LETTERA ALLE CONSIGLIERE E ALLE ASSESSORE DEL COMUNE DI CASERTA

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      –    di Francesca Nardi   

Care consigliere Norma Naim e Emilianna Credentino e care assessore Mirella Corvino e Maria Giovanna Sparago…immaginiamo che, quando si tratta di discriminazione e di minori, siate tutte sulla stessa lunghezza d’onda…o no?, ed immaginiamo che il comune sentire in certi casi, non possa essere che l’indignazione nei confronti di qualsiasi tipo di discriminazione e l’orrore nei confronti di qualsiasi tipo di umiliazione inflitta ai bambini, o no? Immaginiamo che non possiate non essere al corrente di quanto accade in questa città, di quanto accade nelle scuole di questa città ed in particolare di un episodio accaduto in una scuola cittadina e fino ad oggi “pietosamente” camuffato sotto forma di lettera ad una insegnante e relativa dirigente scolastica…Ci chiediamo quindi, il motivo per cui, nessuna di voi quattro abbia profferito verbo “ufficiale” o inviato almeno, uno straccio di comunicato in cui chiedeva spiegazioni sull’accaduto…due righe pubbliche in cui chiedeva se rispondesse al vero o al falso quanto ventilato…magari due parole soltanto…brusche ma efficaci…tipo: fuori i nomi! Neanche una parola!, secondo gli usi e costumi in voga da questa parti…facciamo cadere la cosa…Un sindaco presente e conseguenziale ai sermoni domenicali, di cui ci fa gratuito omaggio senza perdere una puntata, sarebbe saltato dalla sedia e non si sarebbe limitato al solito…portatemi le carte e poi vi faccio vedere io!….che tradotto nel gergo comprensibile a tutti signifca “pò vedimm e pò facimm”…Ma di cosa parliamo? Una insegnante umilia un bambino davanti alla sua classe, determinando disagio e sofferenza….MUTI! Questo bambino assieme a suo fratello è inoltre, qualche giorno fa, rimasto in classe, entrambi i fratellini umiliati,  mentre i loro compagni hanno partecipato ad una gita al Museo…MUTI! Nessuna spiegazione da parte dell’insegante e della dirigente scolastica, nessun cenno di scusa…Magari sono in attesa di qualche lira di resto…vuoi vedere che alla fine si sono fatte il nido sul cerasiello? Per il senso della più elementare decenza, abbiamo taciuto i nomi ed abbiamo invitato una insegnante a calarsi nei panni di una bambina di 11 anni…anzi… abbiamo suggerito alla stessa di immaginarsi tale…Abbiamo “gentilmente” rispettato un diritto alla privacy che, in certi casi, diventa uno scudo a tutela di comportamenti poco conformi all’etica professionale e soprattutto alla mission di una insegnante…abbiamo “gentilmente” raccontato i fatti, evitando “gentilmente” di citare i nomi degli interessati e sapete perché?, …sapete perché abbiamo rispettato la privacy di una insegnante e di una dirigente, graziando anche il nome dell’istituto?, privacy?, cioè quella strana cosa di cui al momento opportuno, tutti se ne infischiano e giocano a tirarsi appresso, il pezzo più sanguinolento della carne da macello?, sapete perché noi l’abbiamo rispettata?, perché nel terzo millennio, in una città capoluogo di provincia, tra una passerella e l’altra in nome della tutela dei minori, tra le macerie di quella che è stata la civiltà dell’umano sentire,  si consumano squallidi tentativi discriminatori in danno degli stessi minori, di cui nessuno deve venire a conoscenza… pena la ritorsione…in questo caso ne avrebbero subito le conseguenze i bambini…L’arrogante silenzio da parte dell’insegnante che non può non essersi riconosciuta nella lettera e della dirigente, altrettanto intuibile ed evidente, confermano il sistema squallido e pericolosamente obbligatorio, del non vedo… non sento… non parlo…altrimenti…Ebbene…poiché esistono un consiglio comunale ed una giunta…gradiremmo che almeno voi quattro,  offriste lettura e prova di esistenza in vita, in quanto mamme, in quanto persone, in quanto donne, impegnate attivamente in politica, in quanto delegate in maniera specifica a rappresentarci…Comprendiamo tutto…ragion di Stato e ragion Politica…l’unica cosa che non comprendiamo è la “ragion d’essere” presa alla lettera…di alcuni che, a quanto pare, non hanno ben chiaro il senso di ciò che sono chiamati a gestire…Un’ultima domanda facile facile…a dirigenti scolastiche, insegnanti, consigliere ed assessore: ma se fosse successo ai vostri figli?

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