TREMATE, TREMATE I DUCHI SON TORNATI: GENNARO OLIVIERO E IL POTERE SESSANO (PARTE I)

di Andrea Zippa

Nella nostra tanto amata provincia di Caserta si assiste, ormai da tempo immemore, a un fenomeno che ha un che di paradossale e, perché no, anche di “mirabile” a vedersi e a sentirsi, ossia la vera e propria colonizzazione politica di intere aree da parte di un personaggio che gestisce localmente il potere: è quanto accade, ad esempio, nell’agro aversano, dominato dal nostro amico “cambogiano” Nicola Caputo; tuttavia una situazione analoga si verifica nell’area diametralmente opposta della provincia, nell’agro pontino. Al confine con il Lazio sorge la ridente cittadina di Sessa Aurunca: nata nell’VIII sec. a.C. ad opera del popolo degli Aurunci, essa sarà poi rifondata come colonia romana nel IV sec. a.C. con il nome di Suessa; tuttavia, nella storia plurimillenaria del borgo, viene ricordato in particolar modo il periodo medievale quando viene qui instaurato un ducato (di cui rimane come importante testimonianza il Castello Ducale cittadino) grazie al quale Sessa conoscerà una forte rinascita che continuerà anche per i secoli successivi, quando la città diverrà feudo addirittura della famiglia vicereale spagnola: insomma, da questo brevissimo excursus si può intuire quanto sia ricca la storia di Sessa Aurunca, una delle più importanti città d’Italia che al giorno d’oggi, sebbene goda ancora di una certa fama, purtroppo non possiede più quella considerazione di cui sarebbe degna a livello nazionale.

Da alcuni anni, il Castello Ducale è stato metaforicamente restituito alla sua originaria funzione e occupato, per così dire, da un personaggio del posto che, come un novello duca, si è posto come compito precipuo quello di riportare il suo borgo natio agli onori delle cronache nazionali, evidentemente in negativo, purtroppo…

Egli, dall’alto del suo scranno ducale, riesce a governare le sorti della cittadina pur non avendone mai ricoperto il ruolo di sindaco e, addirittura, ad indirizzare, con un solo cenno del capo, l’intera politica regionale in virtù del suo ruolo nel Consiglio della Regione Campania: a questo punto, da cotanti indizi, avrete sicuramente capito che il gran manovratore è il divo locale Gennaro Oliviero. Cari lettori, siete curiosi di conoscere i suoi trascorsi politici (e non solo) e la svolta infelice che ha dato alla sua città, abbandonando a se stesso il delizioso centro storico sessano che versa in condizioni vergognose e arrivando persino a danneggiare e ad esporre al pubblico ludibrio una struttura un tempo di grande prestigio nazionale come il locale nosocomio, i cui orrori e disservizi sono costantemente evidenziati da noi di Appia Polis e sono stati esposti su scala nazionale anche dall’ormai celebre servizio del programma “Le Iene”? Allora mettetevi comodi, ci pensiamo noi ad espletare questo compito!

Il duca Oliviero nasce nel maggio del 1959: sin da giovane ha le idee chiare su ciò che farà in futuro, iscrivendosi così alla Facoltà di Scienze Politiche. Dopo la Laurea comincia la sua carriera militando in vari partiti di sinistra finché nel novembre 2014 diverrà membro del PD, di cui ancora oggi fa parte; alcuni maligni sostengono che l’ingresso nella lista piddina sia avvenuto in virtù dell’esistenza di un posto già prenotato nella lista casertana di partito per le elezioni al Consiglio Regionale Campano con la benedizione della prezzemolina Pina Picierno. Ad ogni modo, l’ufficializzazione dell’ingresso in questo schieramento avverrà platealmente in un incontro organizzato dal partito all’Hotel Terminus di Napoli cui prenderà parte, guarda caso, anche la Picierno. Lo stesso Oliviero motiva il suo passaggio tra queste fila spiegando che il PD a guida renziana punta su temi a lui cari come il diritto alla salute, l’Ambiente e i servizi essenziali per i cittadini, aggiungendo inoltre che il partito vuole avviare un nuovo percorso politico per essere più vicino alla gente: questo, infatti, “rappresenta l’elemento fondamentale per restituire dignità al nostro territorio e al patrimonio delle nostre idee”. Ah, quanta coerenza in queste parole!

