IO PRIGIONIERO DELLA FAMIGLIA

Centinaia di bambini felici stanno per varcare un cancello immaginario verso la felicità, io sono in fila dietro a loro con mia nipote Marina, 9 anni, ma vengo bloccato dalla security, non avete i ticket! «Prego?». «Andate via, quì possono passare solo quelli con il ticket per fare la fila». Io e mia nipote, come gli altri duecento bambini e genitori, prendiamo i ticket e in cambio, per il momento, abbiamo dei braccialetti neri con un numero. Io sono il numero 156, lei il 155. Mia nipote scoppia a piangere, «perché sono la 155 e tu il 156? Cosa sta succedendo? Zio zio zio fai qualcosa ti prego». Quanto tempo bisogna aspettare? No, non siamo ad Auschwitz, siamo in uno Store per acquistare il Giocalibro.
Ma facciamo un passo indietro per raccontarvi questo meraviglioso incubo.
I principali “colpevoli” sono due, Davide e Alessandra, per tutti “Famiglia GBR”, e se avete dei bambini che usano YouTube saprete chi sono. Sempre colmi di amore e allegria, (non so che tipo di psicofarmaci usino) rispettivamente marito e moglie pubblicano, per milioni di utenti, video-dimostrazioni di ogni sorta di giocattoli, al fine anche di lasciar valutare ai genitori se quei tipi di passatempo possono andare bene per i loro figli. Infatti “GBR” significa, senza troppi giri di parole, “Giochi per Bambini e Ragazzi”. Mi informo meglio e scopro che sono diventati dei famosi YouTuber, ma che ormai odio con tutto me stesso ma di cui eviterò di dirvi cosa penso, sia perché ora li odio più di prima, dopo quello che mi hanno fatto, sia perché siccome li ama mia nipote mi sono sforzato pure di farmeli piacere, sia perché hanno fatto piangere mia nipote e altri centinaia di bambini innocenti.
Ma chi sono la Famiglia GBR? Magari chi legge non lo sa. Magari è fortunato e se non continua a leggere non lo saprà mai. Grazie a Youtube sono uno dei fenomeni del momento, l’incubo dei genitori, milioni di mamme e papà se li sognano anche di notte.
Insomma, per farvela breve ci siamo messi in fila per il classico firmacopie del loro Giocalibro. Intanto nauseati dall’aria artificiale del centro commerciale, tra genitori, zii e accompagnatori vari ci scambiamo sguardi di solidarietà, rassegnati. Appena uno sbuffa ce n’è un altro che sospira. E comunque io ho sopportato tutto, perché amo mia nipote sopra ogni altra cosa. Mi sono sforzato di farmeli diventare anche simpatici. Io che ormai non sopporto più andare dove c’è molta gente, perché odio stare dove ci sono molte persone. Figuriamoci dove c’è confusione.
Mi sono convinto che sono bravi, perché chi ha successo è bravo (non è vero, ma non ho altri motivi per autoconvincermi). Ho represso perfino la mia rabbia di persona che nella vita ha sempre pensato che il successo si ottiene sudando con un lavoro, questi due invece pubblicano video e fanno milioni di visualizzazioni guadagnando cifre da capogiro. Mi sono detto che sono comunque meglio di quelli dei vari talent televisivi, o dei cantanti trap idioti che ascoltano ora gli adolescenti, in fondo non fanno niente di male. Tutt’altro, divertono bambini e ragazzi, e soprattutto divertono mia nipote, e quindi va bene. Ho visto decine dei loro video perché mia nipote li adora, e ho riso con lei, all’inizio per finta, alla fine divertendomi anche io, per empatia, perché se lei è felice sono felice pure io. E quindi prendiamo il Giocalibro! W il Giocalibro!
Una volta raggiunti i posti in fila questi due non arrivavano mai, mentre un presentatore alimentava l’aspettativa: «Sono in macchina», «Stanno per arrivare», «Eccoli sono quasi qui», e a ogni annuncio urla di eccitazione, sembrava stesse per arrivare mago Zurlí uscito dalla tomba. Ma cosa non si fa per amore? Tutto. Anche la Famiglia GBR. E mai avrei creduto non solo di stare lì a fare la fila per più di tre ore, ma neppure, a firmacopie finito, di diventare la tipica figura dell’italiano furbo e corruttore e voler corrompere quelli della security di questo ormai Quarto Reich familiare, per arrivare a parlarci un po’, non con me per carità, ma con mia nipote, farsi un selfie ricordo con loro. D’altra parte Matteo Salvini non nega un selfie a nessuno, chi sono questi due per negarlo ai bambini? O con tutti o con nessuno.
Niente, niente selfie…troppa confusione, sconfitto ho subito pensato che se fossi stato Bill Gates mi sarei comprato direttamente tutto il centro commerciale e avrei costretto i GBR (che fanno rima con la DDR) a stare con tutti i bambini d’Italia infelici di non poter stare sempre con loro e divertirsi. Avrei strappato il microfono al presentatore, mi sarei rivolto a tutte le migliaia di genitori e avrei detto: «Tranquilli, vi salvo io, Famiglia GBR per tutti». Ma alla fine è arrivata la security perché ho iniziato a urlare e dirgli che erano dei nazisti e a citare passi di Anna Frank e Primo Levi, e ci hanno allontanato, deportandoci fuori.
E ora cosa dico a mia nipote? Come le spiego il mio fallimento? Il niente selfie ricordo! Cara Famiglia GBR, adesso vi dico una cosa: siete bravi, siete simpaticissimi, siete anche molto carini, siete intelligenti, siete abili a recitare, siete strepitosi con i bambini, ma vi giuro che se non venite subito a casa mia, vengo io dentro casa vostra con un carrarmato. Perché io e mia nipote  abbiamo ancora un braccialetto numerato sul polso, non ce lo siamo tolti, per non dimenticare. Perché ora e sempre resistenza. Perché io sono un fantastico zio e sono anche un uomo. Se questo è un uomo.

PepPe Røck SupPa 

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