CASAL DI PRINCIPE, “TEATRO DELLA LEGALITÀ”: IL CONGRESSO FILLEA CGIL

CASAL DI PRINCIPE – Il Segretario Generale Vincenzo Maio, annuncia il VII° congresso Provinciale del sindacato FILLEA CGIL CE, per il 10 Ottobre, presso il “Teatro della Legalità” in Casal di Principe. Un percorso democratico inserito nel percorso congressuale della CGIL che chiuderà la tornata congressuale a Bari con il XVIII° Congresso Nazionale.

Una fase congressuale avuta inizio il 5 luglio scorso che ha visto, nelle decine e decine di assemblee, partecipare, tra cantieri edili e stabilimenti, circa 2.000 lavoratori. “IL LAVORO È”. È la parola d’ordine del congresso confederale e “Fabbrica X Fabbrica – Cantiere X Cantiere” quello adottato dalla categoria con l’ulteriore incipit del “Uguale Diritto – Uguale Contratto” oltre a “A uguale lavoro – Uguale Salario”.
La scelta di tenere il congresso della Fillea CGIL di Caserta a Casal di Principe è frutto di una precisa scelta politica, di messaggio diretto al territorio e alle dinamiche deleterie di questa terra: la Camorra.
Il 25 giugno scorso, la FILLEA CGIL, unitamente alla Filca, alla Feneal e al Sindaco di Casa di Principe Renato Natale, ha sottoscritto un protocollo di legalità rivolto al maggiore controllo e monitoraggio delle procedure di assegnazione nonché di esecuzione delle opere pubbliche e private ricadenti sul territorio comunale.
Il VII° congresso sarà preceduto dal ricordo di un delegato della FILLEA CGIL, Tammaro Cirillo, morto, ucciso, a seguito di un agguato intimidatorio proprio ad opera della camorra. Prenderanno parte il Segretario Generale della Fillea CGIL Nazionale Alessandro Genovesi, oltre al segretario generale della Fillea CGIL Regionale Giovanni Sannino, la segretaria generale della CGIL di Caserta Camilla Bernabei. Ospiti particolari saranno il segretario generale del sindacato
delle costruzioni romene FGS Familia, Gheorghe Balaceanu e il Presidente dello stesso sindacato Ramona Valeceanu.
Il settore delle costruzioni in “Terra di Lavoro” vive un forte rallentamento sia in termini di occupati che in finanziamenti e ancor di più per le opere da realizzare. Le ultime per pubbliche di rilevante importanza risalgono ormai a oltre 20 anni fa. E solo oggi con la riqualificazione del Litorale Domitio, la ferrovia Napoli/Bari, che interesserà i comuni di Cancello e Maddaloni, sembra affacciarsi un timido raggio di luce. Dal 2009 ad oggi, con eccezione della piccola finestra di ripresa accennata tra marzo 2015 e aprile 2016, il settore dell’edilizia ha perso circa 5.000 addetti registrati in Cassa Edile, circa il 50% in meno di forza lavoro regolare. Le aziende regolarmente iscritte sono passate dalle 2.125 del 2009 alle 1.495 al 31 marzo 2018. Un moria di aziende si potrebbe dire, proprio a conferma dei tanti posti di lavoro in meno. Sul piano economico finanziario le cose stanno ancora peggio. Solo nell’ultimo anno si registrano circa 800.000 ore di lavoro in meno con relativi 4,0 milioni di euro di salario perso.
Mancano le opere pubbliche primarie e di grande importanza e il sistema di impresa lascia molto a desiderare. A Caserta per l’anno 2017, su 13.550 aziende complessivamente iscritte alla sezione costruzioni in camera di commercio, circa 12.000 sono le aziende attive, di queste la Cassa Edile di Caserta ne registra poco più di 2.000 al 30 settembre 2017. Circa 8.000 aziende che sfuggono a qualsiasi regolarità. Basterebbe un solo lavoratore per azienda e avremmo già 8.000 lavoratori in nero. Oltre ai numeri così ballerini ed evanescenti, da istituto a istituto, il sistema di impresa casertano è affetto dal classico fenomeno del “nanismo aziendale”, infatti, nel settore delle costruzioni, ben il 97% delle aziende ha una dimensione al di sotto dei 15 dipendenti e solo lo 0,2% quelle al di sopra di 50 unità. Sul piano della solidità economica, nonostante si usa dire piccolo è bello, le condizione economiche del sistema imprenditoriale locale è molto precario. Nelle tabelle di valutazione finanziaria, il rating per intenderci, l’80% delle imprese casertane sono classificate di livello “B” ovvero di vulnerabilità economica e finanziaria e l’altro 20% di livello “CC” e “D” di rischio elevato.
