ASL, LA DIREZIONE FA E DISFA E POI… CHIEDE PARERI

ASL Asl V Se il Consigliere regionale Francesco Borrelli con la sua interrogazione voleva conferma circa i gravi danni erariali provocati dalla Dirigenza dell’Asl, l’ha ottenuta dalla stessa Asl che risponde ai quesiti posti… Riguardo la mancata conclusione della procedura concorsuale di cui all’avviso pubblico per il conferimento di incarichi quinquennali di direttore di struttura complessa, per varie Unità Operative Complesse dell’Asl di Caserta, si parla di ben 2 ricorsi avverso detta procedura per i Dirigenti di Chirurgia degli ospedali di Sessa Aurunca e di Piedimonte; tale motivazione avrebbe indotto l’Asl, come se il bando del concorso fosse stato scritto in Nuova ZElanda e trasmesso con l’alfabeto Morse a chiedere parere “pro veritate” ad avvocato causando una lunga “vacatio” nella Dirigenza effettiva dei due reparti (primo danno d’immagine, credibilità primo danno erariale per l’Azienda, d’altronde il parere non lo si poteva pretendere dal Dirigente del Servizio legale dell’Asl perché non è un avvocato ma un sociologo. Il parere “pro veritate” richiesto allo Studio Abbamonte è costato alle casse dell’Asl di Caserta e quindi ai cittadini qualche bel migliaio di Euro e siamo al secondo danno erariale. L’avvocato Abbamonte, in effetti, rilevava”vizi nella procedura dell’Avviso” e quindi siamo al terzo danno erariale, produttività, rallentamento della macchina amministrativa, carta, fotocopie, toner e personale distolto da miglior cause per la negligenza, incapacità, dissennatezza e/o ignoranza dei dirigenti preposti alla redazione degli Avvisi Pubblici. Tra l’altro è appena il caso di evidenziare che la stessa procedura era stata adottata per altri due concorsi che hanno avuto uno svolgimento regolare, seguito dalle regolari nomine per i direttori delle Uoc di Medicina Trasfusionale e Ortopedia…Poiché la vicenda sta diventando una vera e propria prova di forza… che con la coerenza, il merito e la giustizia non ha nulla da dividere, ci chiediamo quale altro stratosferico stratagemma si metterà in campo per danneggiare qualcuno e favorire qualcun altro? Ma…in tutto questo i danni dell’inefficienza e dei ritardi chi li paga?E le parcelle dello studio Abbamonte?, e i danni di immagine e non solo, per la “vacatio” prolungata di figure importanti come due primari di Chirurgia?

Comments

  1. Stefania ha detto:

    Gentile redazione perchè non vi interessate, giornalisticamente parlando pure dei dipendenti che non fanno i compiti della qualifica di assunzione?
    È notizia che il 12% dei dipendenti della sanità pubblica (media nazionale) rientra nei c.d. lavoratori a “Ridotta Attività Lavorativa” per limitazione alla movimentazione dei carichi – circa la metà di tutte le riduzioni – oppure per esenzioni dal turno notturno o da particolari attività tipiche del servizio di degenza ospedaliera.
    A dare la notizia il quotidiano Repubblica, che cita come fonte uno studio Cergas-Bocconi, titolando: “L’Italia degli imboscati. Inabilità al lavoro e permessi, ecco tutte le carte.
    Che i fannulloni esistano è inutile negarlo e che questi abbiano vita facile nel pubblico impiego rispetto al privato non è la scoperta del secolo. Bisognerebbe chiedersi a chi giova scaricare le responsabilità sui singoli, che spesso diventano pedine di un sistema malato di inefficienza.
    I fannulloni e gli imboscati danneggiano in primis i colleghi, che spesso devono sovraccaricarsi nelle corsie delle attività dei primi, i quali comunque occupano posti in pianta organica. I dipendenti pubblici onesti, la stragrande maggioranza, vivono tutti i giorni questa ingiustizia, impotenti e talvolta rassegnati si adeguano considerando che, comunque, i fannulloni rimangono anche impuniti oltre che favoriti. Domanda allora : Come mai con tutta la sofferenza in organico di medici e infermieri troviamo un gran numero degli stessi nelle direzioni sanitarie degli ospedali a fare lavori d’ufficio e non quello di cui sono stati assunti e stipendiati ?? Saremmo curiosi di sapere quanti di queste figure sanitarie lavorano anche presso il palazzo di via unità italiana. Perche non si incomincia a far fare ad ogn’uno il proprio mestiere per il quale è stato assunto ed è pagato? Grazie dell’attenzione.

    1. Francesca Nardi ha detto:

      Grazie per l’attenzione. Lo scansafatiche di professione, l’imboscato per indole ed il menefreghista che crea difficolta’ al collega, sono il prodotto di anni ed anni trascorsi nella, quasi totale, assenza di regole, di dignita’ e di rispetto, al servizio del politico di turno e dirigendo il traffico dei raccomandati indipendentemente dal merito e a tutti i livelli. Noi cerchiamo tra mille difficolta’ e nuotando nell’oceano dell’omerta’, le famose falle nella ciglia… Per evidenziare e re delle pubbliche nella speranza che quel rigore che profetizza De Luca riguardi anche il nostro sistema sanitario locale. Grazie

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