PICCHIATA, MINACCIATA E SEQUESTRATA PER GIORNI: ARRESTATO IL MAROCCHINO HAMID MOUAOMIYA

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SAN NICOLA LA STRADA – Minacce, percosse, sequestro di persona: queste le gravi accuse a carico di un marocchino ai danni di una donna. Oggi, al termine di una indagine coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, i Carabinieri della Stazione di San Nicola la Strada (CE) hanno dato esecuzione all’ordinanza di applicazione della misura cautelare in carcere, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, su richiesta della Procura della Repubblica Sammaritana, nei confronti di HAMID Mouaomiya, nato in Marocco l’I gennaio 1978 e detenuto presso la casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere. A carico di HAMID Mouaomiya risulta raccolto un grave compendio indiziario per il reato di sequestro di persona aggravata, lesioni personali e minacce aggravate.
L’indagine, espletata dal 2 marzo al 29 maggio 2018, ha permesso di appurare che la vittima, dopo aver conosciuto e intrattenuto una relazione sentimentale con l’indagato veniva ospitata dallo stesso in un’abitazione in disuso, occupata abusivamente da tempo da Hamid Mouaomiya, di proprietà della Curia Vescovile di Caserta sita a San Nicola la Strada in via Santa Croce, vicolo Cavour.
Dopo un primo periodo di pacifica convivenza HAMID Mouaomiya mutava atteggiamento nei confronti della parte offesa, diventando nei suoi confronti minaccioso e violento, percuotendola con pugni e calci in più occasioni, così provocandole lesioni personali.
Le violenze venivano ripetute per alcuni giorni durante i quali l’Hamid, per evitare che la denunciante potesse uscire di casa per chiedere aiuto e farsi accompagnare in ospedale, distruggeva il cellulare e bloccava la porta di ingresso con una sbarra in ferro, rinchiudendola in casa per alcuni giorni.
La vittima, approfittando del fatto che l’Hamid si era addormentato, riusciva a sbloccare la porta di ingresso e a scappare per chiedere aiuto e le cure mediche necessarie.
Le indagini sono partite dalla denuncia della persona offesa e si sono arricchite di ulteriori elementi di conferma, costituiti da altre fonti dichiarative, nonché degli esiti del sopralluogo effettuato dalla polizia giudiziaria presso l’abitazione teatro del sequestro di persona.