SICILIA: L’APPELLO DI LIDIA VIVOLI VITTIMA DI TENTATO OMICIDIO

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BAGHERIA

LIDIA VIVOLI

(Palermo) – Lidia ha 46 anni e vive a Bagheria in provincia di Palermo. La sua è una di quelle storie drammatiche alle quali ognuno sembra prestare attenzione immediata ma che, al pari di altre, s potrebbero essere destinate a finire nel dimenticatoio o nelle strettoie “logiche” di una giustizia che de facto non le tutela abbastanza. “La notte tra il 24 e 25 giugno 2012 – scrive Lidia – sono stata vittima di un tentato omicidio da parte del mio ex compagno, l’uomo che mi dormiva accanto. Quando ha capito che volevo lasciarlo, ha cominciato a pugnalarmi con delle forbici, mi ha rotto in testa una padella di ghisa, ha provato a soffocarmi con i fili elettrici, mi ha rotto tre costole a pugni, insomma ha tentato di uccidermi. Per fortuna non c’è riuscito.

Ho lottato, sono stata sequestrata poi lui è stato arrestato, dopo 5 mesi è uscito, mi ha stalkerizzata per 2 anni per poi rientrare in carcere. Stava per uscire e ora è in custodia cautelare.

Ci sarà un nuovo processo dove, ovviamente, io da vittima, sarò giudicata, sarò interrogata, quasi come se ci fosse il bisogno di trovare nel mio atteggiamento la giustificazione alla violenza.

Anche per questo le donne non denunciano.
Quando una donna denuncia, l’uomo non può essere arrestato se non colto in flagranza di reato o in caso di prognosi superiore a 40 giorni. Se la donna riceve un pugno o uno schiaffo non c’è arresto. Si va a denunciare, si torna a casa e ci si ritrova a faccia a faccia con il proprio compagno. Con il rischio che ci ammazzi.

Io ho lanciato una petizione su Change.org per inserire le donne vittime di violenza nelle categorie protette ma anche per allungare il tempo a disposizione per la denuncia, perché una donna che subisce uno stupro o una violenza ha bisogno di più di 6 mesi per trovare le forza e il coraggio per denunciare e per far sua quella che è la vergogna di questo Stato maschilista.

Change.org mi sta dando una mano a non far cadere nel vuoto la voce di tutte quelle donne che subiscono violenze. Nel giorno della giornata internazionale della donna ne ho parlato in diretta Facebook direttamente nel loro ufficio. Molte di queste storie non verrebbero alla luce e non riuscirebbero a farsi ascoltare se non ci fosse uno strumento come questo.

Il mio ex ha promesso di uccidermi e io non voglio vivere nel terrore”.