Ad ogni modo, il nostro Oliviero riesce a conquistare il seggio come consigliere regionale sotto la bandiera del PD; in realtà è più corretto parlare di “reconquista”, dal momento che il nostro aveva già ricoperto tale ruolo a partire dal 2005 e venendo poi riconfermato nel 2010, sebbene militasse in due partiti differenti, rispettivamente SDI e SeL: del resto, il trasformismo politico allo scopo di guadagnare voti è uno dei suoi marchi di fabbrica, protetto da copyright…

Durante i quasi quindici anni trascorsi in Regione Oliviero ricopre importanti cariche: è membro della Commissione Speciale trasparenza, controllo sull’attività della Regione e degli Enti collegati e dell’utilizzo di tutti i fondi, della V Commissione Sanità e Sicurezza Sociale (che, udite udite, è addirittura presieduta da quel caro ragazzo che risponde al nome di Stefano Graziano) e dell’VIII Commissione Agricoltura, Caccia, Pesca, Risorse comunitarie e statali per lo sviluppo, ricoprendo inoltre il ruolo di presidente della VII Commissione Ambiente, Energia, Protezione Civile: proprio durante lo svolgimento di quest’ultimo incarico egli blocca svariati progetti di strutture per lo smaltimento dei rifiuti, non permettendo neppure gli interventi per la costruzione di 25 impianti per compostaggio annunciati da De Luca che, di conseguenza, non saranno mai realizzati. Contemporaneamente, il nostro amico sessano si impone come il dominus che guida i fili della sanità casertana, dirigendo in maniera più o meno occulta, tutto il teatrino che ruota attorno all’Asl: ma questa è un’altra storia…

È un desiderio di potere inarrestabile quello che guida l’Oliviero e che lo porta ad essere protagonista all’interno tanto del Consiglio Regionale quanto del suo stesso partito. Arriviamo, intanto, al 2018: in occasione delle elezioni politiche del 4 marzo, Matteo Renzi gli propone la candidatura come capogruppo PD nel collegio uninominale Santa Maria Capua Vetere – Sessa Aurunca – Piedimonte Matese; poteva il nostro amico rifiutare una simile proposta in-decente postagli su un piatto d’argento? Oliviero accetta, giustificando il suo comportamento come attuato per la salvezza del PD in quanto “non si può giocare a nascondino in un momento di difficoltà”. La sua campagna elettorale comincia, manco a dirlo, proprio nel suo ducato sessano: al momento dell’apertura del comitato elettorale, accompagnato dai suoi fidi, ossia i consiglieri comunali di maggioranza e gli assessori, e dal suo fedele scudiero, il sindaco Silvio Sasso, il duca Oliviero tiene un discorso in cui attacca deliberatamente gli antagonisti (è scontato dirlo, in loro assenza molto probabilmente non c’era tempo per il contradditorio) e, mostrando i progetti futuri che avrebbe presentato in Parlamento, enumera tutto ciò che di buono ha fatto a favore del nostro territorio con le sue mozioni in Regione, domandando (e domandandosi) poi che cosa hanno prodotto i consiglieri regionali di opposizione negli stessi anni. È proprio in questo contesto che si svolge l’incontro “segreto” cui partecipa il politico sessano e un gruppo composto da una trentina di politici casertani a casa di Luigi Romano, ex sindaco di Vitulazio, organizzato dal padrone di casa allo scopo di mostrare il suo sostegno per Oliviero: insomma, cosa non si farebbe per un voto in più…

FRANCO MIRABELLI 

Tutta questa situazione si spiega in virtù di uno scontro fratricida consumatosi l’anno precedente all’interno allo stesso PD e causato dalla spregiudicata sete di potere del nostro: Oliviero, infatti, avrebbe stretto alleanze con politici di centrodestra, imbastendo una vera e propria “organizzazione parallela”, allo scopo di tutelare i propri interessi e non quelli del partito. L’accusa contro di lui, riportata da La Repubblica, è rivolta da Franco Mirabelli, all’epoca dei fatti commissario PD di Caserta, cui si uniscono altre voci provenienti dallo stesso partito tra cui ricordiamo politici piddini di peso (sic!) quali Pina Picierno (rivolta ora contro il suo protetto, dopo averlo inizialmente sostenuto), Stefano Graziano e il sindaco di Marcianise Antonello Velardi. Oliviero risponde agli attacchi con un puerile: “Loro sono incapaci e se la prendono con me per le loro sconfitte?”

Comunque, alla fine della fiera, a nulla sono valsi gli sforzi estremi del nostro, arrivatosi, appunto, ad inimicare anche esponenti interni al suo partito: arriverà terzo nel suo collegio, perdendo, tra l’altro, importanti punti nel suo stesso feudo sessano, e non riuscendo ad entrare a Montecitorio: addio sogni di gloria! Il nostro ci riproverà quest’anno per la Direzione regionale del PD in Campania: riuscirà ancora una volta, grazie al sostegno del suo popolo fedele e delle sue strategie, ad imporsi sui rivali? Lo scopriremo solo vivendo…

A questo punto, è utile informare i nostri lettori sulla politica adottata dall’Oliviero nel suo ducato sessano: scopriremo insieme quanto “beneficio” ha apportato alla sua amata cittadina e, dal momento che egli ha il controllo totale dell’Asl di Caserta, come ha portato alla ribalta nazionale (purtroppo in negativo) il presidio ospedaliero San Rocco. Ma tutto questo e tanto altro lo scoprirete a breve: appuntamento a presto!

FINE PRIMA PARTE

A DOMANI PER LA SECONDA PUNTATA…

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