Basterebbero questi dati per aprire riflessioni infinite del perché il settore è così povero, l’evasione, fiscale e contributivo, è il vero mercato del lavoro in “Terra di Lavoro”. Sono diminuiti i morti sul lavoro, ma non gli infortuni e molti incidenti sfuggono alla statistica proprio per la mancanza della regolarità occupazionale. Dove sta lo Stato? Dove stanno le Istituzioni? A stilare statistiche e fare conti anziché aggredire il territorio alla ricerca del lavoro nero? La condizione sociale è molto instabile, precarie, quasi al limite del collasso. Bisogna tenere nel perimetro della democrazia questi padri di famiglia che hanno bisogno di lavoro. Bisogna rilanciare il ruolo delle istituzioni sul territorio. Pulire il tessuto economico provinciale dalla presenza di malaffare, malavita e malcostume. La FILLEA CGIL, con la segreteria uscente, da oltre due anni sta setacciando metro per metro il territorio casertano, entrando in ogni piccolo cantiere, denunciando e regolarizzando i lavoratori non in regola. Da qui la necessità di un Protocollo di Intesa con i comuni. Abbiamo iniziato da Casal di Principe quale luogo simbolo di presenze anti democratiche e anti Stato e lo riproporremo a tutti i comuni della provincia. C’è bisogno che tutti facciano la propria parte: Istituzioni, rappresentanti politici, troppo distratti a tutelare interessi collettivi e molto inclini a quelli privati, forza dell’ordine, sindacati e associazioni democratiche.
La Vertenza Cave, la vicenda Policinico, le difficoltà dell’Interporto, la riqualificazione urbana e quella del litorale Domitio, la viabilità, le zone interne con la messa in sicurezza del territorio, l’edilizia pubblica residenziale, sanitaria, scolastica, sono tanti i filoni di intervento che necessitano di risorse e di attenzione.
Sicurezza sul lavoro, applicazione del contratto prevalente, in questo caso quello sottoscritto il 18 luglio scorso con ANCE e Cooperative, politiche di sviluppo, attività di controllo sul territorio da parte degli organismi di stato e dei nostri enti Bilaterali, oltre che al lavoro quotidiano del sindacato, devono trovare luogo di incontro in tavolo e sede istituzionale che la Prefettura può e deve coadiuvare.
Forse è proprio la Prefettura l’anello debole di questo territorio. In due anni di presenza di questa segreteria, si è avuto l’impressione che fosse più semplice essere ricevuti dal Capo del Governo o dello Stato che dall’usciere della Prefettura di Caserta. Procedure farraginose e burocratiche al limite della decenza, impegni assunti e mai rispettati, una rappresentazione dell’evanescente sempre presente. Non verranno da fuori a risolvere i nostri problemi, ma da valorosi abitanti di questo territorio, una volta conosciuta come “Terra di lavoro” e famosa in tutta Europa grazie a un’eccellente produzione di beni alimentari e non, come gli ortaggi e la frutta, i salumi, i latticini, su cui troneggiava la mozzarella di bufala, ma anche il vino, l’olio, e poi la seta e il lino, bisogna riprendersi quel simbolo distintivo di territorio laborioso e felice. Il merito, allora, oltre alla fertilità del terreno, era attribuito proprio alla caparbietà e alla duttilità dei cittadini di questo territorio. L’essere allo stesso tempo contadini, filosofi e guerrieri, capaci di forgiare metalli con capacità sopraffine e ingegno multiforme, è scritto lì nella Storia, quella che da millenni corre sulla via Appia, veicolo di culture e conquiste.
Se la Feltrinelli ci ha trattato male, gli abitanti di questo territorio devono sentire la voglia di riscatto, l’orgoglio di riappropriarsi del proprio futuro, di ritornare a “Terra di Lavoro”.

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