GIORNATA DELLA MEMORIA, PER NON DIMENTICARE LA STORIA NEL SEGNO DELLA SOLIDARIETA’ SIGLATA AIFO

(GL) CASAGIOVE – “Tutti coloro che dimenticano il loro passato, sono condannati a riviverlo”. Parole che appartengono a Primo Levi, e che ritornano quanto mai veritiere in un periodo storico in cui si rischia di rinvigorire il sentimento di odio tra gli uomini e imbastire nuove assurde convinzioni sul valore della razza.

Ricorrono oggi le celebrazioni della Giornata della Memoria, un anniversario significativo che la città di Casagiove ha voluto vivere nella sua totalità, coinvolgendo in un’unica azione corale i rappresentanti di tutte le istituzioni cittadine. Autorità religiose, politiche e scolastiche insieme ai referenti del mondo associazionistico, infatti, venerdì u.s. hanno innalzato un unico canto di speranza lasciando che i bambini e i ragazzi fossero partecipanti attivi e portatori di un messaggio profondo. Conoscere la storia è un dovere, e riuscire a far trasparire il valore supremo delle esperienze del passato, come monito per non ritornare a commettere gli stessi errori, è stato il seme importante che si è impresso nella memoria dei piccoli cittadini. La mattinata celebrativa si è aperta negli spazi ospitali della scuola Pascoli, diretta dalla dr.ssa Teresa Luongo, in cui gli allievi della scuola elementare “E. De Filippo” (5A e 5B), seguiti dalle loro insegnanti Giovanna Lanni e Francesca Cuomo, hanno portato in scena una rappresentazione suggestiva, in cui musica e danza si sono fuse per una performance coreografica di grande valore sociale. Di taglio diverso ed eterogeneo è stato il contributo degli alunni delle classi medie all’ultimo anno del corso di studi, che hanno saputo accentuare gli aspetti più tragici ed impressionanti della Shoah incentrando la loro attenzione sulle condizioni di vita nei lager, sul dolore di chi lo ha vissuto (Primo Levi, Elisa Springer), sulle torture subite da disabili e omosessuali, sulle storie agghiaccianti dei bambini, come quella del piccolo Sergio De Simone, sulle sperimentazioni e su tutta la follia nazista e neo nazionalista. Dinanzi ad una platea composta dal sindaco Roberto Corsale, dagli assessori Pietro Nardi e Gennaro Caiazza, da don Lorenzo Maggetto (parrocchia di Santa Croce), da don John (parrocchia Santa Maria della Vittoria), dalla prof.ssa Antonietta Santonastaso, da Adele Di Gioia per l’A.N.I.E.P., dall’avvocato Giancarlo L’Arco e da una folta delegazione di rappresentanti di diverse associazioni, come Aifo e Libera, la giornata della Memoria si è rivelata un vero momento di crescita comunitaria e un’esperienza di collaborazione, che si è concretizzata nella realizzazione di una piccola mostra espositiva sui sistemi e metodi di educazione infantile applicati durante il periodo nazifascista e sull’assoggettamento al regime dei mezzi di comunicazione di massa, curata dalla docente Savina Gravante con l’aiuto dei suoi allievi. Una giornata intensa che ha avuto come ospite d’onore a Casagiove la Dr.ssa Ilaria di Nunzio, capoprogetto AIFO in Guinea Bissau, che ha incorniciato con la sua presenza il valore dell’esperienza come strumento educativo. Ilaria, in un mini tour de force sul suolo casagiovese, ha lasciato un segno importante intervenendo non solo alla scuola media Pascoli, ma anche presso la sede del Comune in Sala Consiliare dove è stata accolta dal sindaco Corsale, dalla vice sindaca Lucia Carla Savignano, dal prof. Giuseppe Vozza, esponente del Gruppo Scout, da una composizione di cittadini attivi del territorio e dai piccoli allievi del plesso Rodari, accompagnati dall’insegante Anna Altavilla. L’ultimo appuntamento siglato AIFO si è concluso di sera all’interno della Chiesa di San Michele Arcangelo in cui Ilaria di Nunzio è entrata in perfetta sintonia con il messaggio evangelico di don Stefano Giaquinto. 

“In Guinea Bissau – ha evidenziato Ilaria – sopravvivono vecchi retaggi come i matrimoni combinati e precoci, in aggiunta alla carenza di risorse economiche e all’impossibilità di avere una giustizia assicurata. La scuola non è ancora garantita e ancor peggio per le bambine…destinate ad una vita domestica”. Ilaria di Nunzio ha affrontato anche un tema toccante e importante, ossia quello dell’immigrazione di ritorno sottolinenando l’inadeguatezza dell’informazione che giunge in Occidente. “Non sempre partire per un giovane dell’Africa sub sahariana è una scelta, anzi… spesso la famiglia decide per lui – asserisce Ilaria – tentando la via di fuga e investendo ogni avere alla ricerca di un’altra vita. Ma talvolta capita che i ragazzi per paura tornano indietro mettendo in pericolo la loro stessa vita e, quando riescono ad affrontare il deserto, spesso subiscono il rifiuto della famiglia per il fallimento raggiunto”.  AIFO è presente con progetti di integrazione e di accoglienza, per promuovere lo sviluppo locale e assicurare una dignità economica e sociale alle donne, ai disabili e ai minori seguendo il concept di inclusione e aprendo una strada alla partecipazione, filosofia che ha distinto AIFO a partire dagli anni ‘60 grazie all’esempio del suo fondatore, il filantropo francese Raul Fallereau.

Oggi i volontari AIFO di Casagiove, coadiuvati dal Gruppo Scout capeggiato dall’Ing. Giuseppe Vozza,  hanno inaugurato una giornata di solidarietà con un banchetto speciale dove sono stati messi in vendita i prodotti (miele e riso) provenienti dalla Guinea Bissau e il cui ricavato sarà devoluto interamente ai progetti in corso. Per non dimenticare spesso è uno slogan, ma a Casagiove la Giornata della Memoria in concomitanza alla Giornata per i Malati di Lebbra ha tracciato un solco di grande civiltà che ha trovato forza nel pensiero della preside Luongo: “I nostri giovani hanno affrontato tematiche di un valore elevatissimo, forti e difficilissime da comprendere… La scuola oggi ha avviato un percorso molto importante”. E non possiamo che essere d’accordo.

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