacenze dei giardinetti dove Cinzia ha sostato il 22 luglio, seduta su una panchina in attesa di un amico, è stato mai interpellato.

L’uomo che, secondo una segnalazione, è stato visto con Cinzia, ha subito diverse metamorfosi nei vari racconti: da  un probabile trentenne, italiano,  con pelle scura in tshirt e jens era diventato prima un rom e poi un marocchino.

12 gennaio 2016

Quel giorno due studenti che hanno “salato” la scuola, passeggiando nei pressi del vecchio Zuccherificio scoprono che all’interno di una vecchia vasca di ferro per la decantazione, vi è un corpo in avanzato stato di decomposizione…Il corpo risulterà essere quello della povera Cinzia Marino, allontanatasi dalla sua casa sei mesi prima e scomparsa nel nulla.

Un passo indietro…

quel giorno…

22 luglio 2015…ore 15

“Quel giorno Cinzia, prima di uscire, si era preparata la cena, come al solito…Un uovo sodo e l’insalata per la sera…Aveva salutato sua madre e sua sorella ed era uscita di casa…Poco prima di uscire – ricorda sua sorella Tiziana – Cinzia aveva ricevuto una telefonata, alla quale aveva risposto in maniera concitata”…

Pochi giorni dopo la scomparsa di Cinzia, rovistando in un cassetto, Tiziana aveva trovato tra le cose di sua sorella, un angolino di foglio, strappato di recente, con su scritti due numeri di telefono…Immediatamente Tiziana consegnò i numeri al maresciallo che, dopo qualche giorno, le riferì che i numeri non erano attivi…dietro le insistenze di Tiziana aggiungerà dopo qualche giorno, che i numeri non avevano intestatario…

Tiziana provò a compilare i due numeri che risultarono semplicemente non raggiungibili…

Dopo la notizia della scomparsa di Cinzia, vi furono alcune segnalazioni nell’immediato…tra queste l’avvistamento di Cinzia sia ai giardini pubblici, che in Via Boscariello…in entrambi i luoghi, erano state installate da tempo alcune telecamere di sorveglianza che, a quanto pare nessuno ha mai considerato…lo stesso dicasi per le telecamere presenti in Via Fieramosca, strada in cui sarebbe stata segnalata la presenza di Cinzia…Una serie di singolari “omissis” ha caratterizzato la stagione del “subito dopo”…Le indagini relative ad una scomparsa, dovrebbero accelerare il corso, soprattutto nelle prime ore dopo la denuncia, per sfruttare al massimo la memoria “fresca” degli eventuali testimoni casuali…ma nel caso di Cinzia, non è stato così… altrimenti qualcuno avrebbe provveduto ad interpellare gli inquilini di quel palazzo, situato nei pressi della panchina sulla quale Cinzia, proprio il giorno della sua scomparsa, era stata a lungo seduta, in attesa di un amico…Alla nebulosa che sembra caratterizzare il panorama circostante, si aggiungono le segnalazioni confuse circa le caratteristiche dell’uomo visto quel giorno, in compagnia di Cinzia…Lo sconosciuto sui 30 anni, pelle scura…con jeans e t-shirt, divenne prima italiano, poi rom ed infine marocchino…e su questa linea proseguirà la storia di Cinzia…una storia che continua a non fare notizia…

Ottobre 2015

Verso la metà di ottobre Tiziana si reca alla stazione dei Carabinieri accompagnata da sua sorella Sara e da suo cognato…L’attendente dichiara che il maresciallo non c’è aggiungendo un incredibile frase rivolta a Tiziana: “Noi..se la troviamo viva o morta, noi …possiamo anche decidere di non dirglielo…possiamo farlo!”

La delicatezza d’insieme che ha caratterizzato la dimensione umana, in cui la storia di Cinzia è calata, non ha precedenti se non nella filosofia della strafottenza e dell’incapacità…

Il 2015 si chiude senza alcuna novità di rilievo…

Gennaio 2016

Il ritrovamento

Quel giorno due studenti….

