QUANDO IL VOTO DI SCAMBIO SI CONFONDE CON LA MARCHETTA PER UN POSTO DA SCRUTATORE

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Si avvicinano le elezioni politiche, e mentre i partiti sono in fibrillazione per stabilire le ultime candidature, in città c’è già la corsa per accaparrarsi un posto da scrutatore. La scelta di questi fortunati è affidata nientepopòdimeno che alla Commissione Elettorale, composta, manco a farlo apposta, da chi fa politica. Un controsenso grande come una casa. Un pugno nello stomaco alla democrazia e alla trasparenza. Quale figura è più in conflitto di interesse, nello scegliere chi espleterà le funzioni di scrutinio del voto, di quella del politico. Politico, che magari è anche protagonista della stessa competizione elettorale. Ma non basta, perché lo scrutatore è quasi sempre anche un votante … mia nonna avrebbe esordito “N’copp o ccuott acqua vulluta!”. Una vergogna che in molte città, se non quasi nella totalità, è stata sostituita con il sorteggio telematico, che permette di adottare i criteri di democrazia, imparzialità e legalità. Sì, perché anche di legalità si tratta. Per carità, non si vuole accusare nessuno … ma? Appunto, di ma ce ne sono parecchi, perché interpretando la legge ad uso e consumo, si vuole far intendere, che al fine di garantire che la funzione dello scrutatore sia affidata a prevalentemente o preferibilmente a individui con le capacità che gli consentano di adempiere ad un ruolo così essenziale; la commissione, per mera responsabilità civica, si riserva la facoltà di indicarne i nominativi. Embé, questa metodica poteva avere un senso nell’immediato dopoguerra, in un Italia distrutta, con una bassissima percentuale di cittadini scolarizzati e dove l’analfabetismo dilagava. Ma oggi, nell’era di internet, dove ci sono più smatphone che esseri umani, vuoi vedere che attraverso un banale sorteggio si rischia di incappare in aspiranti scrutatori che non sono in grado di evadere le “difficilissime” operazioni dello scrutinio delle schede elettorali? Attività che si riduce a qualche paginetta di “mazzarelle o cococchi” con il sottofondo di quella lenta litania che fa “Scheda uno” e il coro “uno, uno … uno”! Ma veramente vogliamo continuare a prenderci in giro? E poi, come fa, il nostro consigliere comunale tipo che diligentemente e scevro da ogni tipo di pressione, a discernere, tra i numerosi nominativi iscritti nell’elenco degli aspiranti scrutatori, chi tra questi è meritevole ed ha le qualità per ricoprire nel migliore dei modi tale incarico? Deve necessariamente affidarsi a chi gli da fiducia, a chi conosce e si affida inevitabilmente all’intuitu personae … insomma è “costretto” a “favorire” gli amici … sempre suo malgrado. Ma perché a Caserta dobbiamo continuare a sottoporre a questa violenza i poveri amministratori, mettendoli davanti al dubbio amletico che per non sottrarsi al loro duro dovere in commissione, potrebbero, purtroppo, incorrere in quelle pratiche che assomigliano molto al voto di scambio. Poveracci! Perché questo è un rischio che si corre, specie quando lo scrutatore che si sceglie magari è temporaneamente disoccupato e “tiene famiglia” … ed è inevitabile che più la famiglia è grande e più il rischio è forte. Perché il calcolo è presto fatto, 50 posti da scrutatore per 3 componenti in media a famiglia, sono uguali a 150 voti fidelizzati … puliti puliti (forse “puliti” non è l’aggettivo giusto!). Insomma, una bella ipoteca sull’elezione! Da qualche anno senza successo l’opposizione ha sollevato la questione in consiglio comunale, evidentemente con scarsi risultati. Questa volta però, il gruppo consiliare di Speranza per Caserta, ha fatto sue le numerose istanze che nascevano sui social sotto lo slogan – Sorteggiamoli Tutti – un sentimento popolare che è stato caldeggiato da molti esponenti del panorama politico cittadino. Detto fatto, Speranza per Caserta presenta una interrogazione affinché venga messa al bando questa ignobile pratica a favore di un più trasparente sorteggio. L’interrogazione, che sicuramente si trasformerà in mozione e sarà messa ai voti, ed allora, solo allora, potremo riscontrare quanta voglia di democrazia e di trasparenza alberga nel nostro consiglio comunale. Il risultato non è scontato, ma sarà cura del Bagatto pubblicizzare il voto dei singoli consiglieri su questo tema, con tanto di nome, cognome, partito di appartenenza e finanche la foto. Una sorta di operazione verità, che sarà adottata in questa evenienza così come in tante altre, in modo che la città venga a conoscenza delle scelte amministrative e politiche di ogni consigliere. Operazione Sputtanamento? Ma anche no!

Il Bagatto