40° TIFATA BOXE: SERATA IN MEMORIA DI PRISCO PERUGINO

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di Carmine Eliseo

SAN PRISCO – Domenica sera alla presenza del Vice presidente nazionale della F.I.P. Arpa, del presidente regionale, l’ex campione europeo Alfredo Raininger e del presidente del C.O.N.I. dottore Michele De Simone, si è svolto l’incontro tra Italia e Spagna, con pugili validissimi da entrambi le nazioni e che hanno visto prevalere gli italiani, quattro incontri su sei. Avvincente l’incontro tra la tunisina diciannove con nazionalità italiana della Società Tifata Boxe della città di San Prisco contro la pari quota spagnola che ha visto la vittoria di Sissi ai punti. Presente il nipote del professore Agostino Stellato, il dottor Agostino Steven Stellato, che ha dovuto abbandonare la manifestazione per problemi professionali e la sua targa è stata ritirata dal Primo Segretario Amministrativo della nascente Tifata Boxe che nell’anno 1977 vide la nascita di questa fucina di talenti agli ordini del Maestro Pulcino di Capua e successivamente affidata alle mani magiche del Maestro Giuseppe Perugino, che con Prisco e Claudio hanno conquistato titoli europei ed italiani. Oggi l’astro nascente è il figlio di Prisco Perugino, il giovane Giuseppe, che fa parte della nazionale delle Fiamme Gialle ed ha un futuro roseo, viste le sue caratteristiche che somigliano al suo papà, con la differenza che il poliziotto boxa di intelligenza e colpisce di precisione, senza affannarsi. La manifestazione si è conclusa intorno alla mezzanotte con la premiazione dei pugili da parte del sindaco dottor Domenico D’angelo, il quale ha ringraziato il gruppo dirigente della Tifata Boxe ed il suo TEAM, per l’ottima organizzazione e la professionalità degli arbitri e dei giudici di gara, insieme al medico. Un grazie allo speaker che ha saputo condurre la serata con le sue performance che hanno raggiunto il clou, quando il cantante locale, Francesco Renzi ha cantato l’inno di questa palestra storica, dedicato a Prisco Perugino e che ha fatto commuovere grandi e piccini, perché mentre questo cantante neomelodico pronunciava le parole, gli occhi di Papà Giuseppe erano rivolti al Cielo, per dire al figlio che rimani nei cuori della città di San Prisco e di tutta l’Italia.