La vasca dello zuccherificio dove è stato ritrovato il corpo di Cinzia Marino

Tiziana apprende del ritrovamento del corpo nella vasca dello zuccherificio, da un’amica…nessuno la informa sulla probabilità che quel corpo sia di sua sorella…

Tiziana viene quindi convocata in caserma a Capua, per effettuare il riconoscimento di alcuni oggetti…e là apprende del ritrovamento…  “La prima cosa che mi dissero-racconta Tiziana- fu che la donna aveva i capelli legati e varie mollette tra i capelli…ma questa era una cosa che avevo dichiarato io nella denuncia di scomparsa…e che indossava una maglietta nera con una scritta bianca…argentata…con una scritta “avoe” o  “avue”, leggins neri e scarpe grigie “Fornarina”…La prima domanda che feci riguardava la maglia…infatti ricordavo con chiarezza che la maglia indossata da mia sorella quel giorno, avevo lo scollo a “V”e poi dissi che trovavo improbabile la scritta argentata ed ancora più improbabile era la scritta “avue”…Mi risposero che lo scollo non si vedeva più…dunque non si vedeva lo scollo ma si vedeva la scritta!”

Tiziana continua il suo racconto sconvolgente, sforzandosi di essere precisa, di ricordare contenendo la violenza delle emozioni… “Mi fu detto – continua- che il colore delle mutandine indossate dalla donna era rosso con le righe bianche…ma nella foto mostratami per consentirmi di riconoscere le scarpe, intravidi una gamba che indossava i pantaloni…ed io mi chiesi il motivo per cui, se il corpo era stato ritrovato da poche ore, mi si mostrava una donna vestita e si dichiarava di conoscere il colore degli slip…Mi dissero che la donna era molto molto esile…come si fa, mi chiesi, a capire ad occhio che si tratta di un corpo esile?”…Tiziana ha l’impressione che vi sia una nota di assurda inutile cattiveria in tutto quel parlare, un castello di parole costruito sul precedente…

Qualcuno disse a Tiziana che appena ritrovato il corpo, non si comprendeva neppure se fosse maschio o femmina…e poi una ridda di particolari come se fossero stati scoperti al momento, ma che in realtà erano già registrati negli atti sottoscritti da Tiziana stessa, al momento della denuncia di scomparsa della sorella… Il medico stesso dal quale Tiziana si recò per i test le disse: “Dobbiamo accertare prima se si tratta di un maschio o di una femmina…se sia di razza caucasica o no…”

“Tra gli oggetti che mi furono mostrati-continua Tiziana- vi erano due capelli, lucidi lucidi e neri…ed il dottore rivolgendosi al brigadiere Z. che mi aveva accompagnato per i test chiese: “Se non sbaglioc’era anche qualche capello là, vero?..”ed io mi domandai di cosa stessero parlando, visto che il corpo ritrovato aveva i capelli in testa”…

Tiziana ricorda i particolari che hanno reso quei momenti una fredda controversa commedia, il cui filo conduttore sembra essere rimasto aggrovigliato nel vortice del dubbio.

“Mentre eravamo in viaggio per Caserta, ricordo di aver fornito al brigadiere che mi accompagnava un particolare che avevo, in precedenza, fornito al maresciallo G….Quando a Cinzia piaceva un  paio di scarpe e non era disponibile il suo numero arrivava persino a comprarle di un numero più grande, purché fossero quelle che l’avevano colpita…al limite indossava un paio di calzini in più. Ed un mese dopo quella circostanza mi fu riferito che molto probabilmente, la donna ritrovata nella vasca di decantazione era Cinzia, perché le avevano trovato addosso cinque paia di calzini! Più volte il maresciallo P. ha sostenuto di essere stato costretto a denudare il cadavere e che aveva dovuto farsi forza e recuperare dentro di sé, una buona dose di coraggio, per procedere in quella operazione e che egli stesso aveva dovuto asciugare quei vestiti…e che egli stesso aveva contato cinque paia di calzini per metterli ad asciugare…Ma a chi può venire in mente, nel mese di luglio, di uscire di casa con cinque paia di calzini e le scarpe da ginnastica?”

