OSPEDALE, IL MEMORIALE DELLA DOMENICA 37… GLI INTOCCABILI DEL PIANETA UROLOGIA

(f.n.) – Ospedale delle Meraviglie! Ma guarda…sfogliando i padiglioni come se fossero pagine di un memoriale…quante cose che credevi risolte e scomparse pietosamente dietro l’angolo tornano a mostrarsi in tutto il loro squallore….eh sì…sono passati gli anni ma le raccomandazioni, quelle potenti,  hanno messo radici e si sono ramificate nel silenzio assenso circostante…un silenzio complice e conveniente…ma di cosa parliamo?, parliamo di personaggi che credevamo ormai consegnati alla storia ospedaliera di ieri… quella bella ed intraducibile storia svergognata, imbottita e satura di politically incorrect, quella ben collocata alle origini del grande equivoco…Correvano gli anni ‘90…la seconda parte… ed il concorso di Urologia in procinto di svolgersi all’Ospedale di Caserta, Era Glaciale Claudio Furcolo, avrebbe costituito uno dei tanti vivai politici in cui far pascere figliocci, favoriti e portatori di voti…in quel caso il cattedratico di riferimento di Forza Italia, partito di Governo, era il professor Tullio Lotti che aveva debiti di riconoscenza con il fido Sergio Caggiano… debiti che con la meritocrazia non avevano nulla da dividere…Quindi il grato Lotti decise che il Caggiano, diventasse primario a Caserta…Così fu e così avvenne e così tacquero tutti…come da tradizione…Diversi urologi di notevole spessore, decisero di partecipare al concorso, proprio per marcare la differenza con chi, al loro confronto, come amavano dire… ed a malapena, poteva cimentarsi in una indagine cavitaria…e tra questi ve ne fu uno in particolare, un tipo simpatico che viaggiava in motocicletta ed era dirigente medico al Pascale…e che mal digerì quel saggio vergognoso di clientelismo e peggio…e andò personalmente a chiedere conto a Furcolo, l’uomo dal “maglioncinorossosempreimpataccato”  della scelta scellerata… e il manager, assai improvvidamente, gli rispose che aveva assunto un impegno con il cattedratico Lotti di Forza Italia….l’urologo del Pascale saltò in sella alla sua potente motocicletta e venne a trovarci nella redazione di un quotidiano, che oggi ha chiuso i battenti e che il giorno dopo riportò la notizia pari pari…Imperterrito come tutti coloro che godendo delle raccomandazioni, perdono assieme alla faccia, la possibilità di arrossire…Caggiano iniziò la sua brillante carriera che sarebbe stata sincopata qualche tempo dopo dalla cerimonia per il decennale della nascita dell’Urologia a Caserta…In quella occasione il bravo urologo, probabilmente accecato dai riflettori,  perse di vista un rene malato che era stato asportato, per sfortuna sua, al parente di un nostro collega…e di cui non si seppe più nulla…Se non fosse drammatico ci sarebbe da sganasciarsi dalle risate, prima di dimenticare opportunamente tutto il resto…compresa l’immunità, dovuta alla sua stretta vicinanza con il cerchio magico…e la comparsata televisiva, assai pietosa, dell’allora direttore sanitario…ma oggi, prepotentemente il nome di Sergio Caggiano torna alla ribalta… e noi che credevamo si fosse opportunamente ritirato da un pezzo, ce lo troviamo protagonista di una discutibile storia…Così… come quel simpatico urologo in moto venne a trovarci, così il fratello di un paziente ha voluto raccontarci la storia del suo congiunto…Qualche tempo fa il signor X accompagnò suo fratello Y dal professor Caggiano al reparto di Urologia dell’Ospedale. Il signor Y, affetto da cancro alla vescica aveva una emorragia in atto. “Siamo rimasti senza parole- racconta il signor X- quando il professore, anziché soccorrere mio fratello ci ha dirottato allo studio medico associato Z di Via R…Si trattava di uno studio convenzionato con l’Asl…Il professore ci quindi suggerito di sottoporre mio fratello “privatamente” all’intervento chirurgico, da effettuarsi all’Ospedale di Caserta…così avrebbe operato lui stesso mio fratello senza fargli fare la lista d’attesa…altrimenti avrebbe dovuto aspettare molti mesi e non avrebbe garantito la sua presenza in sala operatoria…” Il signor X, non avendo disponibilità finanziarie all’altezza di cotanta Urologia, decise di rivolgersi, e  fece bene,  ad un Ospedale fuori Regione, risolvendo il problema di suo fratello…Non aggiungiamo alcun commento…non è necessario…Ci auguriamo che nessuno alzi neppure un fiato, che nessuno si sprechi in inutili difese d’ufficio del genere “vipera rizzata sulla coda”… onde evitare che si scoprano gli altarini e qualcuno si ricordi dei transiti di Armiento in ambulanza…e ci fermiamo qui…c’è un limite anche alla tolleranza…Hasta el domingo!

