ARCHIVIO DI STATO: I NOSTRI PARLAMENTARI BATTANO UN COLPO…SE CE LA FANNO

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di Costantino Beltrami

Anna Maria Buzzi, sorella di Salvatore Buzzi, co-protagonista dell’inchiesta di mafia capitale, è il nuovo direttore generale archivi. Un curriculum da burocrate di ferro, che francamente poco a che vedere con la cultura e la valorizzazione del patrimonio archivistico, poco conta l’aver superato un concorso da archivista nel lontano 1998. La Buzzi aveva consolidato il suo potere all’interno del Mibact con Franceschini con un incarico alla direzione generale valorizzazione. Solo l’inchiesta di mafia capitale, che l’ha sfiorata, ha bloccato la sua nomina alla direzione generale dei musei. Ora è vero che le responsabilità penali sono personali e che il fatto di avere “quel fratello” non implica di per sé che la sorella Buzzi abbia lo stesso “profilo” del fratello Carmine, ma siccome parliamo di Archivi e in particolare dell’Archivio di Stato di Caserta, sentiamo puzza di bruciato a distanza di km. Era il 5 novembre 2018, 10 giorno dopo che l’ex DGA aveva distrutto l’Archivio di Stato di Caserta, lasciando la sua nefasta eredità a Raffaele Traettino, quando il Ministro Alberto Bonisoli, con nota 26982 chiedeva alla direzione generale organizzazione, di avviare l’’interpello per la posizione di direttore generale archivi. Perché il Ministro chiede di trovare il sostituto di Famiglietti prima della scadenza del mandato? Forse perché Famiglietti doveva mettere mano a Napoli, passando alla direzione generale paesaggio, o perché visto quello che Famiglietti ha combinato con l’Archivio di Stato di Caserta, i morti all’Archivio di Arezzo, le denunce in Procura degli eredi Famiglia Vasari, aveva fretta di lasciare la DGA, o perché doveva liberare la poltrona per la Buzzi? Se tanto ci dà tanto chi ci troveremo sulla poltrona di direttore della Reggia il cugino di Riina? ma torniamo all’ Archivio di Stato, un servizio pubblico che a Caserta non esiste più. Il disinvolto direttore Raffaele Trettino, deve spiegare come pensa di convincere la proprietaria dei locali di Via Bersaglieri, sede provvisoria dal 1972, a poter entrare nel cortile per far caricare i documenti da portare a Pastorano, deve spiegare quando riporterà i libri della biblioteca a Caserta, quando saranno consultabili i documenti. Deve pure spiegare perché i lavori in Emiciclo sono bloccati, perché non si trova una soluzione definitiva a questa scandalosa vicenda dicendo all’opinione pubblica la verità.  Qualche giorno fa, abbiamo pubblicato le foto del pannello, accuratamente nascosto dietro le sbarre del cancello della Flora, di un cartellone con i dati dell’impresa romana, dei progettisti dei lavori per allestimento di una sala studio provvisoria per l’Archivio di Stato, importo 250.000, negli spazi ex aeronautica, sede assegnata per legge, cioè un optional per il Mibac, all’Archivio. Sentiamo puzza di bruciato: la Buzzi era già all’opera prima di avere l’incarico? Coincidenza? Perché tenere tutto nascosto?  Dopo aver sperperato 30milioni di euro si continua a regalare soldi?  Questa storia ci piace sempre meno. Il silenzio del M5S è assordante: a Caserta e a Roma. Cominciamo a credere che il Ministro Bonisoli conti come il due di coppe e che i parlamentari casertani meno ancora. Ci vorrebbe la dignità di dire agli elettori –  scusate non è cosa per noi-! Sarebbe molto più onorevole del calarsi vergognosamente le braghe di fronte al sistema che dicevano di voler contrastare. Cara dottoressa Buzzi, la invitiamo a Caserta, ci smentisca, ci dica che lei opera con zelo e norme alla mano e risolva la vergogna dell’Archivio di Stato di Caserta. Preferiremmo mille volte dire che nelle istituzioni si trovano persone giuste, piuttosto che dire con grande amarezza che la politica oggi è tutta uguale e che a Roma, a Caserta e ovunque comandano “i Buzzi” di turno. Franceschini – Bonisoli? Trova la differenza. Chi comanda al Mibac?