Poco tempo dopo avere effettuato il prelievo per i test, il maresciallo P. spiegò a Tiziana che i tempi per i risultati sarebbero stati  relativamente brevi mentre quelli relativi all’autopsia sarebbero stati sicuramente più lunghi…passarono sei mesi…sei mesi angoscianti senza alcuna notizia relativa a test e autopsia…Le indagini nei primi due mesi furono indirizzate alla ricerca di qualcuno che potesse essere il colpevole di quanto accaduto a Cinzia ma in seguito le indagini presero un percorso diverso: si partiva dal presupposto che Cinzia fosse viva  e si fosse allontanata da casa volontariamente…Ad ogni domanda o tentativo di domanda la risposta variava così come le percentuali relative ad una tesi o ad un’altra…Il corpo appartiene a Cinzia?, allora esiste uncolpevole….il corpo nonappartiene a Cinzia? Allora esistela possibilità che la donna si sia allontanata volontariamente da casa e sia andata chissà dove…Nessuna risposta che offrisse lettura di indagini serie e concrete, arrivò mai a confortare le attese di una famiglia devastata dal dolore e dai dubbi.

Tiziana chiede ripetutamente di conoscere l’esito delle indagini sul dna…Risposta ufficiale alla domanda “terribile”: dna?, soltanto sguardi indecifrabili e bocche cucite…e non perché custodissero chissà quali segreti!, ma soltanto perché avrebbero avuto serie difficoltà a raccontare ciò che non sapevano…

Una ripresa dall’alto dell’ex zuccherificio di Capua

Indagini su Cinzia Marino? Anno 0.

“La permanenza del corpo in quella vasca ha costituito un altro mistero…quante volte ho chiesto spiegazioni…nessuno mi ha mai risposto…qualche volta parlottavano tra loro…facevano riferimenti nebulosi…avanzavano ipotesi…6-7-8 mesi e poi di nuovo con una certezza maggiore ma apparente …6 mesi”…

L’ipotesi che Cinzia fosse stata uccisa il giorno stesso della sua scomparsa ed il suo corpo si trovasse in quello stesso posto dal primo momento, si fece strada e divenne l’ipotesi più convincente o forse la più comoda.

Un giorno il maresciallo P. ed il brigadiere Z. si recarono a  casa di Tiziana e comunicarono a lei ed alla sua mamma che a breve avrebbero avuto la risposta relativa al test del Dna…passarono i giorni ma non arrivava nulla…Tiziana sollecitò i carabinieri ed infine fu convocata in caserma…Qui venne informata che il cadavere apparteneva a Cinzia e le fu consegnato il nulla osta per la sepoltura, come “attestato esito dna”…

Scompaiono così nella nebbia l’antropologo ed il biologo che venivano citati ogni tanto ma le cui firme non comparivano sotto alcun referto, almeno…nessun referto fu mai consegnato alla famiglia…

A Tiziana venne chiesto inoltre, di non divulgare la notizia…di attendere almeno tre giorni… “Non dissi nulla ma il giorno dopo, ricevetti la telefonata di un’amica che mi dava le condoglianze… E mia madre non sapeva ancora nulla…nulla…sperava ancora” – piange Tiziana.

Il 14 marzo 2016 inspiegabilmente e al di là di ogni logica, mentre le indagini si affossavano nel buio totale, la famiglia celebrare i funerali di Cinzia Marino. Una concessione che ancora oggi lascia perplessi.

Tiziana non smette di indagare…è l’unica a farlo! Ricorda che l’agenzia di pompe funebri alla quale si era rivolta per i funerali, era la stessa che era stata incaricata di recuperare il cadavere…Tiziana si reca in azienda e chiede a qualcuno se il cadavere recuperato nello zuccherificio avesse o meno i capelli…La persona interpellata risponde a Tiziana… “Non ricordo ma mi pare di no…”

Per quale motivo il cadavere ritrovato secondo alcuni, aveva i capelli e secondo altri non li aveva?

Sul cadavere sottoposto all’autopsia erano state riscontrate fratture alla testa ed alle spalle e le unghie erano state inviate a Roma…ma dopo il 30 giugno 2016 a circa sei mesi dal ritrovamento del cadavere nella vasca, e tre mesi dopo i funerali,  alcuni organi di stampa riportano che le fratture erano state riscontrare alla testa e al bacino…Siapprende in seguito che un test era stato effettuato anche sul femore…

“Mi avevano detto che mi avrebbero mostrato sia gli abiti indossati da Cinzia sia gli accessori rinvenuti ma alla mia richiesta di visionarli mi fu risposto: “Certe cose è meglio non vederle”…se non dovevo vedere certe cose, come avrei fatto a dichiarare se appartenevano o meno a  mia sorella?”

