OSPEDALE, COREOGRAFIE DELL’INTRAMOENIA… 

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Mario Nicola Vittorio FERRANTE

(f.n.) – E mentre la sacra Trimurti è intenta a spargere i semi della pace e del perdono sulla popolazione ospedaliera, in occasione della Santa Pasqua, noi ci dedichiamo all’intramoenia, la cui organizzazione è affidata alla dottoressa Angela Ragozzino e ne evidenziamo le difficoltà che procedono a passo di marcia, dalla inadeguatezza degli spazi, all’assenza di attrezzature idonee all’attività professionale. Infatti le visite si effettuano quasi sempre presso le unità operative di riferimento, al cui interno mancano le sale d’attesa. E caracollando attraverso i problemi che caratterizzano la futura (se…se…se)Aos, concediamoci una sosta in Urologia, dove troviamo una paziente privata, affetta da una fastidiosissima cistite…La signora, che ha pagato 100 euro, comunica al medico che deve recarsi alla toilette…bella domanda…ma siamo al padiglione F!,  e come sanno tutti gli aficionados, al padiglione F non ci sono bagni… Avviliti, cerchiamo ristoro alla nostra amarezza nel reparto di Ostetricia e Ginecologia, dove incontriamo una signora dall’evidente “stato interessante” in attesa di essere visitata privatamente dal dottore Sempronio; la signora staziona nella stessa sala d’attesa, utilizzando gli stessi spazi e le stesse attrezzature delle visite che si effettuano con impegnativa del SSN (sistema sanitario nazionale). E fin qui nulla quaestio…la barzelletta decolla nel momento in cui il dottore Tizio, che sta facendo l’ambulatorio ordinario deve sospendere per dare la precedenza al dottor Sempronio, che è in intramoenia. La stessa sceneggiatura viene adottata nel reparto di Neurologia, dove nella stanza adibita alla Neurofisiopatologia, si effettua il lavoro intramoenia, che è notevole, in coda a quello istituzionale. Un flash trapassa le nostre meningi già messe a dura prova dai dilemmi che le sconquassano…come mai la dottoressa Ragozzino si è dimessa?, e soprattutto… perché mai è stata inviata, in piena solitudine, nella vecchia direzione medica di presidio? Vuoi vedere che Santa Tetta delle Visioni, che qualche tempo fa, guidata dalle voci come Giovanna d’Arco, aveva desertificato la direzione medica di presidio, smistando il personale verso altre unità operative, è stata fulminata sulla via di Damasco e sta pensando al rientro in Ospedale di altri dirigenti, ma soprattutto alla riorganizzazione dei servizi che ha cancellato, uno a caso gli assistenti sociali? Vuoi vedere che, se la demenza senile, non ci coglie “all’intrasatta”, riusciremo anche noi a vedere la luce in fondo al tunnel? E proseguiamo con l’intramoenia…ci spostiamo negli ambulatori centrali adibiti alle visite istituzionali…per la miseria… che spettacolo futurista!,: locali fatiscenti, pareti artisticamente  decorate con muffa disposta a macchia d’olio e a spruzzo, secondo l’estro incontrollato del grande autore: il degrado… Volo radente di minuscoli corpi alati, conosciuti al volgo-paziente come insetti, accompagnati con ritmi cadenzati dallo strisciare  simultaneo dei loro cuginetti di terra, che fanno cucù dai battiscopa. L’effetto-palude è assolutamente incantevole e rispecchia ovviamente in assoluto le intenzioni dell’artista.

Ma…procediamo con gli esempi: La signora Ofelia paga 100 euro per una visita specialistica e si aspetta un trattamento a dir poco “discreto”. Nella stanza oltre al medico, ci sono le solite quattro zanzare che lo aspettano tutti in giorni, per saltargli addosso appena arriva, fare colazione e disporsi quindi ad ala di corvo, ai suoi lati…ma sono le uniche presenze poiché della infermiera che dovrebbe assisterlo, neanche l’ombra. Una paziente anziana ha bisogno di aiuto per spogliarsi e sdraiarsi sul lettino …ed assolve a queste funzioni… il medico. Finita la visita, la povera signora vorrebbe scendere dal lettino da sola, mentre il medico compila il referto, ma la scaletta è talmente “lurida” che a metterci i piedi sopra fa leggermente “senso” (e abbiamo trattato la scaletta) Il medico è seriamente   imbarazzato, si alza ed aiuta la signora a rimettersi le calze ed ancora più imbarazzato, si scusa per il “servizio”. Dobbiamo, per caso aggiungere qualcosa affinché la Triade dirigenziale non riceva proprio in faccia, lo schizzo di vergognosa realtà di cui non si “addona”? Veramente ci sarebbe qualcosina da aggiungere in finale ma…non sappiamo se…ma si! …  i bagni sono chiusi a chiave e tra il turno di mattina e quello di pomeriggio dell’intramoenia, non si effettua la sanificazione ambientale, che tradotto in termini accessibili significa: Nun lavn ‘nterra! Hasta la vista companeros!