Comments

  1. Ludovico ha detto:

    Salve, nel leggere il vostro articolo ci tenevo a precisare che in ospedale l’intramoenia chirurgia è bloccata da qualche anno quindi pur volendo non si può fare né proporre. Io direi che il prof.Caggiano tra i mille difetti ( perché nessuno è perfetto) sta portando avanti un reparto con tantissime difficoltà,con il personale ridotto al minimo (solo 5 medici e nessun concorso previsto) riuscendo con il sacrificio di tutti a garantire una guardia 12 ore+ reperibilità,7 giorni su 7, gestione di un reparto con 16 posti letto,5 ambulatori specialistici,3 ambulatori strumentali, sedute di sala operatoria di elezione, più urgenze e consulenze del ps e di vari distretti che fanno oramai riferimento solo a Caserta… Provi a pensare ad un turno con la distribuzione di queste risorse e delle attività da fare, senza contare che nn esiste lo straordinario per i medici…. Qalche lamentela è sempre presente , ma tante sono le cose buone che vengono fatte e sarebbe bello se qualcuno ogni tanto lo riconoscesse …

    1. Francesca Nardi ha detto:

      Gentile signore…mi permetta di farle una domanda…ma per quale motivo i commenti che gentilmente inviate, sovente bypassano l’argomento trattato e sono soprattutto orientati alla difesa delle posizioni? Detto questo, vorrei chiederle cosa significa “intramoenia chirurgia bloccata”?, Lei intende che da anni non si effettuano interventi chirurgici alla vescica e al rene?, Non mi risulta e se cio’ fosse vero sarebbe gravissimo…e chi ha parlato di intramoenia chirurgia?, Il signore che ha raccontato la vicenda di suo fratello non ha parlato di “intramoenia”…ma di intervento “privato” in ospedale che tradotto in termini accessibili a tutti significa esattamente quello che stiamo pensando, lei ed io…quindi il suo commento vuole essere una presa in giro o un tentativo di confondere le acque? In entrambi i casi la invito ad una rilettura attenta dell’articolo, perche’ ritengo si sia distratto. Grazie

      1. Ludovico ha detto:

        Intervento privato in ospedale si chiama “intramoenia chirurgica’ e in ospedale bloccata signififica che per disposizione aziendale non è possibile effettuare interventi privati all’interno dell’azienda. Quindi nn riesco a capire com’è possibile che sia stata proposta ad un paziente. Su questo presupposto ho risposto

      2. Ludovico ha detto:

        Vi assicuro che non volevo fare ironia, ma per me quando un medico propone un intervento privato in ospedale sta proponendo un intramoenia chirurgica. Cordiali saluti

    2. Francesca Nardi ha detto:

      Gentile Ludovico, anch’io la penso o al pensavo come lei…ma non credo sia questo il senso della protesta…tanto è vero che il povero signor X ha portato suo fratello altrove perché non aveva disponibilità economica. Grazie sempre

  2. Michela ha detto:

    Quello è il peggior reparto dell’ospedale. Mio padre è stato ricoverato un paio di mesi fa e nonostante fosse diabetico lo hanno fatto mangiare alle tre. Gli infermieri si erano scordati di lui e dell’altro signore nella stanza. Poi dopo abbiamo scoperto che i vassoi erano arrivati ma se li erano mangiati loro. Ma tanto pure se il medico li ha cazziati nessuno gli ha fatto niente.

  3. Mirella ha detto:

    Speriamo che ferrante prenda provvedimento serio come ha fatto in altri casi da lei denunciato ???????????????????????????????

    1. Francesca Nardi ha detto:

      Gentile Mirella, io non credo che Ferrante prenda alcun provvedimento…se fosse stata sua intenzione “dare un segnale” avrebbe dovuto intervenire da tempo sui problemi del reparto di Rianimazione e non mi risulta l’abbia fatto…La celerità dei provvedimenti si è registrata soltanto in tre casi: Salvarola, Nardi e Buonomo, ma come lei ben sa…vi erano altri motivi che con il “malato al primo posto” c’entrano come i cavoli a merenda …Grazie!

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