La ripresa dall’alto effettuata con un drone il 19 agosto 2015, un mese dopo la scomparsa di Cinzia Marino  – riprende la vasca dove fu ritrovato il cadavere a gennaio 2016

Tiziana continua nel buio della solitudine le indagini ed un giorno qualcuno scopre che…

Il 19 agosto 2015, circa un mese dopo la scomparsa di Tiziana, un drone aveva ripreso l’area occupata dal vecchio zuccherificio e tra le molte immagini ve n’era una molto significativa che mostrava una vasca per la decantazione:

VUOTA

 

 

Cinzia Marino, 41 anni, si allontana dalla sua casa di Capua alle 15 del 22 luglio 2015.

Una giornata come le altre e Cinzia prima di uscire, come al solito, si è preparata la cena: un uovo sodo, come prevede la dieta ferrea alla quale si sottopone da qualche tempo e che le ha già fatto perdere molti chili. Passano le ore, i giorni e le notti…nella casa di Capua, l’attendono invano la sua mamma e sua sorella Tiziana…ma Cinzia non ritornerà mai più. Il buio profondo delle cose non dette, sembra averla ingoiata…di lei non vi sono tracce…nessuno ricorda di aver visto quella figuretta nota, che ogni giorno percorreva la stessa strada, si fermava nello stesso bar, frequentava pochi amici, sempre gli stessi…nessuno la conosce, nessuno parla, nessuno ricorda…poche parole accennate, qualche farse azzardata, un sospetto, un’illazione, un sospiro, nulla….Cinzia sembra essere scomparsa nel nulla…Le indagini partono lentamente, si arenano, ripartono tra mille ostacoli e difficoltà…Tiziana la sorella di Cinzia, non si arrende, cerca, interroga, chiede…sollecita l’attenzione dei media e soprattutto lotta affinché il caso non finisca in qualche cassetto della Procura…ma sembra essere tutto inutile…la scomparsa di Cinzia non interessa nessuno…Passano i mesi ed ogni giorno il mistero che avvolge la scomparsa di Cinzia, sembra farsi più fitto, più impenetrabile, finché un giorno, è il 12 gennaio del 2016, la notizia del ritrovamento di un cadavere, nella vasca di decantazione del vecchio zuccherificio di Capua, riaccende i riflettori sul caso Cinzia Marino.

Immediatamente si pensa che i resti possano appartenere alla giovane donna, scomparsa nel precedente mese di luglio. Ricomincia per Tiziana e la sua povera mamma, il calvario delle supposizioni, dei dubbi, delle conferme…un insieme di spettacolari contraddizioni, rendono il dramma vissuto da una famiglia, una specie di rappresentazione grottesca dell’approssimazione, messa in scena, da chi avrebbe dovuto agire con serietà e capacità ma soprattutto con umanità. I mesi scorrono e la nebbia del prima diventa il buio pesto del dopo…Tiziana non riesce ad avere notizie certe, in merito agli esiti dell’autopsia effettuata sul corpo di sua sorella e l’avvocato della famiglia,A.B., a sua volta, incontra mille ostacoli… negli uffici preposti sembra sia entrato un marziano che si produce in domande assai imbarazzanti…e l’avvocato quindi non riesce ad entrare in possesso della documentazione relativa alle indagini ed agli esami autoptici…Il caso Cinzia Marino non fa notizia ma non si tenta neppure di salvare la faccia!Siamo alla sagra del paradosso: non soltanto non si è fatto nulla e non si fa nulla, ma …addirittura ci si rizela quando qualcuno tenta di fare luce sulla vicenda… Passano i mesi e di Cinzia non si parla quasi più…Tiziana è sempre più sola ma non demorde e continua a cercare, ostacolata dalle mille reticenzeche incontra.

