È RIDICOLO DISCUTERE DI RELIGIONE IGNORANDO I FATTI, CIOÈ LA SCIENZA

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A me ha sempre fatto sorridere questo dialogo tra il credente e il non credente, in tv come sui social, a mò di salotto intellettuale dove di intellettuale sui social e in tv non c’è quasi nulla, dibattiti che già a fine Ottocento sarebbero sembrati fuori tempo massimo, scambiandosi quesiti banalissimi sul bene e sul male. Sembrano tutti teologi mancati, meravigliosi quando discutono dell’immacolata concezione e dell’eucaristia come se fossero cose reali e non pura fantasia. Mi rendo conto che molti teologi, invecchiando, vogliono assomigliare sempre più al dio della Cappella Sistina, elevandosi chissà a quale misticismo, ma ho sempre trovato molto ridicoli i vari papa che mai scelgono come interlocutori privilegiati degli scienziati, ma sempre persone accondiscendenti in qualche modo alla chiesa. In Italia il solo che può tenere testa alla Chiesa è il grande matematico Piergiorgio Odifreddi, logico, saggista e accademico, se volete approfondire seguitelo su YouTube. Nel frattempo sogno un giorno in cui la chiesa finalmente chiamerà in causa anche altri interlocutori, così tutti i nodi verranno al pettine, da una parte e dall’altra, purché siano i nodi veri con il pettine giusto, purché si abbia il coraggio di essere finalmente seri. Insomma, perché tutti i papa non si sono mai rivolti direttamente ad un  Stephen Hawking per parlare dell’universo o a Richard Dawkins per parlare di ciò che implica l’evoluzione umana? Perché la chiesa non discute seriamente dell’anima? Ovviamente è molto comodo innescare un dibattito finto e facile facile, ci fanno tutti una bella figura, perfino io che sono un signor nessuno. Viviamo in un contesto mediatico in cui la massima contrapposizione è tra laici e credenti, agnostici e atei, tutte categorie interne alla religione e alla cultura umanistica, refrattaria, purtroppo, alla scienza, nelle quali si finisce sempre nel solito  cliché delle domande senza risposta, per continuare appunto a non rispondersi. Mentre di risposte ce ne sarebbero una montagna, e non quella di Maometto che se tu non vai da lei si alza e viene da te.
Negli ultimi 150 anni la visione del mondo, dell’uomo, dell’universo, sono completamente cambiati, e nessuna religione può ammetterlo, perché cesserebbe istantaneamente di fondarsi su dogmi e verità «rivelate» due o tremila anni fa. Certo, si può ignorare ogni progresso della conoscenza e credere a ciò che più ci pare, ci mancherebbe e infatti la maggior parte dei credenti che conosco coltivano ogni giorno perfino molte altre credenze, contrarie però alla propria religione: gli UFO, i fantasmi, le vite precedenti e così via… Nell’orribile e vuota vita quotidiana, confondono allegramente e senza neppure pensarci, l’astrologia con l’astronomia e si consultano perfino ancora gli oroscopi, che astronomicamente è come credere ancora alla Terra piatta, ciò non impedisce di metterli perfino in coda ai telegiornali del mattino e io mi sento sempre un po’ scemo quando rispondo all’assurda domanda «Di che segno sei?».
Di che segno sono? Sono del segno che se la gente si rendesse conto della stupidità e dell’ignoranza che manifesta non solo attraverso le credenze religiose, ma anche con l’astrologia, si vergognerebbe molto di più che se andasse in giro con escrementi infilati in tasca.
Tuttavia, signori papi, signori intellettuali credenti e no, volete scontrarvi con il vero nemico?  Scontratevi con la scienza e non sulla moltiplicazione dei pani e dei pesci. Scontratevi con qualcuno che vi spieghi come questo pianetino dove viviamo non ha quattromila anni, come nell’antico Testamento, ma quattro miliardi e mezzo, e tra l’ultimo dinosauro e il primo ominide ci sono più di sessanta milioni di anni di spietata lotta per la vita. Scontratevi con chi vi mette di fronte le immagini straordinarie e sconvolgenti dei telescopi spaziali al limite dell’universo visibile, nel quale siamo un minuscolo sistema solare in una galassia formata da altri cento miliardi di stelle, in uno spazio in espansione fatto di altri cento miliardi di galassie di cui non troverete traccia nella Bibbia. Scontratevi con la fisica classica e con la meccanica quantistica, e con le leggi della termodinamica e se desiderate davvero un confronto, confrontatevi con chi vi spiega che una minima lesione nella corteccia prefrontale cambia completamente la vostra personalità, la vostra percezione del mondo, perfino la psicanalisi e il libero arbitrio nell’ultimo ventennio sono stati messi in soffitta, basta una risonanza magnetica funzionale. Se volete parlare del senso della vita, dialogate con chi vi porta le prove dell’evoluzione umana, preparandosi però  a conciliare la favola di Adamo e Eva con i fatti della biologia molecolare, quel DNA che non solo ci rivela i meccanismi e il codice genetico comune a ogni specie (neppure Darwin avrebbe sperato in tanto), ma utilizziamo in sede giudiziaria per condannare un assassino. Se il sangue non è acqua, figuriamoci i geni. Cosi come senza la relatività di Einstein, per quanto possa sembrare astratta, non funzionerebbe neppure un navigatore GPS, hai voglia a
pregare.
Altrimenti, per comodità e quieto vivere, non ponetevi mai nessuna domanda, potete tranquillamente ignorare tutto questo e andare avanti come se nulla fosse a infiocchettarvi sempre a vicenda e postare Padre Pio sui social quando siete malati voi o i vostri cari, inutili consolazioni omeopatiche, tenendo conto che ogni santino postato sui social o altro, lasciano il tempo che trovano, e sai dove lo trovate questo tempo?  Dove il gioco è facile, perché vincete tutti senza perdere niente.
Oltretutto non penso che i credenti quando ne hanno bisogno, facciano a meno dei farmaci della Scienza, neppure il papa.

PepPe Røck SupPa