OSPEDALE, TROVATI DUE “SCARRAFONI”, UNO NELLE MELE E L’ALTRO “VIRTUALE”…

(f.n.) – Nei nostri sogni proibiti continua ad esserci quello che… un bel giorno gli organi competenti possano dare un’occhiata alla messe di originalità amministrative, firmate e rese esecutive nella certezza della totale immunità dei firmatari. Oggi chiediamo umilmente scusa per l’errore commesso nella fretta di offrire al popolo un’informazione rapida e puntuale…Gli “scarrafoni” trovati all’interno dell’Ospedale di Caserta erano due…uno proteico ed uno amministrativo…Il primo troneggiava nel piatto delle mele cotte di un paziente, del reparto di Chirurgia Generale ed Oncologica ed il secondo prendeva corpo e sostanza nella delibera 128 del 7 febbraio u.s.  Sul primo scarrafone, considerato alimento altamente proteico, da ieri è in corso una tavola rotonda presieduta dal dottor Ferdinando Salzano De Luna, primario del reparto di Chirurgia al cui interno è stato rinvenuto il corpo del reato alimentare. Sull’argomento verrà probabilmente aperto un fascicolo dalla solerte direttrice sanitaria, sempre così attenta all’igiene e al pericolo di infezioni sempre in agguato, ma soprattutto così vigile nei confronti del servizio, dell’assistenza e della disciplina, laddove queste pinzillacchere non abbiano a turbare i pasti che si consumano nella palazzina infondo al parco….La dieta prevista per il paziente in oggetto, non contemplava le proteine animali e su questo particolare il dottor Salzano, pare si sia particolarmente “impuntato” ed abbia chiesto giustamente conto alla caposala che a sua volta aveva dimenticato di registrare la variazione alimentare,  in quanto particolarmente assorbita dalle problematiche sindacali in corso. La domanda sorge spontanea: i due Dec Gargiulo e Parrillo cosa controllano, di grazia?, e quanto tempo impiegheranno i nostri amici questa volta a dichiarare, mano in petto sul cuore battente: sabotaggio!, sabotaggio!, se l’hanno detto davanti all’evidenza di una foto con il topo troneggiante nella toilette della Ginecologia, figuriamoci! E passiamo allo “scarrafone” amministrativo…altro campione proteico…massa grassa e bisunta esclusa da tutte le diete oneste…Con la delibera 128 il manager dell’Aorn di Caserta, struttura di tipo svedese, ha nominato il dottor Vincenzo Andreone, già dirigente medico del reparto di Neurologia del Cardarelli di Napoli,  direttore della UOC di Neurologia. Per quel che ci riguarda il dottor Andreone potrebbe essere persino la reincarnazione di Jean Martin Charcot, ma l’entusiasmante rivelazione, non cambierebbe di un solo millimetro, il metodo “originale” che si è ritenuto di adottare a monte e che doveva portare all’attuale risultato. Il direttore sanitario presiede “per legge” le commissioni esaminatrici dei concorsi per nomine primariali ma, in questo caso la direttrice sanitaria, ha ritenuto di cedere il suo posto al primario della Uoc di Nurologia del Cardarelli, professor Ciro Florio. Il fortunato candidato ed oggi altrettanto fortunato vincitore, partecipa ad un concorso in cui la commissione esaminatrice è presieduta dal suo primario. Bene …Chiediamo alle autorità competenti di intervenire e chiedere conto, di questa ennesima tracotante dimostrazione di potere che si rivela immune da qualsiasi freno inibitorio che abbia origine in un residuato barlume di pudore…Ma che vergogna! Ma che vergogna!

Comments

  1. michele ha detto:

    Sono stato un utente/paziente dell’azienda ospedaliera alcuni giorni fa….e volevo dirle cara signora Nardi che il cibo arriva nei vari reparti ermeticamente chiuso con etichetta che ne descrive il contenuto. Quindi né i primari né i coordinatori sono coinvolti nel controllo del cibo destinati ai pazienti. Per gentilezza controlli le sue fonti prima di pubblicare qualsiasi cosa.

    1. Francesca Nardi ha detto:

      Gentile signore, so perfettamente che i primari ed i coordinatori non hanno responsabilità…le sembra che abbia accusato qualcuno?, lei sa come me che lo scarrafone c’era e può anche darsi che ce l’abbiano messo…chissà!

    2. Carmela ha detto:

      Egregio Sig michele di certo lo scarafaggio non c’è la messo il paziente. La direzione ha le foto. Ha maggior ragione se la vaschetta è sigillata vuol dire che li scarafaggio è entrato in cucina al momento della cottura o della preparazione. Bisogna controllare se era cotto o crudo. Comunque sempre schifo fa.

  2. Luigi ha detto:

    Volete sapere come finirà? Con nulla di fatto perché basta che le carte stanno a posto. E come diceva Totò :e io pago!

  3. Angela ha detto:

    La domanda è d’obbligo: ma ferrante ha aperto una indagine interna per capire provenienza dello scarrafone? Sabotaggio o sozzimma? I due dec sono stati consultati? Verificati i verbali di ispezione e conformità delle procedure haccp?non dimentichiamoci che c’è ancora un inchiesta in corso sugli appalti ospedalieri. Ferrante si è chiamato il direttore del servizio ristorazione? La dietista aveva controllato la qualità del vitto e la congruità proteica? Consiglio di disciplina per tutti a partire dalla caposala e poi sanzione alla ditta. E così vediamo se lavorano meglio

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