Talvolta però,capita che il “caso” venga in aiuto e sopperisca “de facto”, alle mancanze ingiustificate dell’autorità costituita… ed un giorno qualcuno mostra all’avvocato A.B., l’avvocato della famiglia Marino, una serie di fotografie scattate da un drone in data 19 agosto 2015. Si tratta di una panoramica dall’alto, dell’area in cui si trovano i ruderi del vecchio zuccherificio di Capua e tra le fotografie vi è anche una vasca di decantazione arrugginita…è la stessa vasca in cui il 12 gennaio 2016 era stato ritrovato il corpo di Cinzia…

Colpo di scena! La vasca che appare nella fotografia è vuota!

Tutte le ipotesi relative ai tempi, al momento presunto della morte di Cinzia, sembrano cadere o almeno confondersi con altre ipotesi…

Quando fu ritrovato il corpo della giovane, una delle ipotesi più accreditate fu quella, quasi automatica… relativa alla contemporaneità dei fatti. Si pensò infatti che Cinzia fosse stata uccisa la sera stessa della sua scomparsa e che il suo corpo fosse stato gettato nella vasca subito dopo…La fotografia della vasca vuota, circa un mese dopo la scomparsa di Cinzia, manda quindi in crisi, ogni certezza…L’avvocato A.B. si reca immediatamente in Procura, dal magistrato preposto al caso Cinzia Marino…la fotografia viene acquisita agli atti e tutto finisce lì…L’unica risposta alle richieste dell’avvocato per ottenere, come sarebbe nel suo diritto, l’accesso agli atti esistenti, è sempre e soltanto la stessa: no!

Nel firmamento stellato delle ipotesi, formulate dopo il ritrovamento del corpo di Cinzia, all’interno della vasca di decantazione, la più originale era senz’altro quella che sosteneva la possibilità che Cinzia si fosse suicidata, lasciando immaginare che la donna si fosse arrampicata sull’edificio diroccato, situato peraltro a discreta distanza dalla vasca e si fosse lanciata nel vuoto, librando eventualmente nell’aria, data la distanza tra edifico e vasca, per precipitare poi nella stessa. Nel vuoto delle indagini …tutte le parole trovavano e trovano dimora…e così è stato.

I mesi passano ed un giorno l’avvocato A.B. riceve un avviso asettico, in cui lo si invita a partecipare, con riferimento al caso Cinzia Marino, ad accertamenti tecnici “irripetibili” da effettuarsi a Roma, nella Caserma Salvo D’Acquisto ad opera dei Ris. L’invito dei Ris apre finalmente uno squarcio nella nebulosa che da mesi impedisce a chiunque di vedere, almeno una piccola luce, in fondo a quel tunnel buio e silenzioso in cui procedono faticosamente i pochissimi, gli ultimi irriducibili, interessati alla verità.  L’avvocato si reca quindi, nel giorno stabilito, nella Caserma indicata, dove riceve una gentilissima accoglienza ed una grande disponibilità da parte degli operatori. In quella sede apprende che, in sede di autopsia sul corpo di Cinzia, erano stati identificati due profili genetici femminili ed i Ris avevano avuto l’incarico di verificare se uno dei due profili appartenesse a Cinzia, come era del resto probabile. L’accertamento previsto doveva procedere all’individuazione dell’accoppiamento del Dna. Quel giorno però, uno dei tecnici incaricati era assente e quindi l’esame in programma, non poteva essere portato a compimento. I responsabili assicurano all’avvocato A.B. che avrebbero provveduto a portare a termine gli accertamenti, impegnandosi ad inviare i risultati all’Ufficio di Procura di competenza, nel caso Santa Maria Capua Vetere.

Siamo nel mese di giugno 2017

Un passo indietro

Tiziana non ha mai smesso di mettere insieme i pezzi di un mosaico che appare terribilmente difficile da completare…ogni qualvolta che si apre una finestra c’è una porta che si chiude, sbattendo violentemente…rinnegando e smontando tutto ciò che fino a qualche momento prima, sembrava il percorso giusto da imboccare, il riferimento principale di una storia, sempre più aggrovigliata…

Tra ricordi di Tiziana emergono nel tempo, piccole cose, racconti, sfumature, fatti all’apparenza senza importanza…emozioni che, messi insieme potrebbero contribuire a stendere quel canovaccio su cui imbastire finalmente la storia vera di Cinzia Marino…Ma ciò che avvicina …spesso ci allontana dalla verità…

