L’INTELLIGENZA NON È MAI DEMOCRATICA

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È da poco passata la settimana dedicata al cervello, almeno per noi Homo Sapiens, che sul nostro cervello ce la tiriamo tanto rispetto alle altre specie animali esistenti, con una certa giustificata ragione, ma talvolta anche con molti torti. Ma quante leggende sentiamo sul nostro cervello? Molte. Quante volte vi sarà successo, per esempio, di ascoltare qualcuno sostenere che usiamo solo il 10% del nostro cervello? In realtà essere fornito di un cervello come il nostro ha pesato moltissimo in termini evolutivi e la selezione naturale non avrebbe mai concesso lo sviluppo di un organo che non utilizziamo per il 90%. Per giunta, oggi grazie ad una semplicissima Risonanza Magnetica Funzionale sappiamo benissimo che non esiste area del nostro cervello che non si attivi, perfino mentre dormiamo. Il cervello è una macchina molto dispendiosa, consuma il 20% delle calorie del nostro organismo, sia che voi siate Albert Einstein, sia che siate un Luigi Di Maio qualsiasi.
Quando qualcuno vi dice che ne utilizziamo solo il 10% rispondete che non è assolutamente vero, ma probabilmente lui sì, della sua materia grigia utilizza solo il 10%. Tuttavia anche il fatto che il cervello sia di colore grigio è un mito da sfatare: il cervello è rosa, nero, bianco e azzurro. C’è anche il grigio ma è solo l’insieme del corpo dei neuroni.
Altro mito da sfatare è che la sua grandezza sia proporzionale all’intelligenza. Ci credono in molti, ricordo addirittura di averne letto in un articolo su La Stampa anni fa. C’era scritto che «fra tutti gli animali l’uomo ha il cervello più grande», mica è vero! Il nostro cervello pesa un chilo e mezzo, quello di un elefante 4,5 chili, quello di una balena 10 chili, ma nessun elefante e nessuna balena hanno mai scritto il Macbeth o elaborato la teoria dell’evoluzione e atterrato sulla Luna.
La grandezza del cervello è proporzionale a quella del corpo.
A proposito delle dimensioni, gli uomini hanno il cervello più grande delle donne, ma non significa nulla in termini di intelligenza, se no il mio vicino dovrebbe essere più intelligente di Stephen Hawking e l’altra mia vicina più intelligente di Margherita Hack. Inoltre certe storie sul cervello sono connesse ad alcuni tabù di tipo ideologici, soprattutto negli ultimi tempi se ci pensate, l’era del “metoo”  e quella delle “quote rosa” per esempio, provate voi a spiegare alle femministe 2.0 che i cervelli di uomini e donne non sono uguali e che hanno predisposizioni neurali diverse, generate geneticamente: le femministe vi attaccheranno, ma scientificamente è così e su questo c’è poco da discutere. Le donne hanno una minore propensione all’ingegneria per esempio, per dirne una, ma più predisposizione per le relazioni umane (tranne le mie ex fidanzate). Questo non significa affatto che gli uomini posseggono un cervello migliore delle donne, ma di una femminista direi proprio di sì. A tal proposito le dissomiglianze della connettività funzionale del cervello maschile e femminile sono state documentate perfino nei feti, fatevene una ragione. Lo dice la Scienza e sappiate che in Natura non esiste uguaglianza e tra gli umani ancor meno, provate a spiegarlo ai cervelli dei Grillini, altro che l’uguaglianza naturale di Jean-Jacques Rousseau. Sarà per questo che i Grillini, non certo mostri di intelligenza, hanno come nome del loro mezzo di incontro democratico la cosiddetta «piattaforma Rousseau». Potevano mai chiamarla Piattaforma Einstein? Non avrebbe avuto molto senso.
Tornando alla settimana del cervello, molti si saranno chiesti, ma siamo davvero la specie più intelligente del pianeta Terra? Io su questo inizio ad avere dei dubbi, perlomeno in termini statistici. Pensateci, gli stupefacenti risultati conquistati dall’Homo Sapiens, sono la conseguenza dell’intelligenza di pochissimi cervelli: se mettete insieme tutti i Leopardi, i Copernico, i Galileo, i Darwin, gli Einstein e company, vi rendete conto che l’umanità è progredita culturalmente, scientificamente e tecnologicamente solo grazie al pensiero di meno dell’1% degli umani, se no eravamo ancora lì, magari nel medioevo a pensare di essere il centro dell’universo. Questa settimana dedicata al cervello e festeggiata dagli Scienziati di tutto il mondo, dovrebbe farci riflettere: su sette miliardi di persone, più che Homo Sapiens, siamo Homo Deficiens, insomma come specie abbiamo poco da festeggiare il cervello di tutti, piuttosto dovremmo festeggiare il cervello di pochi. Non esaltiamoci troppo: il progresso è il prodotto di pochissimi uomini e donne geniali e l’intelligenza del cervello, insomma, è proprio come la democrazia: non è una cosa molto democratica.

PepPe Røck SupPa