CORRUZIONE ASL A CASERTA, IL COLLABORANTE ANGELO GRILLO NON CONVINCE SULLE MODALITÀ DI PAGAMENTO DELLE BUSTE E DICHIARA DI NON AVER MAI CONOSCIUTO IL GASPARIN

Angelo Grillo

CASERTA – “Non ho mai avuto rapporti con il Gasparin, non sono andato mai a cena con lui, non mi sono mai preso un caffè al bar, una volta per sollecitare alcuni pagamenti addirittura sono andati due dipendenti, ma li cacciò fuori”. Angelo Grillo dal carcere di Rebibbia non più in regime di 41 bis   oggi in aula davanti al collegio giudicante presieduto dal dottor Donatiello è stato esplicito a metà. Ha risposto alle domande che venivano eseguite dall’avvocato Dezio Ferraro difensore del dottor Gasparin, ma addirittura ha ammesso anche che lui per l’appalto del servizio di pulizie all’interno dell’ospedale di non aver dato niente al Gasparin, ma si contraddice dicendo lui mi ha chiesto 250 mila euro. Una domanda sorge spontanea.  Come faceva il Gasparin a chiedere i soldi se addirittura cacciò fuori i dipendenti di Grillo? Ed ancora se aveva chiesto quei soldi, c’è li ha consegnati è stato fatto un riscontro sui conti correnti del Gasparin, è stato trovato qualcosa che potesse avallare l’ipotesi accusatoria di Grillo nei confronti del Gasparin? Ma sembra che dopo la dichiarazione dello stesso Grillo nei confronti del Gasparin anche il pm della Dda di Napoli non ha incalzato per capire come avveniva lo scambio di denaro.  Nonostante ciò che ha dichiarato il Grillo, negli anni in esame dell’indagine addirittura proprio perché il Gasparin aveva capito che qualcosa non quadrava negli appalti delle società di Grillo aveva addirittura chiesto alla dirigenza dell’Asl una commissione dove lui non era stato neanche inserito.  Continuando nell’esame della difesa addirittura non è stato chiaro anche su come avvenivano le regalie agli imputati e in che modo i cesti di natale e le uova di Pasqua venissero consegnate con le buste di mille euro ai dipendenti.

Il processo è stato aggiornato. Il filone d’indagini riguarda Grillo Angelo, in qualità di titolare di fatto della società “ New Splash” operante nel settore delle pulizie, e di alcuni suoi fidati collaboratori, già coinvolti in altre indagini , ha consentito di accertare gravi responsabilità penali per aver ricevuto, in diverse occasioni, somme di denaro ( 5000/10.000  euro a volta) al fine di compiere atti contrari ai doveri del loro ufficio, consistiti nel garantire con preferenze e prelazioni rispetto ad altre ditte il pagamento senza ritardo delle fatture della società “ New Splash” incaricata del servizio dei presidi ospedalieri e strutture territoriali dell’ASL CE/1, in violazione dei doveri di imparzialità della PA e per non essersi opposti a due decreti ingiuntivi che consentivano alla stessa società di ottenere acconti pari a circa 850,000,00 euro, nonostante vi fosse , agli atti, un parere negativo espresso da un’apposita commissione interna.

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