Marzo 2016…il giorno dei funerali…al cimitero di Capua quel giorno Tiziana incontra una ragazza che le si avvicina e le dice che aveva fatto la scrutatrice assieme a Cinzia…Si riferiva alle Elezioni Regionali del 2105…in quel periodo Cinzia era impegnata nella campagna elettorale a favore di un candidato e frequentava uno di suoi comitati elettorali…

Dopo quel giorno Tiziana perde i contatti con questa ragazza di cui non ricorda il cognome…

Verso la fine dello stesso mese, in un noto supermercato di Capua, Tiziana incontra un vecchio compagno delle Scuole Medie V.G. L’uomo le si avvicina e le dice che alla fine di luglio del 2015, quindi qualche giorno dopo la scomparsa di Cinzia, le aveva inviato un messaggio…Tiziana non lo aveva letto e lo recupera soltanto dopo averne avuto notizia…Nel messaggio era riportato che V.G. aveva visto Cinzia lo stesso giorno in cui era scomparsa, verso le 15.30 – 16.00, avviarsi lungo la strada che conduce al campo Sportivo in compagnia di un altro ragazzo, figlio del titolare di un noto esercizio commerciale. V.G. riferisce il soprannome del giovane che si accompagnava a Tiziana e ricorda che con lui c’era il suo cane.

Tiziana ricorda: “Il ragazzo fu ascoltato dai carabinieri ma negò di avere incontrato Tiziana quel giorno…un testimone asserisce il contrario e quando cercai di riferirlo, affinché procedessero nelle indagini, il maresciallo P. mi disse di lasciar perdere…di non insistere, anche su consiglio del PM…il ragazzo era depresso…aveva tendenze suicide…”

Improbabile che un Pm abbia chiesto ad un carabiniere di “lasciar perdere” anche se il soggetto in questione era depresso…ma di fatti “improbabili” questa storia è piena zeppa e deborda addirittura…

Maggio-Giugno 2016

“Un giorno mi contattò telefonicamente il maresciallo P. che mi chiedeva una fotografia di Cinzia…una foto che la ritraesse   per intero…Io, naturalmente, chiedo il motivo di quella richiesta ed il maresciallo mi risponde: “Non posso spiegarti al telefono…non voglio darti false speranze…ma tu… porta la fotografia…”

Dopo il ritrovamento del corpo di mia sorella, i carabinieri avevano indagato per trovare i presunti colpevoli di un omicidio…poi hanno cominciato a parlare della possibilità che mia sorella fosse viva…da qui la richiesta della fotografia…Un mese dopo, il maresciallo mi informa che a nulla sono valsi i tentativi di ritrovare mia sorella viva…Qualche tempo dopo chiesi spiegazioni sulla richiesta della foto e mi risposero che era stato necessario chiederla perché si stava indagando sul caso di una giovane africana uccisa a Castelvolturno”…

Quando a Tiziana viene chiesto di portare la fotografia di Cinzia al Comando dei Carabinieri, lasciandole quasi intravedere la possibilità che sua sorella possa essere viva…i funerali di Cinzia sono stati celebrati da mesi…Il dolore mai sopito, si sta cementificando nel cuore di una madre che deve rassegnarsi a non vedere più sua figlia…tutta l’energia residua, lasciata da un dramma senza spiegazione alcuna, si dirige su un percorso unico, quello che deve portare alla scoperta di chi ha ucciso Cinzia…In questa realtà devastata dalle incertezze, dall’indolenza delle istituzioni e da quella indifferenza che caratterizza le storie di chi non “fa scena” sulla pubblica piazza né produce “consenso”, si innesta, improvviso, un ritorno di speranza, una beffa ritardataria, una inutile drammatica sospensione…il giorno dopo il precipizio nel dolore sarà più tremendo, l’affondare del ritorno alla verità di prima più acuto… ma “chissenefrega?”, già “chissenefrega?”

