SE MI RILASSO COLLASSO

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Io quando qualcuno pronuncia la parola «benessere» mi sento subito male, e mai sarei andato in una Spa. Ci sono finito convinto da alcuni miei amici perché «così ti rilassi». Mai fidarsi dei consigli degli amici. Essendone uscito vivo ho deciso di scrivere questo “memoriale” sulla Spa in cui sono capitato che, per non fare il nome, chiamerò Auschwitz. In questa Auschwitz legalizzata appena sono arrivato in camera ho trovato accappatoio e infradito, di svariate misure, meno della mia, quindi già il primo giramento di palle. Ho chiamato subito l’addetta alla reception, nulla da fare, la misura è standard. Dunque mi sono ritrovato in giro per la Spa con gli altri deportati indossando l’accappatoio di uno gnomo. Perfino nella vera Auschwitz le tute erano su misura. Giunto al «Centro Benessere» ho avuto un brivido di ansia quando sull’accappatoio mi hanno attaccato un cartellino con il mio nome, Giuseppe…chissà perché non me l’hanno tatuato sul braccio, penso adesso. Mai fidarsi delle foto che trovate sul sito internet della Spa. In questa Auschwitz per esempio c’erano foto di splendide ragazze nella bellissima piscina termale, e la piscina era identica alla gallery del sito web, ma molto più piccola e soprattutto piena di ciccioni orrendi ai quali dovrebbe essere vietato l’accesso, andassero a fanculo nelle cliniche dimagranti. Fossero stati Ferrara o Platinette avrei potuto farci pure due chiacchiere, invece potevano fare giusto le comparse in un film dei Vanzina o Checco Zalone. Prima di entrare nella piscina dei ciccioni mi hanno messo in fila indiana per bagnarmi i piedi in una vaschetta antimicotica, la quale secondo me ha esattamente la funzione contraria, ci si prendono i funghi di tutti. Che schifo. Tuttavia pensandoci ora questa è la parte migliore, il peggio sono le saune. Educatissime ragazze sadiche informano del programma: sauna con il sale, sauna con le erbe, bagno turco, hammam, tutto un alternarsi di caldo e freddo, freddo e caldo, una vera tortura mai venuta in mente neppure ai nazisti…quelli veri. Dicono che fa bene, faranno bene sì, ma per morire prima, infatti ti fanno compilare un modulo che se ci muori è colpa tua. È tutta una retorica scema sulla natura, schifosissime tisane naturali incolori e senza sapori, una puzza di essenze naturali sparate ovunque… e comunque ditemi voi dove, in natura, si passa dai quasi cento gradi della sauna finlandese ai due gradi di una cella frigorifera con i cubetti di ghiaccio galleggianti, probabilmente solo in qualche puntata di Star Trek, quando Spock torna sul Pianeta Vulcano. Comunque dopo venti minuti mi sono diretto verso l’uscita, e una ragazza mi ha voluto ricordare a tono che dovevo trattenermi molto di più, almeno tre ore per «vedere gli effetti». Mi stava scappando un “vaffanculo muorici tu qui brutta stronza sadica”, invece le ho risposto sorridendo “passo direttamente alle camere a gas, grazie”, non l’ha capita, e mi sono rifugiato nell’Area Relax. Area Relax un cazzo, è ovviamente un’altra truffa. Ci sono gli stessi vecchi decrepiti e obesi moribondi sopravvissuti al caldo-freddo che deambulano tremanti, alcuni immobili sui lettini, però sotto un soffitto di lucine simil-cielostellato. Forse aspettano la morte ho pensato. Per non annoiarmi ho preso la Playstation portatile che avevo infilato nella tasca dell’accappatoio dello gnomo e per rilassarmi ho iniziato a sparare ai cattivi in Call of Duty ma poco dopo mi hanno ripreso: non puoi usare la Playstation!… disturbi gli altri. Ma gli altri chi, se sono tutti in fin di vita. Dunque ho tirato fuori il mio Smartphone per postare un messaggio di SOS ai miei contatti di Facebook e mi hanno tolto anche quello. Arreso ho provato a chiudere gli occhi fingendomi morto anch’io e sperando nell’irruzione di alcuni miei amici che magari avevano letto il post di aiuto, ma poi ho pensato, figuriamoci se vengono a salvare me. Loro mi ci hanno mandato qui. Non pensiate di salvarvi buttandovi sui «trattamenti», altro inganno. Il massaggio erotico non esisteva, quindi ho optato per un massaggio relax da una sosia di Sasha Grey, perché credevo me lo facesse lei, invece quella uguale a Sasha prendeva solo le prenotazioni, la mia massaggiatrice era una sosia di Rosi Bindi. E poi musichette orientali ovunque, che dopo dieci minuti ti fanno venire una claustrofobia auditiva da panico. In serata ho evitato la cena quando ho visto che gli zombi viventi erano anche lì, e in camera non ho neppure acceso la televisione, mi sono addormentato scaricando sul cellulare tutti i brani di Sanremo, non li avevo mai apprezzati così tanto, e il giorno dopo sono partito prima dell’alba. Arrivato a casa, sano e salvo, ho chiamato la mia psichiatra per farmi raddoppiare la dose di antidepressivi, e ho riletto “Se questo è un uomo”, trovandolo un romanzo leggero, quasi rosa. Se fosse stato in una Spa, il povero Primo Levi non sarebbe sopravvissuto per scrivere il libro.

PepPe Røck SupPa

1 commento

  1. Mi sono così appassionata ai tuoi “articoli” che, pur vivendo in un’altra città, apro spesso Appiapolis per cercarli. Li trovo estremamente intriganti e simpatici. Riesci a toccare e descrive argomenti e situazioni, a volte, estremamente complessi, con leggerezza e competenza. Trovo la tua scrittura accattivante e irriverente, mai banale. Mi complimento con te e spero di rirovarti presto con un nuovo “salutare” articolo…

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