CGIL, CASERTA PARTECIPA ALLO SCIOPERO GENERALE: “RIPARTIRE DAL LAVORO”

CASERTA – “C’è bisogno di creare lavoro, e l’edilizia è uno di quei modi”. Possiamo far vertere su questa frase pronunciata da Irene Velotti, segretaria generale Fillea CGIL, la conferenza stampa CGIL sullo sciopero generale delle costruzioni del prossimo 15 marzo a Roma. Avanti ai giornalisti, la Velotti e il segretario generale CGIL Caserta Matteo Coppola hanno discusso del blocco dei lavori delle infrastrutture, e di come la componente provinciale e regionale abbia deciso di partecipare: “Stiamo distribuendo volantini per ogni cantiere per far partecipare le persone – ci dice la Velotti – l’edilizia sta vivendo un momento buio da anni e l’amministrazione odierna Lega – M5S non fa nulla per poter migliorare la situazione. I gruppi dirigenti dovrebbero fare mea culpa, facendo un passo indietro per la situazione in cui ci troviamo”. Caserta e la Campania hanno le proprie gatte da pelare, con ben tre infrastrutture lasciate perlopiù a loro stesse come la TAV Napoli – Bari, il Policlinico e l’Interporto di Marcianise: “Frequentiamo il cantiere TAV da tempo, non si parte ancora per la mancanza di concessioni. Fino ad ora sono state completate le fasi di preproduzione, con dormitori, uffici e campo base tra Dugenta e Valle di Maddaloni. Ci hanno assicurato che si partirà fra un mese, ma il ritardo è già ampio. Con queste opere si assicurano posti di lavoro, in questo caso saranno impiegate 5-600 persone. L’Interporto è un’altra patata bollente da trent’anni, non per le strutture ma per i lavori di viabilità ancora in alto mare, con le vecchie aziende lavoratrici che vennero citate per danni per non aver lavorato sulla stessa. Anche il Policlinico: ad oggi non esiste ancora una vera e propria finalità: a chi verrà affidato? A cosa servirà? E queste opere rimangono ferme perché non credono più ai costruttori, ho visto aziende senza un euro di debito fallire perché gli venivano bloccati i pagamenti. Bisogna rilanciare l’industria costruttiva, le persone trovano più dignità nel lavorare che nel ricevere un reddito di cittadinanza; e il nostro territorio è rimasto bloccato dalla malagestione. Ed è per questo che protesteremo”.

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