“Il 21 maggio 2016, mia madre riceve uno strano messaggio in lingua straniera- racconta Tiziana- Contatto il maresciallo P. che mi indica la risposta da inviare nella stessa lingua, l’albanese…Silenzio assoluto fino al giorno dopo, quando mia madre, riceve un messaggio in italiano: “Mi manchi tanto tanto”…Il cuore di mia madre, povera donna, per poco non cede…ovviamente pensa a Cinzia…Io contatto ancora i carabinieri…la conversazione continua ma al primo sms, i Carabinieri interrompono la comunicazione, asserendo che, secondo il loro parere, si tratta di qualcuno che ha sbagliato numero…Il numero di cellulare di mia madre è conosciuto esclusivamente da me, da mia sorella Sara e da qualche parente stretto, ma Cinzia qualche volta utilizzava il cellulare di mia madre per chiamare i suoi amici…ed il suo numero era nella rubrica del cellulare di mia sorella Cinzia…quel cellulare che mia sorella aveva con sé quando è scomparsa, quel cellulare che non si è mai più trovato…I carabinieri in quel frangente sostennero che gli sms arrivavano dall’Albania…Io ho cercato di saperne di più come al solito e qualcuno mi ha spiegato che, se si acquista una sim in Albania o in qualche altro Paese e la si porta in Italia e si chiama in Italia, il ricevente si troverà sul display un prefisso, in questo caso, albanese. L’ho riferito ai carabinieri ma anche questa volta non mi hanno ascoltato ed hanno ignorato l’episodio.”

Tiziana ricorda un altro episodio…una signora. M.D.B aveva dichiarato di avere visto Cinzia alle 22 del 26 luglio 2015 nei pressi del Parco delle Fortificazioni…mia sorella, secondo il racconto della donna era molto agitata e parlava al telefono…un telefono a conchiglia di colore grigio…Ma…Cinzia non ha mai posseduto un telefono di quel tipo…il maresciallo P. mi disse di chiedere ai nostri conoscenti se avessero prestato un simile apparecchio a Cinzia…Io inviai un sms con la richiesta a persone che conoscevo  ed uno dei nostri amici, A. che non aveva risposto alla mia richiesta, quando lo incontrai casualmente qualche tempo dopo, mi disse che aveva ricevuto il mio messaggio e che “mai e poi mai aveva regalato una cintura a Cinzia”. Aggiunse inoltre che non era in possesso di abiti o accessori femminili e quelli che erano appartenuti a sua madre ora deceduta, li aveva gettai via o regalati…Io non avevo mai parlato di cinture….”

Lo stesso uomo, A. qualche giorno prima del funerale di Cinzia, si era avvicinato a  Tiziana che stava riponendo i carrelli in un supermercato e le aveva chiesto con atteggiamento strano e riferendosi al ritrovamento di Cinzia nello zuccherificio: “E come ci è arrivata là?” Inoltre Tiziana viene a conoscenza che una signora, tale D.R., il giorno dei funerali aveva dichiarato ai giornalisti, davanti alla Chiesa, di avere visto Cinzia il giorno della scomparsa, salire a bordo di una vecchia Peugeot bianca con due stranieri. La signora raccontò che Cinzia era arrivata in Piazza dei Giudici con due ragazzine (15-16 anni) che non sarebbero salite in auto…alla domanda della signora che avrebbe chiesto dove fosse diretta Cinzia, avrebbero risposto: “Noi non andiamo con Cinzia perché dobbiamo tornare a casa”. La solerte signora ha parlato anche con i carabinieri?, o soltanto con la stampa?

 

L’avvocato A.B. si è recato in Procura a Santa Maria Capua Vetere ed ha chiesto al magistrato la copia del risultato degli esami effettuati dai Ris di Roma. Il magistrato preposto al caso ha negato gli atti e l’avvocato chiederà l’avocazione dello stesso alla Procura generale di Napoli.

 

La storia di Cinzia per adesso si ferma qui ma continuerà appena ci saranno sviluppi degni di nota.

Mistero: Nel corso della campagna elettorale delle Regionali nella primavera del 2015, Cinzia partecipò a due cene “elettorali” dalle quali fece ritorno a casa soltanto il giorno dopo…Furono soltanto quelle le occasioni in cui Cinzia restò fuori molte ore, senza avvisare…ne abbiamo parlato nelle precedenti puntate, sperando che qualcuno si facesse vivo e fornisse qualche indicazione…l’unica cosa che sappiamo: una delle cene si svolse a Casagiove e ad organizzarla fu una donna…forse la stessa che, pare, sia andata a prendere Cinzia  davanti alla sua casa e l’abbia accompagnata a quella cena…