IL SINDACO SCERIFFO METTE ALLA GOGNA MEDIATICA I CITTADINI POCO VIRTUOSI, MA ALLO STESSO TEMPO VIOLA LA PRIVACY ED IL BUONGUSTO

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Risalgono a poche ore fa le foto, comparse sul profilo facebook del sindaco di Caserta Carlo Marino, che ritraggono un operatore della ditta concessionaria del servizio alle prese con un cumulo di monnezza, e fin qui niente di male, magari il primo cittadino vuole evidenziare la solerzia dell’operatore ecologico nel raccogliere le risultanze di qualche casertano poco rispettoso del regolamento sulla raccolta differenziata, ma scorrendo la raccolta delle immagini arrivano in bella vista: fatture e documenti che riportano dati sensibili. Caspita, li ha colti sul fatto! Tronfio come l’ispettore Clouseau quando pensa di aver incastrato la Pantera Rosa, che fa il nostro eroe? Spiattella i nomi dei presunti colpevoli sui social, un genio! Già lo immagino con gli stivali e la camicia a quadroni, strizzato in un magnifico gilet di pelle, senza farsi mancare il cappello a tese larghe, il cinturone, la pistola e l’immancabile stella dorata che gli brilla sul petto. La sua figura si staglia imponente sulla città, tutti lo temono, o almeno temono lo sputtanamento sul web. Lo sputtanamento che cos’è, già Cochi e Renato cantavano – C’è lo sputtanamento olé, è così un bel momento, olé – , infatti è inutile negare che c’è un sadico piacere nello sputtanare gli errori ed i vizi privati altrui, ma almeno lo si faccia con stile, e non con arroganza e lasciatemelo passare anche un po’ di cattiveria. Sì, perché la cattiveria ti si ritorce sempre contro, è un karma che protegge i più deboli. Già, perché se si palesasse all’improvviso un prode avvocato pronto a prendere le difese degli sputtanati … embè, costui farebbe un opera meritoria, oltre a guadagnare una cospicua parcella a danno del Comune di Caserta e dei casertani. “Proprio sull’argomento il Garante della Riservatezza si è già espresso chiaramente sottolineando le strette correlazioni tra l’atto di frugare nella spazzatura altrui e la lesione della privacy. Tanto è vero che ha vietato, alle amministrazioni comunali, le verifiche indiscriminate sui sacchetti dell’immondizia volte a individuare i trasgressori delle norme sulla raccolta differenziata”.
Il Comune non può, quindi, inviare i propri ispettori a rovistare nei cassonetti per poter poi elevare multe; i controlli devono essere mirati nei confronti di soggetti specifici per i quali vi siano già indizi di violazione dei regolamenti sulla differenziata. Diversamente – in caso di controlli non selettivi, ma generalizzati – verrebbe violata la privacy della cittadinanza intera e il Comune verrebbe in possesso di informazioni riservate. Insomma pari pari quello che ha fatto il sindaco, con l’aggravante che ha utilizzato i social per colpire i “cattivi” amplificando di fatto la violazione della privacy. Ci mancherebbe altro, si usi il pugno duro con chi sporca la città o non segue i dettami del vivere civile, ma lo si faccia in maniera discreta, puntuale e continuativa, attivando servizi e soluzioni che tutelino ed educhino l’utente, e si lasci perdere gli spot ad effetto che tanto piacciono al nostro sindaco, sono comportamenti paragonabili a quelli di certi mariti che tornano a casa con un fascio di rose inaspettato, perché sicuramente hanno qualcosa da farsi perdonare … e le mogli certe cose le sanno, intanto prendono le rose, contestualmente rizzano le antenne. Perché si sa chi di sputtanamento ferisce, di sputtanamento perisce.